Rassegna stampa del 28 agosto 2012
Rassegna stampa del 28 agosto 2012
Il Fazioso liberale Blog, 28/08/2012 18:31
Disastro Saldi -13%. Ma Monti continua ad aumentare le tasse e c’ è lo spettro Iva Web
A saldi terminati la riduzione stimata secondo l`indagine dell`Osservatorio Nazionale Federconsumatori – intorno al 12-13% rispetto alle vendite dello scorso anno. È il giudizio espresso in una nota da Federconsumatori e Adusbef, secondo cui “le misure penalizzanti e depressive quali tasse sui carburanti e addizionali territoriali, messe in campo dal governo, non faranno altro che spingere la situazione verso il baratro, con aumento di cassa integrazione, chiusure di attività produttive e licenziamenti che ridurranno ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie”. Per il Codacons, i dati sarebbero ancora più negativi. (fonte Libero) RIMANI AGGIORNATO CON IL FAZIOSO SU: FACEBOOK e/o TWITTER VISITATE IL SITO “LA RETROVIA”
corriere.it, 28/08/2012 16:21
secondo il ministero delle infrastrutture i costi dei carburanti sono aumentati del 170% dal 1990.
Auto: fra benzina e assicurazione la spesa è lievitata in 20 anni Secondo il Ministero … Web
la bolletta automobilistica.
Auto: fra benzina e assicurazione la spesa è lievitata in 20 anni Secondo il Ministero delle infrastrutture i costi dei carburanti sono aumentati del 170% dal 1990 LA BOLLETTA AUTOMOBILISTICA Auto: fra benzina e assicurazione la spesa è lievitata in 20 anni Secondo il Ministero delle infrastrutture i costi dei carburanti sono aumentati del 170% dal 1990 Crescono anche le spese per le riparazioni dell’ auto MILANO- Mantenere un’ auto costa una fortuna. In vent’ anni le spese sono più che raddoppiate, complice l’ impennata dei prezzi di benzina e gasolio. A fare i conti è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prendendo in esame i dati dal 1990 al 2010. GUARDA LA TABELLA CON LE VOCI DI SPESA RINCARI SU TUTTO – Su un totale di oltre 147 miliardi di euro spesi dai privati in autovetture nel 2010, sono i costi di gestione a pesare di più. Dopo due decenni si è passati dai 47,28 miliardi ai 103,71 miliardi con un balzo del 119%. Alla voce carburanti i rincari più pesanti: +170%, cioè da 15,246 a 41,156 miliardi. Ad aumentare sono anche le tariffe autostradali: da 1,47 a 4,3 miliardi. Ma anche l’ assicurazione non scherza: i costi sono triplicati e ora contano per il 17% del totale, mentre le tasse ammontano al 6%. Rimangono esclusi i pagamenti per i parcheggi e le multe, con le quali la bolletta automobilista assume proporzioni mostruose. “STANGATA DA 4 MILA EURO L’ ANNO” – Secondo i calcoli del Codacons, inoltre, ogni famiglia italiana spenderà 4 mila euro l’ anno per mantenere l’ auto. “Un stangata”, tuona l’ associazione dei consumatori che invita ad aderire allo sciopero della spesa in programma per il 19 di settembre. Il conto è presto fatto: 1728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione. “Visto che il ministero delle Infrastrutture e trasporti ha “scoperto” che le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono più che raddoppiate negli ultimi 20 anni”, si legge in una nota, “sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province”.
ilgiornaledivicenza.it, 28/08/2012 16:19
Benzina, denuncia del Codacons “L’ auto costa 4 mila euro l’ anno” Web
il calcolo. tra carburante, assicurazione, bollo, riparazione, pedaggi e parcheggi avere un’ automobile è ormai un salasso notevole per le famiglie.
Roma. Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, “una vera e propria stangata”. Lo calcola il Codacons che invita gli automobilisti ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre. Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, una famiglia media spende in un anno: 1.728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage, 85 tra lavaggio e revisione auto. A proposito dei dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sull’ aumento delle spese per la manutenzione delle auto negli ultimi 20 anni, il Codacons osserva: “Ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province”. Tweet Segui @GiornaleVicenza.
Alice, 28/08/2012 16:16
tasse.
Costo mantenimento auto raddoppiato in 20anni, 4mila euro all’ anno Web
il codacons invita gli automobilisti italiani “ad aderire allo sciopero indetto per il 19 settembre”
Roma, 28 ago. (TMNews) – Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, una “vera e propria stangata”. A lanciare l’ allarme è il Codacons commentando i dati del ministero delle Infrastrutture sulle spese per la manutenzione e l’ uso delle auto, più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Per il Codacons, “ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province”. Per questo il Codacons invita gli automobilisti italiani “ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre” Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, “una famiglia media italiana spende in un anno: 1728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage (non si calcola il costo dell’ acquisto di un garage, essendo un investimento), 85 tra lavaggio e revisione auto. Una sberla complessiva pari a 4.010 euro all’ anno”. Int7.
Moto, 28/08/2012 16:15
Carburanti: prezzi fuori controllo Web
mentre i prezzi medi dei carburanti in italia sono ancora in leggera salita, in alcune aree del paese si toccano nuovi record del costo della verde. e intanto gli italiani spendono 16 euro in più per fare un pieno rispetto all’ agosto 2011.
Notizie correlate Benzina oltre i 2 euro: il Governo minimizza Francia: annunciata la riduzione delle accise sui carburanti I prezzi dei carburanti in Italia continuano a crescere inesorabilmente, facendo segnare giorno dopo giorno nuovi e preoccupanti record. L’ ultimo si è registrato ieri a Panarea, nelle Isole Eolie, dove il prezzo della verde ha toccato quota 2,45 euro/l . In ogni caso non è necessario andare a prendere un esempio isolato come quello di Panarea, che naturalmente rappresenta un picco di prezzo dovuto al fatto che si tratta di un’ isola, per imbattersi in prezzi fuori controllo. A fronte di quotazioni internazionali dei prodotti in leggero ribasso per effetto cambio infatti, il costo dei carburanti si rivela ancora in leggera salita . Il prezzo medio della benzina in Italia arriva a quota 1,928 euro al litro, mentre quello del diesel si ferma a 1,810. I picchi di prezzo invece scontano l’ ennesimo record territoriale della “verde” in alcune Regioni del Centro, dove gioca il fattore addizionali, con 2,019 euro al litro , mentre il diesel staziona a 1,850. Il vero problema è rappresentato dal fatto che nel prossimo futuro la situazione non sembra destinata a migliore . L’ Amministratore Delegato di Eni infatti, Paolo Scaroni, ha confermato che gli sconti del fine settimana finiranno come annunciato il prossimo 3 settembre e che non ci saranno proroghe. Anche le altre compagnie petrolifere per il momento sembrano intenzionate a non portare avanti le promozioni del fine settimana . Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nel prossimo weekend, ma anche quella della Esso e, almeno sulle autostrade, anche di Api/Ip, che sta valutando come comportarsi sulla rete ordinaria. In ogni caso tutti precisano che i prezzi record sono da attribuire alle varie addizionali regionali , ma anche ai differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolare nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, da sempre in testa alla classifica dei prezzi. I prezzi praticati, dunque, non sono uguali dappertutto . Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro (omogeneo sul territorio) e facendo due calcoli si scopre che oggi per un pieno occorrono circa 96 euro, contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per i pieni di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori. La Cisl punta su un riordino delle accise , mentre la Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi. Un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al Ministero dell’ Economia perché spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno . Fonte : Ansa 28/08/2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Agi, 28/08/2012 15:54
Auto: Codacons: “Mantenerla costa oltre 4mila euro l’ anno” Web
(AGI) Roma – Mantenere un’ auto costa in media oltre 4.000 euro l’ anno, e visto che il ministero delle Infrastrutture e trasporti “ha scoperto” che le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono piu’ che raddoppiate negli ultimi 20 anni, “sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilita’ di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province”. E’ quanto sostiene il Codacons, riferendo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. . Condividi Preferiti Facebook Delicious LinkedIn Google Yahoo MySpace Digg Twitter Netvibes Reddit Live Invia ad un Amico Stampa Riduci Ingrandisci Dimensione del testo Il tuo nome Email destinatario Chiudi.
Alice, 28/08/2012 15:33
tasse.
Auto/ Codacons: Per impennata spese stangata da 4mila euro l’ anno Web
automobilisti aderiscano a sciopero della spesa del 19 settembre.
Roma, 28 ago. (TMNews) – Per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa ormai, dopo gli ultimi rialzi della benzina, 4.010 euro all’ anno, una “vera e propria stangata”. A lanciare l’ allarme è il Codacons commentando i dati del ministero delle Infrastrutture sulle spese per la manutenzione e l’ uso delle auto, più che raddoppiate negli ultimi 20 anni. Per il Codacons, “ora che il ministero ha scoperto quello che ogni automobilista sapeva già, sarebbe bene che cercasse anche delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo che non ha preso misure di liberalizzazione e che in questi anni ha aumentato ripetutamente le accise sui carburanti, l’ Iva, ha indicizzato, invece degli stipendi e delle pensioni, le tariffe autostradali ed, infine, in nome del federalismo, ha consentito l’ innalzamento delle tasse sull’ rc auto per finanziare le Province”. Per questo il Codacons invita gli automobilisti italiani “ad aderire allo sciopero della spesa indetto per il 19 settembre” Secondo i calcoli dell’ associazione di consumatori, “una famiglia media italiana spende in un anno: 1728 euro di carburante, 715 per l’ Rc auto, 491 euro per le riparazioni, tra meccanici e carrozzieri, 222 euro tra pedaggi e posteggi, 265 euro per il bollo auto, 235 per le multe. Seguono 143 euro per il gommista, 126 euro per l’ affitto del garage (non si calcola il costo dell’ acquisto di un garage, essendo un investimento), 85 tra lavaggio e revisione auto. Una sberla complessiva pari a 4.010 euro all’ anno”.
Sesto Potere, 28/08/2012 13:30
Gli italiani hanno risparmiato fino a 700 milioni di euro di costo carburanti con i weekend sconto di Eni Web
(Sesto Potere) – Roma – 28 agosto 2012 – Codacons insieme a Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, ACU, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Lega Consumatori, hanno inviato oggi un telegramma al Ministro dell’ Economia Grilli, socio di riferimento ENI, e all’ ad. della compagnia petrolifera di stato per chiedere che le promozioni sulla benzina non finiscano con il 2 settembre. L’ effetto benefico dello scatenarsi delle altre compagnie a seguire tali promozioni ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di danaro in questo sacrificato periodo di vacanza da crisi economica e ha dimostrato che le benzine possono costare di meno. Le associazioni che hanno per la prima volta tutte insieme dimostrato unità in una iniziativa importante e significativa promettono a ENI e alle altre compagnie che accetteranno di proseguire gli sconti di invitare sui loro siti i consumatori a boicottare le altre compagnie. E intanto le più importanti e rappresentative associazioni di consumatori italiane si organizzano per far sentire la voce dei cittadini contro il carovita, il caro benzina e il caro tasse, il prossimo 19 settembre quando, ciascuna con le proprie parole d’ ordine e modalità mobiliteranno i consumatori, ma anche le piccole imprese gli agricoltori e i commercianti, per una grande protesta civile.
