10 Ottobre 2012

Crolla del 4,1% la capacità di spesa delle famiglie

Crolla del 4,1% la capacità di spesa delle famiglie

ROMA La crisi morde e le famiglie italiane si trovano a fare i conti con una marcata contrazione del reddito disponibile e una capacità di risparmio ai minimi da 13 anni. Nel secondo trimestre dell’ anno, certifica l’ Istat, il potere d’ acquisto ha registrato un calo tendenziale del 4,1%, segnando la flessione più marcata dal 2000; mentre la propensione al risparmio si è ridotta all’ 8,1% ai minimi da quando esistono le serie storiche, cioè dal 1999. E faticano anche le imprese, la cui capacità di fare profitto è ai livelli più bassi da sempre. Margini ridotti Il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici, cioè il reddito lordo disponibile in termini reali, si è ridotto tra aprile e giugno dell’ 1,6% rispetto al trimestre precedente. E nel complesso dei primi sei mesi dell’ anno la flessione è del 3,5% rispetto al primo semestre 2011. Il reddito disponibile in valori correnti si è invece ridotto dell’ 1% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’ 1,5% su base tendenziale. Con sempre meno soldi nel portafoglio, cala anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel secondo trimestre si è ridotta di 0,6 punti percentuali rispetto al semestre precedente e di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi all’ 8,1%, il livello più basso da quando esistono queste rilevazioni dell’ Istat. Invariato invece il tasso di investimento, al 6,8%, comunque ai minimi dal 2004. Il crollo del potere d’ acquisto si traduce, per una famiglia di 3 persone, in una perdita di 1.407 euro rispetto al 2011 (1.192 euro per una famiglia di 2 persone), calcola il Codacons, che per salvaguardare la capacità di spesa chiede al governo un decreto legge «salvafamiglie». Dal 2008 ad oggi, secondo i calcoli dell’ osservatorio di Federconsumatori, il potere d’ acquisto ha subito una contrazione di oltre il 13,2%, con il risultato di una perdita media di circa 3.907 euro a famiglia. Inoltre, secondo un’ analisi Coldiretti-Swg, per effetto del crollo del potere d’ acquisto, sei italiani su dieci (61%) hanno dovuto tagliare la propria spesa quotidiana, mentre un 6 per cento non riesce ad arrivare a fine mese. Confesercenti mette quindi in guardia dal rischio di una Caporetto dell’ economia e chiede, quindi, di non aumentare l’ Iva. Ma a soffrire sono anche le imprese. Nel secondo trimestre dell’ anno, rileva l’ Istat, la quota di profitto delle società non finanziarie è scesa al 38,5%, ai minimi dal 1999. In calo anche il tasso d’ investimento, che si attesta al 21%. «Un fuoco incrociato» «I conti degli italiani segnano profondo rosso. Le famiglie sono sottoposte al fuoco incrociato degli aumenti del carico fiscale e delle tariffe energetiche, mentre cala il reddito disponibile. Una congiuntura che oggi due famiglie su tre possono affrontare solo con tagli radicali alla spesa, compresa quella per la tavola», afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. La Cia commenta il rapporto diffuso dall’ Istat sottolineando che tra aprile e giugno, secondo l’ indice di Confcommercio, la voce «cibo e bevande» ha registrato un calo tendenziale del 4,5 per cento in quantità e dell’ 1,1 per cento in valore. «Ma anche chi non riduce di netto le quantità acquistate al supermercato – prosegue la Cia – mette comunque in atto comportamenti di spesa improntati al massimo risparmio. Infatti il 53 per cento delle famiglie gira più negozi alla ricerca di sconti, promozioni e offerte speciali; il 42 per cento privilegia le grandi confezioni o formati convenienza; il 32 per cento abbandona le grandi marche per prodotti più economici “senza firma” e il 24 per cento ricomincia a fare cucina di recupero con gli avanzi, per evitare del tutto gli sprechi». «La crisi ha svuotato – sottolinea invece Coldiretti – il carrello della spesa con un crollo degli acquisti di latte del 7 per cento e di olio del 5 per cento, ma anche di pesce (-4 per cento), carne di maiale e vino (-2 per cento), frutta, pasta e carne di manzo (-1 per cento). Proprio per effetto del calo del potere d’ acquisto, gli italiani sono costretti a fare lo slalom tra gli sconti andando a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati. Questo molto più che in passato».

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