Istat: Pil italiano -2,6% Potere d’ acquisto giù
ROMA La crisi morde e le famiglie italiane si trovano a fare i conti con una marcata contrazione del reddito disponibile e una capacità di risparmio ai minimi da 13 anni. Nel secondo trimestre dell’ anno, certifica l’ Istat, il potere d’ acquisto ha registrato un calo tendenziale del 4,1%, segnando la flessione più marcata dal 2000; mentre la propensione al risparmio si è ridotta all’ 8,1% ai minimi da quando esistono le serie storiche, cioè dal 1999. E faticano anche le imprese, la cui capacità di fare profitto è ai livelli più bassi da sempre. E le prospettive non sono buone. L’ Istat ha infatti confermato anche i dati negativi sulla crescita. Nel secondo trimestre del 2012 il pil è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nei primi sei mesi del 2012 si è registrato un rapporto tra indebitamento netto e Pil pari al 5%, invariato rispetto allo stesso periodo del 2011. Tornando al potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici, cioè il reddito lordo disponibile in termini reali, si è ridotto tra aprile e giugno dell’ 1,6% rispetto al trimestre precedente. E nel complesso dei primi sei mesi dell’ anno la flessione è del 3,5% rispetto al primo semestre 2011. Il reddito disponibile in valori correnti si è invece ridotto dell’ 1% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’ 1,5% su base tendenziale. Con sempre meno soldi nel portafoglio, cala anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel secondo trimestre si è ridotta dello 0,6% rispetto al semestre precedente e dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi all’ 8,1%, il livello più basso da quando esistono queste rilevazioni dell’ Istat. Invariato invece il tasso di investimento, al 6,8%, comunque ai minimi dal 2004. Il crollo del potere d’ acquisto si traduce, per una famiglia di 3 persone, in una perdita di 1.407 euro rispetto al 2011 (1.192 euro per una famiglia di 2 persone), calcola il Codacons, che per salvaguardare la capacità di spesa chiede al governo un decreto legge «salvafamiglie». Dal 2008 ad oggi, secondo i calcoli dell’ Osservatorio di Federconsumatori, il potere d’ acquisto ha subito una contrazione di oltre il 13,2%, con il risultato di una perdita media di circa 3.907 euro a famiglia. Inoltre, secondo un’ analisi Coldiretti/Swg, per effetto del crollo del potere d’ acquisto, sei italiani su dieci (61%) hanno tagliato la spesa, mentre un 6% non riesce ad arrivare a fine mese. Sia Confesercenti sia le organizzazioni dei consumatori chiedono quindi di non toccare l’ Iva. Ma a soffrire sono anche le imprese. Nel secondo trimestre dell’ anno, rileva l’ Istat, la quota di profitto delle società non finanziarie è scesa al 38,5%, ai minimi dal 1999. In calo anche il tasso d’ investimento, che si attesta al 21%.
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