Citta della Spezia, 28/08/2012 12:00
Le associazioni consumatori chiedono proroghe per gli sconti fino al 31 dicembre. Web
Le associazioni consumatori chiedono proroghe per gli sconti fino al 31 dicembre. La Spezia – Continuare gli sconti sui carburanti fino al 31 dicembre. E’ quanto chiedono le maggiori Associazioni dei consumatori in un telegramma inviato ieri al Ministro dell’ Economia Vittorio Grilli, socio di riferimento Eni, e all’ Amministratore delegato della compagnia petrolifera Paolo Scaroni. Secondo le Associazioni dei consumatori la funzione sociale della compagnia petrolifera statale non può fermarsi il 2 settembre. Con gli sconti lanciati da Eni nei weekend estivi gli automobilisti italiani hanno risparmiato fino a 700 milioni di euro e si è stimolata la concorrenza su tutta la rete. Le AACC annunciano una giornata di mobilitazione contro il carovita il prossimo 19 settembre. Oggi il prezzo della benzina ha toccato un nuovo record: 2,013 euro/litro in Liguria e Toscana. E l’ allarme si fa ancora più pesante se si pensa che gli sconti estivi, che durante i weekend hanno dato un po’ di respiro agli automobilisti italiani, stanno per finire. “L’ effetto benefico dello scatenarsi delle altre compagnie a seguire tali promozioni ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di danaro in questo sacrificato periodo di vacanza da crisi economica e ha dimostrato che le benzine possono costare di meno” scrivono Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, ACU, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Lega Consumatori – Le Associazioni che hanno per la prima volta tutte insieme dimostrato unità in una iniziativa importante e significativa promettono a Eni e alle altre compagnie che accetteranno di proseguire gli sconti di invitare sui loro siti i consumatori a boicottare le altre compagnie”. E l’ azione delle Associazioni dei consumatori non si ferma qui: il prossimo 19 settembre ci sarà una grande mobilitazione per far sentire la voce dei cittadini contro il carovita, il caro benzina e il caro tasse. Ogni Associazione con le proprie parole d’ ordine e modalità mobiliteranno i consumatori, ma anche le piccole imprese gli agricoltori e i commercianti, per una grande protesta civile. Martedì 28 agosto 2012 alle 11:42:31 REDAZIONE [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Us Catanzaro, 28/08/2012 09:47
Carburanti: Codacons, confermato sciopero spesa il 19 settembre Web
Il Codacons conferma lo sciopero della spesa per il 19 settembre contro le speculazioni e i rincari e invita fin da subito a boicottare le pompe più care. Per l’ associazione di consumatori, “è indispensabile un sito internet a cura dell’ Antitrust e del ministero dello Sviluppo Economico in cui poter verificare in tempo reale tutti i prezzi dei distributori di carburanti, così da aumentare la trasparenza dei prezzi”. Su questo tema, sottolinea il Codacons, “il dl Cresci Italia è stato un fallimento totale visto che non sono stati nemmeno eliminati i millesimi, ma solo resi più piccoli”. L’ associazione chiede anche “controlli immediati della Guardia di finanza su tutta la rete autostradale per accertare se vi siano pompe taroccate”.
salvatore ferragina
La Nazione, 28/08/2012 09:06
UN SALASSO da 2.500 euro attende le famiglie fiorentine. E questo nell’ ipotesi migliore. PDF
UN SALASSO da 2.500 euro attende le famiglie fiorentine. E questo nell’ ipotesi migliore. Nella peggiore il conto da pagare per i rincari del 2012 saranno ben più salati. La stima è di Federconsumatori Toscana, che lancia l’ allarme. «Sono cifre drammatiche, che rischiano di peggiorare ulteriormente. A maggio la stima era di 2mila euro di rincaro a famiglia per l’ anno corrente. A due mesi di distanza, a livello nazionale, è salita a 2.300. E per Firenze potrebbe andare peggio», spiega Giuseppe Minigrilli, presidente regionale di Federconsumatori. Non sarà infatti solo la spending review del presidente del Consiglio Mario Monti a pesare sulle tasche delle sempre più povere famiglie. Anche a livello locale le tariffe continueranno ad aumentare, a ritmi ben più elevati che nel passato. DAL 1996 al 2011, secondo un’ indagine della Cgia di Mestre, la pressione fiscale locale è aumentata del 114%. Nel 2012 non ci saranno inversioni di rotta. Tutt’ altro. «C’ è l’ incognita legata alla seconda tranche dell’ Imu», sottolinea Minigrilli. «Il Comune di Firenze ha dichiarato che ci saranno aumenti sull’ Imposta Municipale Unica, anche se non conosciamo modalità e quantità». Incrementi in vista anche per l’ acqua. «A causa dell’ emergenza siccità, si stanno utilizzando le autobotti e i gestori del servizio stanno intervenendo sugli impianti. Anche in questo caso ? fa presente Minigrilli ? la Confservizi Cispel, per bocca del suo presidente, Alfredo De Girolamo, ha fatto sapere che i costi saranno tutti scaricati sulla tariffa. Il che significa nuovi aumenti in bolletta, che si vanno a sommare al rincaro, pari al +6,5%, del costo dell’ acqua a Firenze nell’ ultimo anno». NON è finita qui. Il prezzo della benzina potrebbe salire ancora, con ricadute sui prezzi di prodotti alimentari, plastica e derivati dal petrolio. Codacons, ad esempio, stima che, tra fine agosto e i primi di settembre, fare la spesa costerà dal 5 al 10% in più. Tradotto in cifre: 550 euro di aggravio su base annua e a famiglia solo per i prodotti alimentari. Con l’ apertura delle scuole rincarano anche i libri e presto sarà più salato il servizio di smaltimento dei rifiuti. «A settembre la Tia ? ricorda Giovanni Ronchi, segretario aggiunto della Cisl di Firenze ? aumenterà del 10%, risultato della combinazione da una parte dell’ incremento dall’ 1 al 4% della sovrattassa provinciale, dall’ altro della nuova ripartizione della tariffa sui rifiuti tra utenze domestiche e non, decisa dal Comune. Se prima il peso era del 30% a carico delle famiglie e del 70% a carico delle imprese, ora è 35 per le famiglie e 65 per le imprese». Il totale di questi aumenti è pari a circa 300 euro a famiglia in più da pagare da settembre a dicembre di quest’ anno. La raffica di aumenti ha colpito e continuerà a colpire, secondo le stime di Federconsumatori, chi viaggia in treno o sull’ autostrada, chi ha un mutuo o un conto in banca, chi ha un’ auto e paga bollo e assicurazione, chi ha una casa o un lavoro e usa gas, energia elettrica e riscaldamento. Tutto questo solo per il 2012. Se sopravviveremo ai salassi, nel 2013, almeno sul fronte di tasse e balzelli, non vedremo nessuna luce in fondo al tunnel. I prezzi dei biglietti per l’ autobus, che siano o meno modulati secondo fasce di reddito, saliranno fino al 25% in più. Nell’ ambito, invece, del servizio di smaltimento rifiuti, diremo ciao alla Tia il 31 dicembre di quest’ anno e daremo il benvenuto il giorno successivo alla Tares, che fagociterà la vecchia Tariffa di Igiene Ambientale e comprenderà anche i tributi per interventi di manutenzione ordinaria strade. E, non una novità, le famiglie la pagheranno cara. «I Comuni, evidentemente, devono fare i conti con minori trasferimenti dallo Stato ? commenta Ronchi ? ma non è possibile che la scelta da fare sia tagliare il servizio o aumentare le tasse. Serve una riflessione comune per reimpostare il welfare locale e mettere in atto un piano di efficientamento della macchina pubblica, perchè riteniamo che, da questo punto di vista, ci siano ancora margini per migliorare». Monica Pieraccini.
Secolo d’Italia, 28/08/2012 08:59
Benzina oltre i due euro. Consumatori: prorogare gli sconti fino a fine 2012 PDF
Continuano senza sosta e senza apparente motivazione gli aumenti della benzina e dei prodotti petroliferi. Brutte notizie per gli automobilisti che ieri hanno assistito a un nuovo record per il carburante, arrivato a quota 2,013 euro al litro sulla rete ordinaria in alcune regioni, dopo aver superato la soglia dei 2 euro la settimana scorsa. ? quanto ha rilevato in una nota Quotidiano energia, organo di informazione specializzato, precisando che il nuovo massimo per la “verde” ? stato registrato ?nel centro Italia e, complice il fattore addizionali, segnatamente in Toscana e Liguria?. ?? inaccettabile che in periodi come questi dove la crisi morde e i consumi ristagnano, la benzina continui ad aumentare?, lamenta l Segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta. ?Il governo deve mettere mano al riordino delle accise che aumentano proporzionalmente all’ aumento dei prodotti petroliferi. Consigliamo al Presidente Monti, in uno dei prossimi viaggi in Francia, di approfondire il blocco degli aumenti del prezzo della benzina oltre un certo limite imposto recentemente dall’ amministrazione francese?. Intanto si mobilitano i consumatori, che chiedono al ministero dell’ Economia – in quanto socio di riferimento dell’ Eni, e alla stessa compagnia petrolifera – di continuare con la campagna di sconti sui carburanti almeno fino alla fine dell’ anno. Lo chiedono, tra gli altri, il Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, ACU, Confconsumatori che hanno inviato ieri un telegramma al ministro Vittorio Grilli e all’ ad dell’ Eni Paolo Scaroni, per chiedere che le promozioni sulla benzina non finiscano con il 2 settembre. Il risparmio fino ad oggi accumulato con la politica degli sconti, da Eno a Esso e Ip, calcolano le associazioni, si aggira sui ?700 milioni di euro di costo carburanti. ?L’ effetto dello scatenarsi delle altre compagnie a seguire tali promozioni ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di danaro. Le associazioni promettono a Eni e alle altre compagnie che accetteranno di proseguire gli sconti di invitare sui loro siti i consumatori a boicottare le altre compagnie?, dicono ancora i consumatori, che il prossimo 19 settembre, faranno sentire la propria voce contro il carovita, il caro benzina e il caro tasse. 28/08/2012.
lanazione.com, 28/08/2012 08:41
Le famiglie tremano: dietro l’ angolo una stangata da 2500 euro Web
l’ allarme di federconsumatori.
Firenze, 28 agosto 2102 – Un salasso da 2.500 euro attende le famiglie fiorentine. E questo nell’ ipotesi migliore. Nella peggiore il conto da pagare per i rincari del 2012 saranno ben più salati. La stima è di Federconsumatori Toscana , che lancia l’ allarme. «Sono cifre drammatiche, che rischiano di peggiorare ulteriormente. A maggio la stima era di 2mila euro di rincaro a famiglia per l’ anno corrente. A due mesi di distanza, a livello nazionale, è salita a 2.300. E per Firenze potrebbe andare peggio», spiega Giuseppe Minigrilli, presidente regionale di Federconsumatori . Non sarà infatti solo la spending review del presidente del Consiglio Mario Monti a pesare sulle tasche delle sempre più povere famiglie. Anche a livello locale le tariffe continueranno ad aumentare , a ritmi ben più elevati che nel passato. Dal 1996 al 2011, secondo un’ indagine della Cgia di Mestre, la pressione fiscale locale è aumentata del 114%. Nel 2012 non ci saranno inversioni di rotta. Tutt’ altro. «C’ è l’ incognita legata alla seconda tranche dell’ Imu», sottolinea Minigrilli. «Il Comune di Firenze ha dichiarato che ci saranno aumenti sull’ Imposta Municipale Unica , anche se non conosciamo modalità e quantità». Incrementi in vista anche per l’ acqua . «A causa dell’ emergenza siccità, si stanno utilizzando le autobotti e i gestori del servizio stanno intervenendo sugli impianti. Anche in questo caso – fa presente Minigrilli – la Confservizi Cispel, per bocca del suo presidente, Alfredo De Girolamo, ha fatto sapere che i costi saranno tutti scaricati sulla tariffa. Il che significa nuovi aumenti in bolletta, che si vanno a sommare al rincaro, pari al +6,5%, del costo dell’ acqua a Firenze nell’ ultimo anno». Non è finita qui. Il prezzo della benzina potrebbe salire ancora , con ricadute sui prezzi di prodotti alimentari, plastica e derivati dal petrolio. Codacons, ad esempio, stima che, tra fine agosto e i primi di settembre, fare la spesa costerà dal 5 al 10% in più. Tradotto in cifre: 550 euro di aggravio su base annua e a famiglia solo per i prodotti alimentari. Con l’ apertura delle scuole rincarano anche i libri e presto sarà più salato il servizio di smaltimento dei rifiuti . «A settembre la Tia – ricorda Giovanni Ronchi, segretario aggiunto della Cisl di Firenze – aumenterà del 10%, risultato della combinazione da una parte dell’ incremento dall’ 1 al 4% della sovrattassa provinciale, dall’ altro della nuova ripartizione della tariffa sui rifiuti tra utenze domestiche e non, decisa dal Comune. Se prima il peso era del 30% a carico delle famiglie e del 70% a carico delle imprese, ora è 35 per le famiglie e 65 per le imprese». Il totale di questi aumenti è pari a circa 300 euro a famiglia in più da pagare da settembre a dicembre di quest’ anno. La raffica di aumenti ha colpito e continuerà a colpire, secondo le stime di Federconsumatori, chi viaggia in treno o sull’ autostrada, chi ha un mutuo o un conto in banca, chi ha un’ auto e paga bollo e assicurazione, chi ha una casa o un lavoro e usa gas, energia elettrica e riscaldamento. Tutto questo solo per il 2012. Se sopravviveremo ai salassi, nel 2013, almeno sul fronte di tasse e balzelli, non vedremo nessuna luce in fondo al tunnel. I prezzi dei biglietti per l’ autobus , che siano o meno modulati secondo fasce di reddito, saliranno fino al 25% in più. Nell’ ambito, invece, del servizio di smaltimento rifiuti , diremo ciao alla Tia il 31 dicembre di quest’ anno e daremo il benvenuto il giorno successivo alla Tares, che fagociterà la vecchia Tariffa di Igiene Ambientale e comprenderà anche i tributi per interventi di manutenzione ordinaria strade. E, non una novità, le famiglie la pagheranno cara. «I Comuni, evidentemente, devono fare i conti con minori trasferimenti dallo Stato – commenta Ronchi – ma non è possibile che la scelta da fare sia tagliare il servizio o aumentare le tasse. Serve una riflessione comune per reimpostare il welfare locale e mettere in atto un piano di efficientamento della macchina pubblica, perchè riteniamo che, da questo punto di vista, ci siano ancora margini per migliorare». Monica Pieraccini Condividi l’ articolo.
