Famiglie, crolla il potere d’ acquisto
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fonte:
- La Sicilia.it
Giancarlo Cologgi Roma. La crisi morde e le famiglie italiane si trovano a fare i conti con una marcata contrazione del reddito disponibile e una capacità di risparmio ai minimi da 13 anni. Nel secondo trimestre dell’ anno, certifica l’ Istat, il potere d’ acquisto ha registrato un calo tendenziale del 4,1%, segnando la flessione più marcata dal 2000; mentre la propensione al risparmio si è ridotta all’ 8,1% ai minimi da quando esistono le serie storiche, cioè dal 1999. E faticano anche le imprese, la cui capacità di fare profitto è ai livelli più bassi da sempre. Il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici, cioè il reddito lordo disponibile in termini reali, si è ridotto tra aprile e giugno dell’ 1,6% rispetto al trimestre precedente. E nel complesso dei primi sei mesi dell’ anno la flessione è del 3,5% rispetto al primo semestre 2011. Il reddito disponibile in valori correnti si è invece ridotto dell’ 1% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’ 1,5% su base tendenziale. Con sempre meno soldi nel portafoglio, cala anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel secondo trimestre si è ridotta di 0,6 punti percentuali rispetto al semestre precedente e di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi all’ 8,1%, il livello più basso da quando esistono queste rilevazioni dell’ Istat. Invariato invece il tasso di investimento, al 6,8%, comunque ai minimi dal 2004. Il crollo del potere d’ acquisto si traduce, per una famiglia di 3 persone, in una perdita di 1.407 euro rispetto al 2011 (1.192 euro per una famiglia di 2 persone), calcola il Codacons, che per salvaguardare la capacità di spesa chiede al governo un dl salvafamiglie. «Una tassa invisibile, una ferita che sta dissanguando gli italiani», commenta il Codacons, aggiungendo che «in queste condizioni il crollo dei consumi non potrà che proseguire anche nel 2013 e la ripresa sarà sempre meno vicina. Per questo il Codacons chiede al governo un dl salvafamiglie, mirato a salvaguardare la capacità di spesa delle famiglie erosa da inflazione, tasse, disoccupazione, blocco degli stipendi, mancati rinnovi contrattuali». Dal 2008 ad oggi, secondo i calcoli dell’ Osservatorio di Federconsumatori, il potere d’ acquisto ha subito una contrazione di oltre il 13,2%, con il risultato di una perdita media di circa 3.907 euro a famiglia. Inoltre, secondo un’ analisi Coldiretti/Swg, per effetto del crollo del potere d’ acquisto, sei italiani su dieci (61%) hanno tagliato la spesa, mentre un 6 per cento non riesce ad arrivare a fine mese. La crisi – sottolinea Coldiretti – ha svuotato il carrello della spesa con un crollo degli acquisti di latte del 7 per cento e di olio del 5%, ma anche di pesce (-4%), carne di maiale e vino (-2%), frutta, pasta e carne di manzo (-1%). Proprio per effetto del calo del potere d’ acquisto, sono costretti a fare lo slalom tra gli sconti ben il 62% degli italiani che vanno a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati, mentre circa la metà dei consumatori (49%) fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti. Tra le tendenze emergenti si evidenzia l’ aumento di quanti acquistano prodotti locali (40%) e scelgono solo frutta e verdura di stagione (50%), con un balzo record del 23% in un anno degli acquisti fatti direttamente dal produttore. La Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolinea che tra aprile e giugno, la voce “cibo e bevande” ha registrato un calo tendenziale del 4,5 per cento in quantità e dell’ 1,1 per cento in valore. «Questo vuol dire che la situazione è giunta al limite – osserva la Cia – Gli italiani sono sottoposti al fuoco incrociato degli aumenti del carico fiscale e delle tariffe energetiche, mentre cala il reddito disponibile. Una congiuntura che oggi due famiglie su tre possono affrontare solo con tagli radicali alla spesa, compresa quella per la tavola». Confesercenti mette in guardia dal rischio di una debacle per le imprese e chiede quindi di non aumentare l’ Iva. Per Adusbef e Federconsumatori i dati diffusi rivelano «una situazione peggiore di ogni previsione», una vera e propria acatastrofe per i bilanci familiari e per l’ intera economia del nostro Paese, che deve fare i conti con una contrazione sempre più marcata dei consumi». Le due associazioni chiedono di avviare «una detassazione a partire dalle tredicesime per le famiglie a reddito fisso e i pensionati e rilanciando gli investimenti per sviluppo tecnologico e ricerca». Ma a soffrire sono anche le imprese. Nel secondo trimestre dell’ anno, rileva l’ Istat, la quota di profitto delle società non finanziarie è scesa al 38,5%, ai minimi dal 1999. In calo anche il tasso d’ investimento, che si attesta al 21%.
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