Quel punto di Iva toglie ai padovani 30 milioni di euro
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fonte:
- Il Gazzettino
L’ ennesimo aggiustamento della legge di stabilità proposto dal governo Monti non va giù alla Confesercenti, che parla di un «provvedimento alla Robin Hood al contrario: si toglie ai poveri per dare ai ricchi». L’ abbassamento di un punto dell’ Irpef verrà infatti controbilanciato da un equivalente aumento dell’ Iva, con un risparmio stimato attorno ai 258 euro l’ anno pro capite, a cui si accompagnerà, però, una crescita considerevole della spesa sui principali consumi che, secondo il Codacons, potrebbe arrivare anche a 432 euro per ciascuna famiglia composta da quattro persone. Da qui prende spunto l’ attacco della Confesercenti provinciale che avverte, direttamente dalle parole del presidente, Nicola Rossi (nella foto a destra) : «Lo scambio Irpef-Iva costerà alle famiglie padovane almeno 30 milioni di euro. I 380 mila nuclei familiari della provincia di Padova non avranno certamente di che gioire per la manovra del taglio delle aliquote Irpef per il 2013, anzi. Per loro si tratta di un’ ulteriore mazzata di più di 30 milioni di euro dovuti all’ incremento di un punto percentuale dell’ aliquota Iva (dal 10 all’ 11% e dal 21 al 22%) dal giugno 2013». I conti arrivano dall’ Osservatorio economico dell’ associazione di categoria che, dati alla mano, ha applicato il risparmio massimo che i quasi 530 mila contribuenti padovani possono ottenere grazie alla riduzione di un punto percentuale delle aliquote Irpef più basse (dal 23 al 22% per i redditi fino a 15.000 euro, dal 27 al 26% per gli scaglioni di reddito da 15 a 28 mila euro). «Per quanto riguarda le imposte che risparmieranno i padovani – prosegue il presidente Rossi – il calcolo è fatto al massimo delle possibilità in quanto, per molti contribuenti, il risparmio di imposte dovuto alle aliquote sarà vanificato dal tetto massimo delle detrazioni». Complessivamente, secondo l’ Osservatorio, il massimo che i contribuenti padovani potranno risparmiare ammonta a 110 milioni di euro per il 2013. Ma questo risparmio sarebbe abbondantemente coperto dall’ incremento dell’ Iva sulla quasi totalità dei prodotti, tra i quali anche molti prodotti alimentari, che costerà alle famiglie padovane oltre 140 milioni di euro. «Restiamo attoniti di fronte ad un’ altra prova di cecità da parte del governo. Un salasso che si aggiunge alla situazione già drammatica del potere d’ acquisto delle famiglie e conseguentemente alle possibilità di una ripresa dei consumi interni. Con l’ aumento dell’ aliquota Iva – conclude Rossi – vengono colpiti tutti i settori merceologici e dei servizi, molti prodotti alimentari, l’ abbigliamento, gli articoli per la casa, quasi tutti i servizi resi dai privati, un totale dei consumi che nella nostra provincia ammonta a quasi il 90% della spesa totale delle famiglie». L’ associazione di categoria non intende intraprendere azioni di protesta nei confronti del provvedimento e cerca, per il momento, di sensibilizzare il mondo politico sulle conseguenze che le nuove decisioni potrebbero avere sul commercio padovano: l’ aumento dell’ Iva segnerebbe, secondo Confesercenti, una ulteriore mazzata per tutto il terziario e una perdita anche per le fasce sociali più povere, ora esenti dall’ Irpef, e che saranno soggette, invece, all’ intero aumento dell’ Iva.
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