larepubblica.it (Bari), 28/08/2012 07:47
Libri scolastici, stangata sulle famiglie chi abita in centro paga quasi il doppio Web
raffica di rincari: nei licei si spende fino a 580 euro. il provveditore lacoppola agli istituti: “rivedere l’ adozione dei testi”
Circa 400 euro per la prima media e oltre i 500 euro per frequentare il liceo. La stangata settembrina del caro libri è in agguato anche per le famiglie baresi. Da giorni librerie e centri commerciali (molto gettonati per via degli sconti compresi tra il 10 e il 15%) sono già presi d’ assalto da genitori e studenti nonostante manchino ancora 3 settimane all’ inizio ufficiale delle lezioni. Tutti in fila con liste alla mano o appunti sparsi per trovare l’ occasione, possibilmente puntando sull’ usato. Ma spesso, complici le nuove edizioni e quelle miste con il debutto dei libri multimediali (scaricabili da internet) trovare testi di seconda mano diventa difficile. Secondo un’ indagine nazionale del Codacons quest’ anno la spesa per i libri aumenterà di 80 euro a famiglia. Un salasso se si ha più di un figlio da mandare a scuola. Senza poi considerare tutto l’ occorrente come zaino, diario, quaderni, astucci e penne. Prendiamo in esame il caso di uno studente iscritto alla prima media della scuola Carducci, in pieno centro a Bari. Qui per 16 testi da acquistare, compresi i dizionari di lingua inglese e francese, l’ esborso complessivo ammonta a 424,82 euro sforando di circa 150 euro il tetto di spesa ministeriale di 294 euro per la prima classe. In un’ altra scuola, la Carlo Levi – ma siamo in quartiere più popolare come il Libertà – si viaggia verso i 283 euro (dizionari esclusi dalla lista). Va peggio per chi ha iscritto il figlio alle scuole superiori. Al liceo Orazio Flacco ad esempio frequentare il quarto ginnasio (il primo anno di scuola) significa spendere 546 euro, 338,50 per i testi (il tetto è a 335) e oltre 200 euro per i due dizionari di latino e greco anche se questi ultimi serviranno per tutto il ciclo di studi. Le cose non vanno meglio al primo liceo (il terzo anno). Con il debutto di nuove materie come filosofia, chimica, biologia e fisica i testi da acquistare salgono in teoria a 25 e la spesa schizza a 535,35 euro superando il tetto ministeriale fermo a 382 euro. In un altro importante liceo cittadino, come lo scientifico Scacchi il primo anno può arrivare a costare alle famiglie anche 354,75 euro (320 è il limite ministeriale), mentre al terzo anno si passa ai 510 euro. Situazione non diversa per chi ha scelto un istituto tecnico economico con indirizzo linguistico come il Giulio Cesare, molto gettonato in questi ultimi anni. Per il primo anno si spendono anche 382,96 euro. Ma in tutti i casi, come sempre, incidono non solo i vocabolari ma anche i cosiddetti libri ‘consigliati’, quelli che sulla carta lo studente non sarebbe tenuto ad acquistare ma che poi solitamente prende – meglio se usati – per evitare problemi con i docenti. Ma sul caro testi è anche una guerra di cifre. Gli operatori del settore respingono le accuse di rincari. “Come sempre alla vigilia dell’ anno scolastico – spiega Renato Gagliano, storico libraio della Libreria Roma di Bari – le associazioni dei consumatori gettano il panico tra i genitori. I prezzi di copertina vengono decisi a gennaio e aumentano del 2-3%. E’ un dato fisiologico e annuale. Anche quest’ anno sarà possibile trovare libri usati e l’ introduzione di quelli multimediali non alleggerisce comunque le tasche delle famiglie”. Il provveditore provinciale agli studi Giovanni Lacoppola si affida invece al buonsenso degli istituti: “In questo momento difficilissimo per le famiglie invito, dove è possibile, a rivedere le adozioni dei testi e a rivolgersi alle scuole se il tetto di spesa è stato superato”.
La Sicilia, 28/08/2012 07:25
anche da catania il sos dei consumatori.
«Prorogare fino a dicembre gli sconti benzina» PDF
Si avvicina l´ultimo week end di sconti Continuare gli sconti sul carburante fino a dicembre. Questa la proposta inviata ieri al Ministero dell’ Economia – socio di riferimento Eni – e all’ amministratore delegato della compagnia petrolifera di stato, da Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, ACU, Casa del Consumatore, Lega Consumatori. L’ effetto benefico dello scatenarsi della concorrenza delle compagnie, che hanno seguito le promozioni, ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di denaro e ha dimostrato che i carburanti possono costare meno. Le associazioni promettono a Eni e alle altre compagnie che accetteranno di proseguire gli sconti, di invitare sui loro siti i consumatori a boicottare gli altri concorrenti. Intanto le associazioni di consumatori si organizzano per far sentire la voce dei cittadini contro il carovita e il carotasse, il prossimo 19 settembre, quando mobiliteranno i cittadini, ma anche le piccole imprese, gli agricoltori e i commercianti, per una grande protesta civile. «Non si tratta di chiedere sconti, ma di consentire ai consumatori di risparmiare qualcosa sul carburante in tale periodo di crisi. Ci auguriamo non solo che tale esperienza possa proseguire nei prossimi mesi, ma che possa essere presa ad esempio anche da altre aziende in altri settori, ad iniziare da quello alimentare», ha dichiarato l’ avv. Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia. 28/08/2012.
La Sicilia, 28/08/2012 07:24
La benzina sfonda quota 2 euro Record a Panarea PDF
il caso eolie. la verde tocca il picco di 2,45 euro al litro: prezzo «gonfiato» da addizionali e difficoltà di approvvigionamento.
Corrado Garai Roma. La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E a breve non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Si tratta, è bene dirlo, solo di record locali «gonfiati» da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, vale a dire oltre il 20% in più rispetto all’ agosto dello scorso anno. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire, visto che il 3 settembre, appunto, diremo addio agli sconti del fine settimana, in cui tanti automobilisti si sono rifugiati in questi ultimi due mesi per sottrarsi al caro-carburanti. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indicava ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolare nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, da sempre in testa alla classifica dei prezzi. Il salasso, dunque, non è uguale dappertutto. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro (omogeneo sul territorio) e facendo due calcoli si scopre che oggi per un pieno ci vogliono circa 96 euro, contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per i pieni di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione; il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori; la Cisl punta su un riordino delle accise; la Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi; un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno. Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nel prossimo weekend, ma anche quella della Esso e, almeno sulle autostrade, anche di Api/Ip, che sta valutando il da farsi sulla rete ordinaria. Scaroni ha spiegato che l’ Eni valuterà comunque l’ adozione di «altre iniziative per migliorare la sua reputazione verso i consumatori». Lo «scontone» del weekend è del resto già stato «un grande successo reputazionale», che ha anche dato «un contributo decisivo a che il consumatore italiano diventi più simile al consumatore europeo». Con la campagna estiva, infatti, ha proseguito l’ ad di Eni, «i consumi sono stati drasticamente spostati sul fai da te e sulle carte di credito, strumenti che è tempo che gli italiani imparino ad usare». Il prezzo della benzina, ha precisato Scaroni, «dipende da tre fattori: il prezzo del greggio che sale, a mio parere inspiegabilmente; l’ euro debole; le accise, che sono aumentate un’ altra volta. La combinazione di questi tre elementi dà un colpo non da poco. Auguriamoci – ha concluso – che le accise non salgano e che gli altri due migliorino». Insomma una situazione che lo stesso Scaroni sintetizza così: di fronte agli ultimi rincari della benzina «il Paese certamente va un po’ in bicicletta». spiegando che il calo drastico dei consumi dimostra come «la gente cerchi giustamente di risparmiare su un prezzo altissimo». 28/08/2012.
Gazzetta del Sud, 28/08/2012 07:17
e a breve la situazione non andrà certo meglio: infatti gli sconti offerti dall’ eni nel fine settimana finiscono il 3 settembre.
Vola il prezzo della benzina, record alle Eolie PDF
a panarea la “verde” raggiunge addirittura i 2,45 euro al litro. stangata sugli automobilisti.
La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E a breve non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Si tratta, a bene dirlo, solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio a pur sempre pari a 1,924 euro al litro, vale a dire oltre il 20% in più rispetto all’ agosto dello scorso anno. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire, visto che il 3 settembre, appunto, diremo addio agli sconti del fine settimana, in cui tanti automobilisti si sono rifugiati in questi ultimi due mesi per sottrarsi al caro- carburanti. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indica per ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip ( +0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde a segnalata a 2,014 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del sud il diesel a schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolare nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, da sempre in testa alla classifica dei prezzi. Il salasso, dunque, non a uguale dappertutto. Prendendo in considerazio ne il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro (omogeneo sul territorio) e facendo due calcoli si scopre che oggi per un pieno ci vogliono circa 96 euro, contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per i pieni di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prez Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione; il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori; la Cisl punta su un riordino delle accise; la Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi; un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia percha spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno. Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nel prossimo weekend, ma anche quella della Esso e, almeno sulle autostrade, anche di Api /Ip, che sta valutando il da farsi sulla rete ordinaria. Insomma una situazione che lo stesso Paolo Scaroni sintetizza così: di fronte agli ultimi rincari della benzina «il Paese certamente va un po’ in bicicletta». ?
Il Tempo, 28/08/2012 07:08
Benzina inarrestabile arriva a 2,45 euro Addio agli sconti PDF
Leonardo Ventura La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E a breve non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Si tratta di record locali gonfiati da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, vale a dire oltre il 20% in più rispetto all’ agosto dello scorso anno. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire, visto che il 3 settembre, appunto, diremo addio agli sconti del fine settimana, in cui tanti automobilisti si sono rifugiati in questi ultimi due mesi per sottrarsi al caro-carburanti. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indica per ora solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolare nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, da sempre in testa alla classifica dei prezzi. Il salasso, dunque, non è uguale dappertutto. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro (omogeneo sul territorio) e facendo due calcoli si scopre che oggi per un pieno ci vogliono circa 96 euro, contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per i pieni di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione; il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori; la Cisl punta su un riordino delle accise; la Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi; un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno. Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nel prossimo weekend, ma anche quella della Esso e, almeno sulle autostrade, anche di Api/Ip, che sta valutando il da farsi sulla rete ordinaria. Insomma una situazione che lo stesso amministratore delegato dell’ Eni, Paolo Scaroni sintetizza così: di fronte agli ultimi rincari della benzina «il Paese certamente va un po’ in bicicletta». Poi spiega che «il prezzo è la combinazione del greggio che è salito a mio parere in modo inspiegabile, dell’ euro debole e delle accise aumentate un’ altra volta. Auguriamoci – ha aggiunto – che le accise non salgano ancora e le altre due migliorino». Secondo Scaroni occorre tuttavia che gli italiani imparino a farsi benzina da soli perché così «si può risparmiare anche 10 centesimi ma agli italiani non viene neanche in mente di farlo». Scaroni ha spiegato che la campagna di sconti nei fine settimana estivi realizzata da Eni «ha portato sul fai da te e sul bancomat i comportamenti degli italiani strumenti che di solito non usano. La prima cosa che un italiano dovrebbe pensare per risparmiare è il fai da te». Inoltre secondo l’ amministratore delegato un’ altra «condizione propedeutica per avere un prezzo più basso è una ristrutturazione del sistema» della rete di distribuzione. Quanto alla conclusione degli sconti, Scaroni ha precisato che «dobbiamo fare l’ interesse dei nostri azionisti. Dal punto di vista aziendale non possiamo portare avanti questa campagna per sempre». Scaroni ha spiegato che l’ Eni valuterà comunque l’ adozione di «altre iniziative per migliorare la sua reputazione verso i consumatori». Lo «scontone» del fine settimana, secondo il numero uno dell’ Eni «ha dato un contributo decisivo a che il consumatore italiano diventi più simile al consumatore europeo». Con la campagna estiva, infatti, ha proseguito l’ ad, «i consumi sono stati drasticamente spostati sul fai da te e sulle carte di credito».
Corriere del Mezzogiorno (ed. Lecce), 28/08/2012 07:04
Chiazza oleosa in mare, è caccia alla petroliera PDF
rapporto della capitaneria ai pm.
LECCE – Una grossa chiazza di catrame comparsa sabato scorso in mare a ridosso delle spiagge di Frassanito, gioiello naturalistico poco a Nord di Otranto, ha tenuto in apprensione fino a ieri pomeriggio bagnati, cittadini, operatori turistici e istituzioni locali, preoccupati per un possibile disastro ambientale senza precedenti. Fortuna ha voluto che le forze della natura e quelle degli uomini, per una volta, si siano intrecciate in una felice sinergia che nell’ arco di 48 ore ha spazzato via il pericolo incombente. Ora però la Capitaneria di porto sta stilando una dettagliata relazione destinata alla Procura della repubblica di Lecce. I reati che di qui a poco potrebbero essere contestati, per ora nei confronti di ignoti, sono gravi e riguardano in particolar modo l’ inquinamento ambientale mediante rilascio di idrocarburi. Il Comune di Otranto, tramite il sindaco Luciano Cariddi, ha annunciato di volersi costituire parte civile in un eventuale processo contro i responsabili, qualora, ovviamente, questi dovessero essere individuati. Il vicepresidente nazionale del Codacons, Enrico Marchetti, recatosi a Frassanito di persona, ha chiesto «l’ immediato intervento della Procura della repubblica per disastro ambientale». L’ europarlamentare salentino Raffaele Baldassarre, nell’ auspicare che al più presto siano chiarite e punite duramente le responsabilità, invoca che anche la Provincia di Lecce si costituisca parte civile. L’ allarme relativo alla presenza della macchia oleosa in balia delle maree tra il canale dei Laghi Alimini e Torre Sant’ Andrea, è stato captato dall’ Ufficio circondariale marittimo di Otranto che ha inviato sul posto una motovedetta. Immediate sono scattate le contromisure ad opera del Comune che ha incaricato una ditta specializzata per la rimozione del catrame. Assai efficace è stata l’ opera di pulizia messa in atto da decine di volontari, compresi quelli della Protezione civile che, insieme a semplici cittadini, bagnanti e operatori balneari, hanno ripulito il litorale mentre la risacca portava a riva la materia melmosa. Il comandante dell’ Ufficio circondariale marittimo di Otranto, Francesco Amato, racconta che quando la chiazza è stata avvistata era ormai nella zona balneare e quindi, a qual punto, bisognava procedere con particolare attenzione e celerità. Sul posto ha operato anche l’ «Alce Nero» della Castalia Ecolmar, mezzo navale equipaggiato per fronteggiare situazioni di inquinamento marino, insieme ad un aereo della Guardia costiera dotato di apparecchiature di telerilevamento. Secondo la Capitaneria di porto la chiazza potrebbe essere stata provocata dal lavaggio delle stive di una petroliera o dallo sversamento in mare del liquido di scarto dei motori di una grossa unità navale, un limaccio assai inquinante definito in gergo «sludge».
Corriere del Mezzogiorno (ed. Lecce), 28/08/2012 07:04
scommesse dopo la condanna.
Lecce, giallo del Tnas Il giudice non decide sulla sospensiva PDF
LECCE – La farsa continua. Quando verrà dibattuto il giudizio di terzo grado davanti al Tribunale di Arbitrato rimane un mistero dopo le dichiarazioni del presidente del Tnas Angelo Grieco il quale ha fatto sapere per via informale che non è in grado di accogliere né respingere il ricorso del Lecce e la relativa richiesta di sospensiva della gara Spezia-Vicenza (giocata regolarmente e finita 2-0) perché non conosce ancora le motivazioni della sentenza di secondo grado. «Ma il ricorso d’ urgenza prescinde da queste – ha commentato l’ avvocato Saverio Sticchi Damiani – sono proprio i casi di assoluta gravità ed urgenza che richiedono l’ adozione di provvedimenti sospensivi. E se le motivazioni fosse rese pubbliche fra tre mesi?». Evidente il reale valore del terzo grado di giudizio sportivo e la riserva mentale a danno del Lecce ma anche della Nocerina che aveva avanzato identica proposta ed ha ricevuto identica risposta. Dal canto suo il Codacons, l’ insieme delle associazioni che tutelano gli utenti, ha chiesto la sospensione del campionato di calcio in attesa della decisione invitando tifosi e scommettitori pugliesi a conservare le ricevute e ad aderire alla mega – azione legale per ottenere il risarcimento di scommesse, biglietti e del danno morale e materiale subito: «Attraverso questa azione – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi- alla quale si può aderire seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it, i tifosi possono chiedere 500 euro di indennizzo a testa, agendo non solo nei confronti dei soggetti responsabili della truffa, ma anche delle squadre di calcio coinvolte e degli enti sportivi che avevano il compito di vigilare ed evitare il verificarsi di simili episodi». E domenica è già campionato con un bel punto interrogativo: i giallorossi saranno protagonisti o solo comprimari? La risposta la darà il mercato, in vetrina i «grossi calibri»: Benassi, Delvecchio, Esposito, Ferrario e Jeda gestiti da Giovanni Semeraro (trattative condotte da Cipollini ndr) che intascherebbe i proventi delle cessioni. In giallorosso, insieme a Corvia, tutti vedrebbero riconosciuti i rispettivi contratti ma se decidessero di cambiare aria la società dovrebbe rimpiazzarli con elementi di categoria. Il Grosseto vuole Corvia (foto), Delvecchio e Benassi, in entrata si trattano i difensori Giuseppe Abruzzese e Francesco Migliore ma le pretese del Crotone sono esose, sembra fatta per il difensore brasiliano Ronaldo Vanin (Sorrento) e la campagna abbonamenti ha fatto registrare fino ad oggi la sottoscrizione di circa 500 tessere. Stefano Meo RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Sole 24 Ore, 28/08/2012 07:02
caro carburante. il picco in toscana e liguria per le addizionali.
Benzina sempre più cara la verde a 2,013 euro a litro PDF
prezzi in tensione baratta (cisl): rivedere il meccanismo delle accise scaroni (eni): il 3 settembre stop agli sconti del weekend ma partono altre iniziative.
Emanuele Scarci MILANO Corsa senza fine per la benzina. Ieri ha raggiunto il nuovo picco di 2,013 euro in Toscana e Liguria. Il prezzo in queste regioni è però gonfiato dalle addizionali, sottolinea Quotidiano Energia. Infatti, in media, i prezzi consigliati sul territorio si aggirano su 1,920 euro per la verde (+20% in un anno) e 1,8 per il gasolio. Sulla rete autostradale invece il picco per benzina e gasolio è stato raggiunto, in modalità “servito”, dalla stazione di servizio Agip Eni Cantalupa sulla A7 Milano-Serravalle: 2,06 per la verde e 1,94 per il gasolio. Nella mappa italiana, i prezzi medi in modalità “servito” variano dall’ 1,914 euro/litro di Esso all’ 1,924 di IP e TotalErg (no-logo a 1,824). Per il diesel si passa dall’ 1,798 euro sempre di Esso all’ 1,809 di IP (no-logo giù a 1,700). Il Gpl infine é tra 0,775 euro di Eni e 0,788 di Q8 (no-logo a 0,767). Il pieno più caro d’ Italia però si fa nelle Eolie, dove a Panarea un litro di verde costa 2,45 al litro. Un prezzo alto da pagare per i consumatori ma anche per le compagnie petrolifere che, solo nel primo semestre del 2012, hanno visto evaporare i consumi del 10%. Ieri l’ ad di Eni Paolo Scaroni ha osservato che «il Paese va un po’ in bicicletta» e poi ha ammesso che «il prezzo del greggio sale, a mio parere, inspiegabilmente. Ma a pesare sul prezzo delle benzina ci sono altri due fattori: l’ euro debole e le accise, che sono aumentate un’ altra volta. La combinazione di questi tre elementi dà un colpo non da poco. Auguriamoci che le accise non salgano e che gli altri due migliorino». Ma i consumatori non ci stanno. Secondo il Codacons «i rincari sono talmente elevati che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ogni automobilista spende per un pieno di benzina ben 16 euro in più. È un vero e proprio salasso con gravi ripercussioni non solo sulle tasche degli automobilisti, ma anche sull’ intera economia». L’ Osservatorio nazionale Federconsumatori stima che la stangata per gli automobilisti sarà pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per l’ acquisto di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Tutto ciò determinerà un ulteriore appesantimento dell’ inflazione dell’ 1,1%. Per il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta «il governo deve mettere mano al riordino delle accise che aumentano proporzionalmente all’ aumento dei prodotti petroliferi. Consigliamo al presidente Monti di approfondire il blocco degli aumenti del prezzo della benzina oltre un certo limite imposto recentemente dall’ amministrazione francese». In Francia, Spagna, Austria e Croazia i prezzi sono inferiori fino a 30 centesimi per litro. L’ unico momento di tregua per i consumatori italiani rimane il week end durante i quali le compagnie petrolifere praticano sconti. Lo scorso 16 giugno Eni aveva sorpreso tutti con lo “scontone”, offrendo la verde a 1,60/litro e gasolio a 1,50. Lo scorso week end lo “scontone” Eni é sceso e la benzina è salita a 1,75 e il gasolio a 1,65. Ma dal 4 settembre terminerà la campagna e Scaroni ha subito bocciato la proposta di allungarla. «Gli sconti – ha precisato – finiscono il 3 settembre; dobbiamo fare l’ interesse dei nostri azionisti e non possiamo portare avanti questa campagna per sempre». Scaroni però ha aggiunto che Eni «penserà altre iniziative sempre volte a migliorare la reputazione verso i consumatori». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corriere della Sera (ed. Roma), 28/08/2012 07:02
scuola per i libri ancora niente «rivoluzione digitale», nonostante le indicazioni ministeriali.
L’ e-book in classe? Un miraggio Avogadro e Mamiani, è stangata PDF
fino a 500 euro nelle prime. con le nuove edizioni in crisi l’ usato.
Internet può attendere. Scorrendo le liste dei libri di testo per il nuovo anno scolastico si fatica a trovare tracce di e-book che pure, secondo le indicazioni ministeriali, dovrebbero farsi strada nei licei. Qualche passo avanti si è fatto con le versioni ibride, ovvero testo cartaceo affiancato da una «estensione» disponibile online (la legge vorrebbe testi interamente scaricabili da internet), ma l’ attesa «rivoluzione digitale» non c’ è stata e l’ abbattimento dei costi per le matricole è lontano. Così, post vacanze, comincia la corsa all’ acquisto dei testi scolastici e le famiglie si preparano a sborsare parecchi soldi. Qualche esempio: il budget necessario per acquistare i libri al liceo scientifico Avogadro oscilla, in prima classe, tra le 335 e le 542 euro. Nonostante la presenza dei libri multimediali. Il ministero dell’ Istruzione ha fissato i tetti massimi di spesa per l’ acquisto dei libri alle superiori – 320 al primo anno dello scientifico, 335 per il quarto ginnasio al classico – e la percentuale massima di sforamento: il 10%. Spesso dove il limite viene disatteso è a causa dei cosiddetti libri consigliati – («che poi facoltativi non sono» denunciano le associazioni dei consumatori) – e dei dizionari. A conti fatti sono i classici a richiedere il maggior impegno economico alle famiglie il 43% delle quali, secondo una indagine del sito www.libreriamo.it, teme «il caro-libri». E la presenza dei «testi multimediali» non influisce. Anzi. Dice il Codacons: «Con le nuove edizioni si è messo in crisi il mercato dell’ usato». Preoccupazione confermata dall’ istituzione della compravendita dell’ usato a Roma, il mercato di Lungotevere Oberdan. I librai, tramite il loro portavoce Massimiliano Francia, accusano: «I testi cambiano ogni anno e diminuiscono quelli reperibili usati». Tra i 22 banchi dell’ usato qualche genitore è disperato: «Ne abbiamo trovato usato uno su sette», ammette un genitore. Eppure senza la chance offerta dai librai di lungotevere Oberdan il salasso sarebbe ancora meno digeribile. Al classico Mamiani, in quarta ginnasio, si spendono dalle 320 alle 527 euro: nella sezione H, con 8 testi «parzialmente multimediali», la spesa per gli obbligatori arriva a 431 euro (il 28% oltre i limiti ministeriali). Ma spicca il caso Virgilio: nel classico di via Giulia la spesa (al primo anno) resta sotto le 335 per i libri obbligatori, eccezion fatta per la sezione G dell’ indirizzo linguistico (369 euro con i «consigliati»). Se si considerano solo gli obbligatori anche lo scientifico Talete rispetta i tetti (budget: dalle 299 alle 323 euro) ma con i facoltativi si vola a 391 euro. Storia che si ripete in moltissimi istituti con sforamenti che vanno dal 15 al 25%. Nella sezione A del quarto ginnasio al classico Visconti i testi obbligatori costano 311 euro ma con i 6 consigliati e 3 dizionari si arriva a 610 euro. In tempi di crisi le associazioni dei consumatori attaccano: «Il ministero aveva sbandierato la riduzione della spesa con l’ adozione di testi in formato misto o interamente scaricabile – dichiara il Codacons – e invece le famiglie spenderanno 80 euro in più». Concludono le associazioni dei consumatori: «Arriva la stangata». Di settembre. S. D. S. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corriere Fiorentino, 28/08/2012 07:02
piazza ferrucci.
Benzina record, in città fino a 2,026 euro PDF
Anche i benzinai non sanno più cosa dire e allargano le braccia in segno di resa di fronte al nuovo, (l’ ennesimo) aumento dei prezzi del carburante. Fare il pieno non è mai stato così caro e a Firenze lo è ancora di più: un litro di verde costa più di 2 euro, un litro di gasolio quasi 1,9 euro. In città la soglia finora considerata record è stata ampiamente superata: all’ Ip di piazza Ferrucci la super senza piombo vale 2,026 euro, il diesel 1,859. Altrove va meglio, ma solo di pochi millesimi: 2,019 euro per la verde e 1,848 per il diesel alla Total Erg di via Pollaiuolo, di via Rondinella e di via Senese, 2,014 e 1,847 alla Ip di via del Bronzino, 2,008 e 1,840 alla Q8 che si trova all’ inizio di via Senese. Bisogna spostarsi un po’ per trovare prezzi più convenienti. In via Senese, prima di via Le Bagnese, dove c’ è un benzinaio dopo l’ altro, la concorrenza spinge al ribasso: la verde è intorno a 1,9 il gasolio a 1,7, e alla Tamoil ieri pomeriggio la benzina costava ancora 1,873 euro. Loro hanno preferito fare prezzi convenienti tutta la settimana, mentre altre bandiere puntano agli sconti durante il weekend: alla Eni il sabato e la domenica, alla Beyfin il venerdì, alla Total Erg dal giovedì al sabato mattina. Ma le campagne promozionali lanciate durante l’ estate stanno per finire: il prossimo sarà l’ ultimo weekend di maxi sconti all’ Eni e c’ è da credere che anche le altre compagnie si adegueranno. Gli aumenti del carburante interessano tutta la penisola. Ma il picco dei prezzi, riferisce Quotidiano Energia, viene raggiunto in due regioni, Toscana e Liguria, dove il costo, in alcuni distributori è «gonfiato» dalle addizionali regionali (contro la «doppia accisa» che i toscani devono pagare il governatore Enrico Rossi settimana scorsa aveva scritto anche al premier Mario Monti). I benzinai si difendono, ribadendo che i listini sono imposti dalle compagnie petrolifere e a «pesare» sui prezzi sono sopratutto le tasse: «Possiamo fare poco, e anche noi siamo consumatori. Andremo a piedi…» esclama uno. «Il nostro guadagno è sempre tra i 3 e i 4 centesimi al litro. Poi io pago anche la corrente, l’ acqua, le tasse, la nettezza normale e quella speciale e se la compagnia fa gli sconti devo partecipare, decurtando così altri 0,8-2 centesimi» si sfoga un altro gestore. Intanto i consumatori, esasperati, si mobilitano. Il Codacons chiede al governo di fare un sito con i prezzi del carburante, alle Fiamme Gialle di intensificare i controlli, ad Eni di continuare con la campagna sconti fino a dicembre. Ivana Zuliani.
CanicattiWeb, 28/08/2012 06:59
Sicilia, Windjet: sindacati divisi, l’ azienda può ripartire con un investimento di 50 milioni di euro Web
Il salvataggio dei posti di lavoro della Windjet e dell’ indotto, circa 800 persone in tutto, accomuna l’ attività dei sindacati, ma la strada da seguire non è condivisa dalle organizzazioni dei lavoratori. Così se per la Cgil la compagnia area low-cost “può ripartire investendo 50 milioni di euro”, visto che “la Newco esiste già, è svincolata da ogni debito ed è provvista di Certificazione di operatore aereo”, per la Uil la strategia d’ uscita è diametralmente opposta: “Convocare subito il tavolo ministeriale” e seguire “l’ unica strada percorribile: quella del concordato preventivo con i creditori”. La società continua a tacere “in attesa di sviluppi concreti”, ma la sopravvivenza di Windjet appare sempre più a rischio. In attesa di una chiamata da Roma, dal ministero dei Trasporti, e di conoscere il vero piano della compagnia aerea catanese, in bilico tra fallimento e rilancio con tempi strettissimi che rendono difficili trattative con compagnie realmente interessate, domani i sindacati si confronteranno tra loro e con i rappresentanti della Regione Sicilia davanti il prefetto di Catania. La Regione ha problemi serissimi di bilancio e liquidità, e difficilmente potrà mettere in campo l’ ipotizzata società mista per salvare Wind Jet. Le ipotesi maggiormente accreditate sono, al momento, il concordato preventivo, la nomina di un commissario o la cessione a un’ altra compagnia. Contro quest’ ultima tesi c’ è il poco tempo a disposizione degli amministratori di Windjet e il reale interessamento di concorrenti-acquirenti. Certo gli slot da Catania per Roma Fiumicino e Milano Linate fanno ‘golà a molte compagnie. I treni veloci hanno messo in ginocchio le rotte aeree tra Roma e Milano, e così i voli tra la Capitale e Catania sono diventati i più frequentati e maggiormente remunerativi tra i collegamenti nazionali. Questo spiega la corsa da parte di tutte compagnie aeree a capire il futuro di Windjet: in molti sperano di entrare in possesso di slot ad alta redditività in un mercato asfittico e dai costi di gestione sempre più elevati. Senza dimenticare che l’ aeroporto di Catania sta per avere finanziamenti notevoli per il suo potenziamento e grossi gruppi industriali e finanziari sono interessati alla sua possibile privatizzazione. Scenari che preoccupano i sindacati che chiedono “tutele per i dipendenti di Windjet e dell’ indotto”, e sollecitano una “convocazione al ministero” anche per ottenere che “si costruisca in tempi strettissimi una clausola sociale di salvaguardia dei posti di lavoro”. Articoli Correlati Sicilia, Windjet: scatta la cassa integrazione, il Codacons crea comitato vittime Sicilia, Windjet: si ferma la protesta, il Codacons “Riggio si dimetta” Sicilia, Codacons denuncia per truffa Windjet: “Sapeva dei pericoli in corso” Sicilia, turismo in calo del 30%: ha pesato anche la questione Windjet.
Libertà, 28/08/2012 06:52
Rincari, benzina sempre a livelli record PDF
consumatori: pieno +16 euro rispetto al 2011. verso la conclusione gli sconti estivi.
ROMA – La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E a breve non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Si tratta, è bene dirlo, solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, vale a dire oltre il 20% in più rispetto all’ agosto dello scorso anno. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire, visto che il 3 settembre, appunto, diremo addio agli sconti del fine settimana, in cui tanti automobilisti si sono rifugiati in questi ultimi due mesi per sottrarsi al caro-carburanti. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indica ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolare nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, da sempre in testa alla classifica dei prezzi. Il salasso, dunque, non è uguale dappertutto. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro (omogeneo sul territorio) e facendo due calcoli si scopre che per un pieno ci vogliono circa 96 euro, contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per i pieni di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione; il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori; la Cisl punta su un riordino delle accise; la Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi; un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno. Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nel prossimo weekend, ma anche quella della Esso e, almeno sulle autostrade, anche di Api/Ip, che sta valutando il da farsi sulla rete ordinaria. Insomma una situazione che lo stesso Scaroni sintetizza così: di fronte agli ultimi rincari della benzina «il Paese certamente va un pò in bicicletta».
Italia Oggi, 28/08/2012 06:38
Benzina alle stelle e Eni non farà più sconti PDF
Benzina sempre più cara, con il nuovo record toccato ieri dalla verde che ha superato i 2,013 euro al litro nelle regioni del Centro Italia, soprattutto. A calmierare il salasso ha contribuito il maxi scontone Eni nei weekend che ha fatto risparmiare agli italiani fino a 700 milioni di euro sul costo dei carburanti. Il ribasso Eni (1,750 euro al litro per la benzina e 1,650 per il diesel) scadrà lunedì 3 settembre e non sarà prorogato secondo quanto ha fatto sapere, ieri, l’ a.d. di Eni, Paolo Scaroni. Guardando ai nuovi rincari registrati ieri sulla rete, l’ a.d. del Cane a sei zampe si è detto «fiducioso che il Paese ce la farà di sicuro, certamente va un po’ di più in bicicletta e i consumi sono calati così tanto che la gente giustamente cerca di risparmiare su un prezzo altissimo». Per risparmiare, ha detto, bisogna mettere mano alla riorganizzazione della rete distributiva. Intanto, Faib-Confesercenti ha chiesto di «rivedere il livello di tassazione di accise e Iva sui prodotti petroliferi» e il Codacons ha confermato lo sciopero del 19 settembre da parte degli automobilisti invitati a boicottare le pompe di benzina più care.
L’Unione Sarda, 28/08/2012 06:31
toccati ieri i 2,45 euro al litro. scaroni: il 3 settembre finiscono gli sconti.
Benzina ancora da record PDF
i consumatori: un pieno ora costa 19 euro in più.
La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. Il tutto mentre gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana, ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, volgono al termine.Si tratta, è bene dirlo, solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, vale a dire oltre il 20% in più rispetto all’ agosto dello scorso anno. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire, visto che il 3 settembre si dirà addio agli sconti del weekend.ALLARME ROSSO Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolare nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, da sempre in testa alla classifica dei prezzi.I CONSUMATORI Il salasso, dunque, non è uguale dappertutto. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro (omogeneo sul territorio) e facendo due calcoli si scopre che oggi per un pieno ci vogliono circa 96 euro, contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti (per i pieni di carburante) e 348 euro in termini indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe.LE RICHIESTE Sono tante, allora, le soluzioni proposte. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e ribaltare l’ andamento della tassazione. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori. La Cisl punta su un riordino delle accise. La Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi. Un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al Tesoro perché spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno. Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nel prossimo weekend, ma anche quella della Esso e, almeno sulle autostrade, anche di Api/Ip, che sta valutando il da farsi sulla rete ordinaria.
Il Quotidiano della Calabria, 28/08/2012 06:16
nel resto del paese i prezzi oltre 1,9 euro. picchi in toscana e liguria.
Benzina, costi sempre più bollenti il record a Panarea con 2,45 euro /litro PDF
Il prossimo weekend termina la promozione Eni ed Esso Adusbef e Federconsumatori chiedono più liberalizzazioni ROMA -La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E a breve non andr à certo meglio: gl i sconti sulla benzina offerti da En i nel fine settimana «finisconoil3 settembre », ha ricordato l’ a m mi ni stratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Si tratta, a bene dirlo, solo di record locali ‘gonfiati’ da addizional i regional i e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio apur sempreparia 1,924 euro al litro, vale a dire oltre il 20% inpiù rispetto all’ agostodello scorso anno. Unprezzo dacui, oltretutto, presto non sarà più possibile sfuggire, visto che il 3 settembre, appunto, diremo addio aglisconti delfine settimana, in cui tanti automobilisti si sono rifugiati in questi ultimi due mesi per sottrarsi al caro -carburanti. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indica per ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip ( +0,5 centperlaverde e +0,3 sul diesel), ma ricordaanchechenelleultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcunearee del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in ToscanaeLigurialaverde a segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2 ,45 euro, mentre in diverse zone del sud il diesel a schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali diprezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento, in particolar e nelle piccole isole, come appunto l’ arcipelago siciliano, dasempre intesta allaclassifica deiprezzi. Il salasso, dunque, non a uguale dappertutto. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliatodi 1,924euroallitro(omogeneo sul territorio) e facendodue calcol i si scopr e cheper un pieno ci vogliono circa 96 euro, contr o gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che, avvertono Adusbef e Federconsumatori, su base annua rappresentano una stangata per gliautomobilistiparia 768 euro, di cui420intermini diretti(peripieni di c arburante) e 3 48 euro i n term i n i indiretti, per i costi di trasporto che inevitabilmente ricadranno sulla determinazione di prezzi e tariffe. Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, suiprezzi. AdusbefeFederconsumatori chiedono al Governo di accelerar e sulla liberalizzazione e di ribaltar e l’ andamento della tassazione; il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della Guardia di Finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori; la Cisl punta su un riordino delle accise; la Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi; un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia percha spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino a fine anno. Al momento, infatti, non solo la promozione del Cane a sei zampe scade nelprossimo weekend, ma anche quella dellaEssoe, almeno sulleautostrade, anche di Api/Ip, che sta valutando il da farsi sullarete ordinaria.
Giornale di Sicilia (ed. Ragusa), 28/08/2012 06:14
economia. i commercianti: il potere d’ acquisto si è dimezzato, si compra l’ indispensabile.
La crisi frena gli acquisti Saldi estivi in negativo in città PDF
Saldi in negativo in città. Gli sconti, con i saldi estivi fino al 70 per cento, segnano un trend in negativo che, in alcuni punti vendita ,registrano una flessione pari al 30 per cento. L’ effetto Imu, le tasse e i balzelli introdotti dal governo, con la crisi economica ancora in corso, hanno tagliato le gambe ai consumatori. Si registra una riduzione delle vendite anche nei centri commerciali e negli outlet che, negli anni passati, avevano retto all’ ondata di crisi. I cittadini non hanno risorse economiche sufficienti per acquistare abbigliamento o altro -dice il presidente della sezione commercianti di Ragusa, Cesare Sorbo – il potere d’ acquisto si è dimezzato e si preferisce, per ovvi motivi, comprare gli alimenti o l’ indispensabile, nel settore abbigliamento, per i propri figli. La situazione economica è molto difficile e sono tante le famiglie, anche nel ragusano, che vivono il futuro con grande incertezza. La Confcommercio, la settimana prossima, dopo la festa del patrono., farà il punto della situazione in una pubblica assemblea. La pedonalizzazione di via Roma potrà servire per incentivare gli acquisti? Ci augiuriamo di si -dice il presidente della sezione comunale dei Commercianti -potrebbbe essere da stimolo, anche per gli altri colleghi, a predisporre varie iniziative per incentivare il commercio in tutto il quadrilatero del centro storico. Ma il problema vero è la mancanza di soldi per fare gli acqusti. Appena il 40% delle famiglie potrà avvalersi degli sconti di fine stagione, perchè l’ altro 6o% non avrà budget da dedicare a nuovi acquisti – dice Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – in discesa inoltre la spesa procapite durante i saldi, che si attesta a 75 euro a persona. In linea generale prevediamo un totale flop dei saldii, con vendite in picchiata dal 20 fino al 30%. In periodo di saldi è bene, comunque, prestare attenzione agli acquisti che si realizzano. (*mdg*) marcello digrandi.
La Città di Salerno, 28/08/2012 06:09
CODACONS PDF
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di Enrico Marchetti* SCIOPERO DELLA BENZINA CONTRO IL CARO-PREZZI Il Codacons ha indetto per il prossimo 19 settembre un nuovo sciopero della spesa, per protestare contro il caro-vita oramai insostenibile, i prezzi in costante crescita, le speculazioni sulle spalle dei consumatori e le elevatissime tasse che impoveriscono sempre più le famiglie italiane. La protesta dei consumatori inizia però già da subito: il Codacons invita gli automobilisti a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,80 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano promozioni e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite attraverso una riduzione delle vendite. Ai consumatori non resta che organizzarsi da soli. I cittadini infatti sono fuori dell’ agenda del governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare; nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce. Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ Rc auto, abortita prima di nascere e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai. Così la sanità: anziché eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi, il ministro della Salute Balduzzi taglia i posti letto agli ospedali di paese. Per tali motivi il Codacons lancia per il 19 settembre lo sciopero della spesa che si spera trovi concordi anche le Associazioni degli agricoltori e dei commercianti stessi, che sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito. * presidente Codacons Campania.
La Città di Salerno, 28/08/2012 06:09
Nocerina, da oggi il Tnas può decidere sul ricorso PDF
pubblicate ieri le motivazioni della sentenza della corte di giustizia federale grosseto e camilli scagionati per «insufficienza del materiale probatorio» auteri “riprova” il 3-4-3 anti-andria.
Corposa esercitazione tattica ieri pomeriggio, basata sul 3-4-3, che Auteri non ha messo da parte e che probabilmente riproporrà domenica prossima contro l’ Andria. In difesa provati Baldan (Cavallaro), Andjelkovic, Di Maio (Chiosa): rispetto alle posizioni di partenza, Di Maio è stato dirottato al centro. In mediana Garufo (Kostadinovic), Bruno (Corapi), De Liguori (Chiavazzo), Sabatino (Lettieri). In avanti Merino (Russo), Mazzeo (Ripa e nella prima parte della seduta anche Plasmati), Schetter. Non hanno partecipato alla seduta: Gavilan, Negro, Rizza e Di Dio. Solo giri di campo per De Franco. NOCERA INFERIORE La Nocerina ha saputo il motivo della mancata riammissione in B. La Corte di Giustizia Federale ha pubblicato le motivazioni della sentenza di secondo grado. Grosseto scagionato così: non attendibili le confessioni dell’ ex direttore sportivo Iaconi che tirava in ballo il presidente Camilli, rilevata insufficienza del materiale probatorio, confusione e mancanza di riscontri nelle chiamate in correità di altri tesserati. Quindici pagine per arrivare alla conclusione seguente: «in ossequio al principio in dubio pro reo, l’ impossibilità di convalidare come ipotesi ragionevole e di sicuro affidamento la ricostruzione prospettata dalla Procura e condivisa dalla Commissione Disciplinare Nazionale». È una sentenza che ha spaccato la Corte. È soprattutto una sentenza clamorosa: sconfessa completamente Palazzi e i giudici della Disciplinare, introduce il “dubio pro reo” che normalmente poco o niente ha a che fare con la giustizia sportiva. Cita un paio di volte la Cassazione. Sembra incredibile, a livello di giustizia sportiva, il seguente passaggio, con citazione di una sentenza del 2003 riguardante Giulio Andreotti e l’ omicidio Pecorelli: “«il solo movente, per il carattere di ambiguità che è ad esso intrinseco, non è comunque mai di per sé assimilabile ad un grave elemento indiziario». Ci sarebbe materia di ampia discussione in terzo grado per Clarizia, Stagliano e i due Bellacosa se arrivasse il via libera all’ ammissibilità del ricorso. Nel pomeriggio anche al Lecce il Tnas aveva fornito la stessa risposta momentaneamente girata alla Nocerina qualche giorno fa: impossibile prendere in esame l’ istanza cautelare di sospensiva (lo stop alle partite del Vicenza nel caso dei pugliesi mentre i rossoneri volevano bloccare quelle del Grosseto) fino a quando non saranno depositate alla segreteria del Tribunale Nazionale dell’ Arbitrato per lo Sport le motivazioni dell’ impugnata sentenza di secondo grado. La pubblicazione avvenuta in serata, a partire dalla giornata di oggi, mette il Tnas in condizione di pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva (pur avendo Grosseto e Vicenza già giocato la prima di campionato) e di esaminare l’ ammissibilità dei ricorsi (un no chiuderebbe subito il discorso). Intanto c’ è stata la presa di posizione del Codacons: chiesta la sospensione del campionato, con invito a tifosi e scommettitori di conservare le ricevute delle scommesse e i tagliandi d’ ingresso, di aderire alla mega- azione legale finalizzata al risarcimento danni, 500 euro di indennizzo a testa, verso responsabili degli illeciti, società di calcio ed enti che avevano il compito di vigilare. Marco Mattiello ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Messaggero, 28/08/2012 05:53
Stangata in Toscana e Liguria la maglia nera spetta a Firenze PDF
ROMA La benzina raggiunge il nuovo record in Toscana e Liguria. Da record anche la media di 1,920 per la verde e 1,8 per il gasolio. Tra le grandi città italiane tocca a Firenze la maglia nera dove la verde in alcuni distributori ha raggiunto la cifra di 2,026 euro per un litro di super senza piombo. La Toscana è accumunata alla Liguria per i rincari maggiori. In queste due regioni però il prezzo è «gonfiato» dalle addizionali regionali, ovvero dalle accise per la ricostruzione delle zone devastate dalle alluvioni. In generale, infatti, i prezzi consigliati sui territori si aggirano suoi 1,920 euro per la verde e 1,8 per il gasolio. Il Codacons allo scopo di fronteggiare il rincaro degli aumenti ha confermato lo sciopero della spesa per il 19 settembre «contro le speculazioni e i rincari ed invita fin da subito a boicottare le pompe più care».
La Provincia di Varese, 28/08/2012 05:50
Benzina a oltre 2 euro al litro L’ Eni: «Il 3 stop agli sconti» PDF
stangata da 768 euro all’ anno: 16 euro in più del 2011 per un pieno l’ appello dei consumatori: prolungare i ribassi sino a fine anno.
ROMA La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E, a breve, non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Record locali “gonfiati” Si tratta solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, ossìa oltre il 20% in più rispetto all’ agosto 2011. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire: il 3 settembre, addio agli sconti del fine settimana. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indicava ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del Sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro, oggi per un pieno servono circa 96 euro contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti e 348 in termini indiretti. Le soluzioni per i prezzi Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della guardia di finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori. La Cisl punta su un riordino delle accise. La Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi. Un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino alla fine dell’ anno. © riproduzione riservata.
La Provincia Pavese, 28/08/2012 05:48
Benzina, superati i 2 euro anche a Pavia PDF
i prezzi più bassi alla vega sulla tangenziale. volantino anonimo in città: «il 31 sciopero del pieno»
di Anna Ghezzi wPAVIA Un pesce grande che mangia un pesce piccolo, e appena sotto il branco di pesci piccoli che si organizza e fa scappare il pesce grande. Con quest’ immagine sono stati tappezzati i muri di Pavia, per invitare tutti a non fare benzina venerdì. Uno sciopero dei consumatori contro il caro benzina, con il motto: «Il 31 agosto non fare benzina: fatti sentire anche tu». Sciopero “spontaneo” della spesa, dato che sul volantino non ci sono né loghi né simboli, che si aggiunge a quello ufficiale del Codacons proclamato per il 19 settembre che sin da ora invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro e recarsi a fare benzina nel fine settimana dove restano gli sconti. A fine anno, denunciano i consumatori, ogni famiglia spenderà oltre 3.500 euro di spese e tasse in più rispetto all’ anno scorso. E questo nonostante il prezzo del greggio al barile sia tra i 90 e i 100 dollari (97 circa, ieri), circa 50 dollari meno del prezzo massimo dell’ 11 luglio 2008, quando aveva toccato i 147,27. Eppure la benzina nei giorni scorsi è salita anche oltre la barriera psicologica dei 2 euro. Anche a Pavia. Il record? Alla Ip di viale Giulietti incrocio via Bramante, 2.105 per la benzina Plus, mentre per il diesel (1.807) e la senza piombo comune (1.915) i prezzi sono nella media cittadina, anche più bassi. E venerdì e sabato c’ è lo sconto. Sconti finiti invece all’ Agip di via Tasso, anche se la promozione doveva durare fino al 3 settembre lo scorso weekend addio benzina a 1.5 euro al litro: ora il diesel è a 1.796, la senza piombo a 1.910. Alla Total sulla Vigentina (1.955 benzina, 1.923 diesel excellium, 1.848 diesel) da venerdì a domenica c’ è ancora lo sconto di 15 centesimi, a luglio nera meno venti: «Anche noi vorremmo sapere perché si abbassa il prezzo del barile e sale quello del diesel», sbotta la titolare Grazia Fontana: i clienti ormai vengono soprattutto nel weekend. «Abbiamo un margine del 2% – sbotta Antonio Ippolito della Total Erg di via Rismondo (senza piombo 1.915, diesel 1.808) – Non è colpa nostra se il prezzo sale. E invece i clienti arrivano, si fermano, se ne vanno». Il prezzo più basso? Alla Vega sulla tangenziale: 1.649 euro al litro il diesel, 1.819 la benzina. Chilometri e centesimi di distanza rispetto a viale della Libertà, dove a pochi metri di distanza i prezzi oscillano pericolosamente: Q8 1.840 diesel/1.947 benzina; Esso 1855/1.961, Agip 1.751/1.915, con l’ e-diesel più basso della via a 1.851euro al litro. E la stessa disparità c’ è all’ uscita da Pavia seguendo l’ asse via Giulietti, via Bramante, ss 35: Shell 1.769/1.859, ma al servito mancano solo 6 millesimi per arrivare ai 2 euro (Benzina v-power 1.994 euro al litro), Ip 1.820/1.915, Esso 1.805/1911.
La Provincia di Sondrio, 28/08/2012 05:47
Benzina a oltre 2 euro al litro L’ Eni: «Il 3 stop agli sconti» PDF
stangata da 768 euro all’ anno: 16 euro in più del 2011 per un pieno l’ appello dei consumatori: prolungare i ribassi sino a fine anno.
ROMA La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E, a breve, non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Record locali “gonfiati” Si tratta solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, ossìa oltre il 20% in più rispetto all’ agosto 2011. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire: il 3 settembre, addio agli sconti del fine settimana. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indicava ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del Sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro, oggi per un pieno servono circa 96 euro contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti e 348 in termini indiretti. Le soluzioni per i prezzi Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della guardia di finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori. La Cisl punta su un riordino delle accise. La Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi. Un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino alla fine dell’ anno. © riproduzione riservata.
La Provincia di Lecco, 28/08/2012 05:45
Benzina a oltre 2 euro al litro L’ Eni: «Il 3 stop agli sconti» PDF
stangata da 768 euro all’ anno: 16 euro in più del 2011 per un pieno l’ appello dei consumatori: prolungare i ribassi sino a fine anno.
ROMA La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E, a breve, non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Record locali “gonfiati” Si tratta solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, ossìa oltre il 20% in più rispetto all’ agosto 2011. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire: il 3 settembre, addio agli sconti del fine settimana. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indicava ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del Sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro, oggi per un pieno servono circa 96 euro contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti e 348 in termini indiretti. Le soluzioni per i prezzi Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della guardia di finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori. La Cisl punta su un riordino delle accise. La Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi. Un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino alla fine dell’ anno. © riproduzione riservata.
La Provincia di Como, 28/08/2012 05:41
Benzina a oltre 2 euro al litro L’ Eni: «Il 3 stop agli sconti» PDF
stangata da 768 euro all’ anno: 16 euro in più del 2011 per un pieno l’ appello dei consumatori: prolungare i ribassi sino a fine anno.
ROMA La torrida estate degli italiani si avvia alla conclusione con prezzi dei carburanti sempre più bollenti, fino al picco di 2,45 euro per la benzina registrato a Panarea, nelle isole Eolie. E, a breve, non andrà certo meglio: gli sconti sulla benzina offerti da Eni nel fine settimana «finiscono il 3 settembre», ha ricordato l’ amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Record locali “gonfiati” Si tratta solo di record locali “gonfiati” da addizionali regionali e differenziali di costo, ma il prezzo massimo consigliato sul territorio è pur sempre pari a 1,924 euro al litro, ossìa oltre il 20% in più rispetto all’ agosto 2011. Un prezzo da cui, oltre tutto, presto non sarà più possibile sfuggire: il 3 settembre, addio agli sconti del fine settimana. Il consueto monitoraggio del Quotidiano Energia sui prezzi consigliati sul territorio indicava ieri solo un piccolo ritocco da parte di Ip (+0,5 cent per la verde e +0,3 sul diesel), ma ricorda anche che nelle ultime settimane tutti i marchi hanno rivisto i prezzi al rialzo più volte: la situazione attuale, per la benzina, vede in testa TotalErg e Ip a 1,924 euro al litro e, per il gasolio, ancora la Ip con 1,809 euro al litro. Sono i picchi riscontrati in alcune aree del Paese, tuttavia, a destare una certa impressione: in Toscana e Liguria la verde è segnalata a 2,013 euro al litro, a Ischia a 2,039 e a Panarea addirittura a 2,45 euro, mentre in diverse zone del Sud il diesel è schizzato a 1,850. Colpa delle varie addizionali regionali, ma anche dei differenziali di prezzo dovuti alle difficoltà di approvvigionamento. Prendendo in considerazione il prezzo massimo consigliato di 1,924 euro al litro, oggi per un pieno servono circa 96 euro contro gli 80 dell’ agosto 2011. Sono 16 euro in più che su base annua rappresentano una stangata per gli automobilisti pari a 768 euro, di cui 420 in termini diretti e 348 in termini indiretti. Le soluzioni per i prezzi Sono tante, allora, le soluzioni proposte per incidere sul settore e, quindi, sui prezzi. Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo di accelerare sulla liberalizzazione e di ribaltare l’ andamento della tassazione. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre, invoca l’ intervento della guardia di finanza e chiede un sito Internet con i prezzi dei distributori. La Cisl punta su un riordino delle accise. La Faib Confesercenti ritiene urgente una revisione della tassazione sui prodotti petroliferi. Un folto gruppo di associazioni, infine, si appella al ministero dell’ Economia perchè spinga l’ Eni a continuare sulla strada degli sconti fino alla fine dell’ anno. © riproduzione riservata.
La Repubblica (ed. Bari), 28/08/2012 05:34
Libri scolastici, stangata sulle famiglie PDF
raffica di rincari: nei licei si spende fino a 580 euro. lacoppola: “ridurre il carico”
CIRCA 400 euro per la prima media e oltre i 500 euro per frequentare il liceo. La stangata settembrina del caro libri è in agguato anche per le famiglie baresi. Da giorni librerie e centri commerciali (molto gettonati per via degli sconti compresi tra il 10 e il 15%) sono già presi d’ assalto da genitori e studenti nonostante manchino ancora 3 settimane dall’ inizio ufficiale delle lezioni. Tutti in fila con liste alla mano o appunti sparsi per trovare l’ occasione, possibilmente puntando sull’ usato. Ma spesso, complici le nuove edizioni e quelle miste con il debutto dei libri multimediali (scaricabili da internet) trovare testi di seconda mano diventa difficile. Secondo un’ indagine nazionale del Codacons quest’ anno la spesa per i libri aumenterà di 80 euro a famiglia. Un salasso se si ha più di un figlio da mandare a scuola. Senza poi considerare tutto l’ occorrente come zaino, diario, quaderni, astucci e penne. Prendiamo in esame il caso di uno studente iscritto alla prima media della scuola Carducci, in pieno centro a Bari. Qui per 16 testi da acquistare, compresi i dizionari di lingua inglese e francese, l’ esborso complessivo ammonta a 424,82 euro sforando di circa 150 euro il tetto di spesa ministeriale di 294 euro per la prima classe. In un’ altra scuola, la Carlo Levi – ma siamo in quartiere più popolare come il Libertà – si viaggia verso i 283 euro (dizionari esclusi dalla lista). Va peggio per chi ha iscritto il figlio alle scuole superiori. Al liceo Orazio Flacco ad esempio frequentare il quarto ginnasio (il primo anno di scuola) significa spendere 546 euro, 338,50 per i testi (il tetto è a 335) e oltre 200 euro per i due dizionari di latino e greco anche se questi ultimi serviranno per tutto il ciclo di studi. Le cose non vanno meglio al primo liceo (il terzo anno). Con il debutto di nuove materie come filosofia, chimica, biologia e fisica i testi da acquistare salgono in teoria a 25 e la spesa schizza a 535,35 euro superando il tetto ministeriale fermo a 382 euro. In un altro importante liceo cittadino, come lo scientifico Scacchi il primo anno può arrivare a costare alle famiglie anche 354,75 euro (320 è il limite ministeriale), mentre al terzo anno si passa ai 510 euro. Situazione non diversa per chi ha scelto un istituto tecnico economico con indirizzo linguistico come il Giulio Cesare, molto gettonato in questi ultimi anni. Per il primo anno si spendono anche 382,96 euro. Ma in tutti i casi, come sempre, incidono non solo i vocabolari ma anche i cosiddetti libri ‘consigliati’, quelli che sul- la carta lo studente non sarebbe tenuto ad acquistare ma che poi solitamente prende – meglio se usati – per evitare problemi con i docenti. Ma sul caro testi è anche una guerra di cifre. Gli operatori del settore respingono le accuse di rincari. «Come sempre alla vigilia dell’ anno scolastico – spiega Renato Gagliano, storico libraio della Libreria Roma di Bari – le associazioni dei consumatori gettano il panico tra i genitori. I prezzi di copertina vengono decisi a gennaio e aumentano del 2-3%. E’ un dato fisiologico e annuale. Anche quest’ anno sarà possibile trovare libri usati e l’ introduzione di quelli multimediali non alleggerisce comunque le tasche delle famiglie ». Il provveditore provinciale agli studi Giovanni Lacoppola si affida invece al buonsenso degli istituti: «In questo momento difficilissimo per le famiglie invito, dove è possibile, a rivedere le adozioni dei testi e a rivolgersi alle scuole se il tetto di spesa è stato superato». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesco petruzzelli
Avvenire, 28/08/2012 05:34
Benzina ai massimi E a settembre «addio» agli sconti PDF
Benzina ai massimi E a settembre «addio» agli sconti Scaroni (Eni) gela i consumatori DA MILANO GIUSEPPE MATARAZZO A ddio sconti. Per il momento. Le promozioni week-end sul «fai da te» offerte da Eni «finiscono il 3 settembre». L’ Ad del gruppo, Paolo Scaroni, ha chiuso così alla richiesta avanzata dai consumatori di prorogare l’ iniziativa estiva. «Dobbiamo fare l’ interesse dei nostri azionisti. Dal punto di vista aziendale non possiamo portare avanti questa campagna per sempre», ha detto a margine della firma a L’ Aquila dell’ accordo con le istituzioni locali per la ristrutturazione della basilica di Collemaggio. Ieri un folto gruppo di associazioni dei consumatori (Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, Acu, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Lega Consumatori) aveva inviato un telegramma a Scaroni e al ministro dell’ Economia, Vittorio Grilli, chiedendo di continuare con la campagna di sconti sui carburanti ameno fino a dicembre: «L’ effetto benefico dello scatenarsi delle altre compagnie a seguire tali promozioni – hanno evidenziato le associazioni – ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di denaro». Nel giro di poche ore la risposta di Scaroni. Una chiusura, ma non definitiva: l’ Eni – ha spiegato – valuterà l’ adozione di «altre iniziative per migliorare la sua reputazione verso i consumatori». Ma l’ Ad di Eni, si lascia andare anche a un commento sui picchi di carburante: di fronte agli ultimi rincari della benzina «il Paese certamente va un po’ in bicicletta », spiegando che il calo drastico dei consumi dimostra come «la gente cerchi giustamente di risparmiare su un prezzo altissimo». Tra i fattori che pesano sui listini, Scaroni evidenzia le accise: «Auguriamoci che non salgano ancora». E fra accise, Iva e addizionali regionali ogni giorno il bollettino dei prezzi è sorprendente. Ieri il picco di 2,013 euro al litro – secondo Quotidiano Energia – è stato raggiunto in Toscana e Liguria. Il prezzo, in alcuni distributori delle due regioni, è «gonfiato» appunto – si fa notare – dalle addizionali regionali. Ma per le tasche degli automobilisti conta poco e non cambia la sostanza. In generale, i prezzi consigliati sul territorio restano a livelli record attorno a 1,920 euro per la verde e 1,8 per il gasolio. Prezzi quasi da discount se si guardano quelli alle pompe delle isole Eolie: 2,45 euro al litro a Panarea e 2,40 a Filicudi. Certo, sono isole. E i chilometri da percorrere sono pochi. Così se per gli isolani un pieno può durare a lungo, per chi vive di auto, nel «continente », perché non può davvero farne a meno, il costo è insostenibile e pesa più della spesa alimentare settimanale. Secondo le elaborazioni della Coldiretti, fare il pieno in una automobile con un serbatoio di 60 litri è arrivato a costare 120 euro, un importo superiore ai 111 euro che mediamente le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa (dato Istat). Con il nuovo record un litro di benzina viene a costare come un chilo di pesche ma il prezzo ha superato del 40% il chilo di pasta e del 50% un litro di latte. «Un rapporto di cambio che – conclude Coldiretti – non è eticamente ed economicamente sostenibile e mette a rischio la ripresa del Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA L’ amministratore delegato dell’ Eni, Paolo Scaroni (Ansa)
La Repubblica, 28/08/2012 05:34
sicilia.
Problemi per il 20% delle tv pesa anche l’ orografia PDF
È stata l’ ultima regione a fare il ‘salto’ e i problemi sono stati tanti. Il Codacons lamenta che c’ è stata poca informazione, non è stata capillare, soprattutto per anziani e persone poco scolarizzate. «Il 20% della popolazione si è trovata senza tv, né analogica, né digitale e ha dovuto chiamare il tecnico» dice Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons Sicilia. «L’ orografia della regione certo non aiuta, a questo va aggiunta anche l’ alta densità demografica. I vecchi ripetitori analogici non bastano a coprire l’ intera area. Per esempio il centro storico di Modica è chiuso in una vallata e buona parte dei canali non si prendono». A molti cittadini siciliani è stato proposto di ricorrere a TivuSat, quindi di installare un sistema satellitare, con ulteriori costi oltre al canone Rai, e pagando di tasca propria tutto l’ impianto «oltre ad aver già sostenuto la spesa del decoder che non funziona. Invece di risolvere il problema – continua Petrone – si fa pagare ai cittadini. A Modica si sta costituendo un comitato di cittadini che chiede di non pagare il canone, perché la Rai non si vede». Problemi anche per 12mila utenti di Palermo Mondello-Addaura. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Resto del Carlino, 28/08/2012 04:02
La verde straccia un altro record Picco massimo a 2,45 euro al litro PDF
prezzo folle a panarea. i consumatori: sciopero il 19 settembre.
Achille Perego MILANO NON SI FERMA la folle corsa estiva dei prezzi della benzina. E nel giorno in cui un litro di verde ha toccato nuovi record (2,013 euro in Liguria e Toscana con punte di 2,026 a Firenze, 2,039 a Ischia e 2,45 a Panarea, nelle Eolie) è arrivata anche la doccia fredda dell’ Eni. L’ estate degli ?scontoni’ nei week-end è finita. Il 2-3 settembre, preannuncia l’ ad del gruppo Paolo Scaroni, sarà l’ ultimo fine settimana di ribassi fino a 20 centesimi. Poi ci saranno altre iniziative ma non più così generose. «Dobbiamo fare gli interessi dei nostri azionisti ? ha spiegato Scaroni -. Non possiamo portare avanti questa campagna per sempre». Quello che, invece, proprio ieri, avevano chiesto con forza i consumatori. DI FRONTE alla prospettiva (confermata) della fine dello ?scontone’ Eni (e anche delle promozioni di Esso e Api/Ip), un folto gruppo di associazioni ha inviato una lettera al ministro dell’ Economia Vittorio Grilli (azionista di riferimento dell’ Eni) per far proseguire un’ iniziativa che questa estate ha fatto risparmiare agli italiani 700 milioni di euro. In cambio, i consumatori promettono di boicottare sui loro siti le compagnie che non fanno sconti. In un mercato che registra ben pochi segnali dal decreto liberalizzazioni e dove il caro-prezzi non si ferma, del resto, gli sconti sono la principale risorsa per risparmiare. E se i record segnati ieri sono gonfiati da fenomeni locali (le difficoltà d’ approvvigionamento nelle isole piuttosto che le accise regionali per l’ emergenza alluvioni in Liguria e Toscana) comunque la media nazionale della benzina, secondo Quotidiano Energia, si attesta a 1,924 euro al litro e quella del gasolio a 1,80 (con punte al Sud però di 1,85). Il 20% in più rispetto a un anno fa, tanto che oggi per fare il pieno occorrono 96 euro, sedici in più degli 80 dell’ agosto 2011 per una stangata che Adusbef e Federconsumatori calcolano su base annua (ed includendo anche l’ inflazione da trasporti) in 768 euro a famiglia. Del resto,in questi giorni, complice il caro-petrolio, tutte le compagnie hanno ritoccato i listini. DI FRONTE a un autunno che si annuncia di rincari, anche a tavola, trascinati dall’ effetto-carburanti, si è scatenata la rivolta e sale il coro di chi chiede al Governo un taglio delle accise. Adusbef e Federconsumatori invocano un’ accelerazione della liberalizzazione del mercato e una riduzione delle tasse. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre e auspica l’ intervento della Guardia di Finanza. La Cisl e la leader Cgil Susanna Camusso chiedono un immediato ribasso delle accise e persino i gestori di Faib-Confesercenti ritengono urgente rivedere le tasse. Altrimenti, senza più sconti, che secondo Scaroni hanno incentivato il fai-da-te e l’ uso del bancomat, e se petrolio ed euro non miglioreranno, non ci resterà che seguire il suo consiglio: andare in bicicletta…
La Nazione, 28/08/2012 04:02
La verde straccia un altro record Picco massimo a 2,45 euro al litro PDF
prezzo folle a panarea. i consumatori: sciopero il 19 settembre.
Achille Perego MILANO NON SI FERMA la folle corsa estiva dei prezzi della benzina. E nel giorno in cui un litro di verde ha toccato nuovi record (2,013 euro in Liguria e Toscana con punte di 2,026 a Firenze, 2,039 a Ischia e 2,45 a Panarea, nelle Eolie) è arrivata anche la doccia fredda dell’ Eni. L’ estate degli ?scontoni’ nei week-end è finita. Il 2-3 settembre, preannuncia l’ ad del gruppo Paolo Scaroni, sarà l’ ultimo fine settimana di ribassi fino a 20 centesimi. Poi ci saranno altre iniziative ma non più così generose. «Dobbiamo fare gli interessi dei nostri azionisti ? ha spiegato Scaroni -. Non possiamo portare avanti questa campagna per sempre». Quello che, invece, proprio ieri, avevano chiesto con forza i consumatori. DI FRONTE alla prospettiva (confermata) della fine dello ?scontone’ Eni (e anche delle promozioni di Esso e Api/Ip), un folto gruppo di associazioni ha inviato una lettera al ministro dell’ Economia Vittorio Grilli (azionista di riferimento dell’ Eni) per far proseguire un’ iniziativa che questa estate ha fatto risparmiare agli italiani 700 milioni di euro. In cambio, i consumatori promettono di boicottare sui loro siti le compagnie che non fanno sconti. In un mercato che registra ben pochi segnali dal decreto liberalizzazioni e dove il caro-prezzi non si ferma, del resto, gli sconti sono la principale risorsa per risparmiare. E se i record segnati ieri sono gonfiati da fenomeni locali (le difficoltà d’ approvvigionamento nelle isole piuttosto che le accise regionali per l’ emergenza alluvioni in Liguria e Toscana) comunque la media nazionale della benzina, secondo Quotidiano Energia, si attesta a 1,924 euro al litro e quella del gasolio a 1,80 (con punte al Sud però di 1,85). Il 20% in più rispetto a un anno fa, tanto che oggi per fare il pieno occorrono 96 euro, sedici in più degli 80 dell’ agosto 2011 per una stangata che Adusbef e Federconsumatori calcolano su base annua (ed includendo anche l’ inflazione da trasporti) in 768 euro a famiglia. Del resto,in questi giorni, complice il caro-petrolio, tutte le compagnie hanno ritoccato i listini. DI FRONTE a un autunno che si annuncia di rincari, anche a tavola, trascinati dall’ effetto-carburanti, si è scatenata la rivolta e sale il coro di chi chiede al Governo un taglio delle accise. Adusbef e Federconsumatori invocano un’ accelerazione della liberalizzazione del mercato e una riduzione delle tasse. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre e auspica l’ intervento della Guardia di Finanza. La Cisl e la leader Cgil Susanna Camusso chiedono un immediato ribasso delle accise e persino i gestori di Faib-Confesercenti ritengono urgente rivedere le tasse. Altrimenti, senza più sconti, che secondo Scaroni hanno incentivato il fai-da-te e l’ uso del bancomat, e se petrolio ed euro non miglioreranno, non ci resterà che seguire il suo consiglio: andare in bicicletta…
Il Giorno, 28/08/2012 04:02
La verde straccia un altro record Picco massimo a 2,45 euro al litro PDF
prezzo folle a panarea. i consumatori: sciopero il 19 settembre.
Achille Perego MILANO NON SI FERMA la folle corsa estiva dei prezzi della benzina. E nel giorno in cui un litro di verde ha toccato nuovi record (2,013 euro in Liguria e Toscana con punte di 2,026 a Firenze, 2,039 a Ischia e 2,45 a Panarea, nelle Eolie) è arrivata anche la doccia fredda dell’ Eni. L’ estate degli ?scontoni’ nei week-end è finita. Il 2-3 settembre, preannuncia l’ ad del gruppo Paolo Scaroni, sarà l’ ultimo fine settimana di ribassi fino a 20 centesimi. Poi ci saranno altre iniziative ma non più così generose. «Dobbiamo fare gli interessi dei nostri azionisti ? ha spiegato Scaroni -. Non possiamo portare avanti questa campagna per sempre». Quello che, invece, proprio ieri, avevano chiesto con forza i consumatori. DI FRONTE alla prospettiva (confermata) della fine dello ?scontone’ Eni (e anche delle promozioni di Esso e Api/Ip), un folto gruppo di associazioni ha inviato una lettera al ministro dell’ Economia Vittorio Grilli (azionista di riferimento dell’ Eni) per far proseguire un’ iniziativa che questa estate ha fatto risparmiare agli italiani 700 milioni di euro. In cambio, i consumatori promettono di boicottare sui loro siti le compagnie che non fanno sconti. In un mercato che registra ben pochi segnali dal decreto liberalizzazioni e dove il caro-prezzi non si ferma, del resto, gli sconti sono la principale risorsa per risparmiare. E se i record segnati ieri sono gonfiati da fenomeni locali (le difficoltà d’ approvvigionamento nelle isole piuttosto che le accise regionali per l’ emergenza alluvioni in Liguria e Toscana) comunque la media nazionale della benzina, secondo Quotidiano Energia, si attesta a 1,924 euro al litro e quella del gasolio a 1,80 (con punte al Sud però di 1,85). Il 20% in più rispetto a un anno fa, tanto che oggi per fare il pieno occorrono 96 euro, sedici in più degli 80 dell’ agosto 2011 per una stangata che Adusbef e Federconsumatori calcolano su base annua (ed includendo anche l’ inflazione da trasporti) in 768 euro a famiglia. Del resto,in questi giorni, complice il caro-petrolio, tutte le compagnie hanno ritoccato i listini. DI FRONTE a un autunno che si annuncia di rincari, anche a tavola, trascinati dall’ effetto-carburanti, si è scatenata la rivolta e sale il coro di chi chiede al Governo un taglio delle accise. Adusbef e Federconsumatori invocano un’ accelerazione della liberalizzazione del mercato e una riduzione delle tasse. Il Codacons conferma lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre e auspica l’ intervento della Guardia di Finanza. La Cisl e la leader Cgil Susanna Camusso chiedono un immediato ribasso delle accise e persino i gestori di Faib-Confesercenti ritengono urgente rivedere le tasse. Altrimenti, senza più sconti, che secondo Scaroni hanno incentivato il fai-da-te e l’ uso del bancomat, e se petrolio ed euro non miglioreranno, non ci resterà che seguire il suo consiglio: andare in bicicletta…
La Nazione, 28/08/2012 04:02
record e c’ e’ lo stop agli sconti nel weekend.
La corsa della benzina non ha fine In piazza Ferrucci verde a 2,026 euro PDF
BATTUTO il record di via Senese, dove già erano stati superati i due euro. La benzina continua a salire e ieri il prezzo è schizzato ancora più in alto. In piazza Ferrucci al distributore Ip la verde ha fatto segnare 2,026 euro. La Toscana, secondo quanto segnala Quotidiano Energia, è una delle regioni, in Italia, dove il prezzo tocca i picchi più alti, insieme alla Liguria. Intanto si moltiplicano gli appelli, in particolare da parte delle associazioni consumatori, per fermare questa corsa al rialzo. Il Codacons ha confermato lo sciopero dei consumatori per il 19 settembre. E anche le campagne di sconti di alcune compagnie non bastano, tanto più che il prossimo fine settimana scade la promozione di Eni e della Esso.
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