E tra i crocieristi la psicosi del contagio
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fonte:
- il Tirreno
LIVORNO Clima di preoccupazione a Livorno anche se tra le 1265 persone che sono scese domenica dalla nave Orchestra di Msc, nessuna è risultata contagiata dalla meningite. E non è stato segnalato nessun altro caso tra quanti hanno viaggiato sulla nave. Tuttavia il 118 e il distretto di prevenzione dell’ Asl labronica sono stati presi d’ assalto dalle telefonate arrivate un po’ da tutta Italia: a chiamare sono stati soprattutto passeggeri già sbarcati che chiedevano informazioni sulla profilassi. Un centinaio di persone si sono presentate in ospedale e hanno chiamato i numeri dell’ emergenza per avere ragguagli sui rischi di contagio. Grande affluenza anche al distretto di prevenzione dove i medici hanno rilasciato una ventina di ricette di antibiotici anti-meningite a persone che in qualche modo avevano avuto contatti, anche indiretti, con passeggeri ed equipaggio della nave. Si è rivolto all’ Asl anche un gruppo di 600 bancari napoletani che sabato avevano fatto una gita di un giorno a bordo dell’ Orchestra. Le misure di profilassi – dicono gli esperti – sono sufficienti a proteggere dal contagio, soprattutto se allargate a un numero molto grande di persone come è avvenuto nel caso della nave: domenica la Asl di Livorno è riuscita in tempi brevissimi a reperire e distribuire 2800 dosi di antibiotico (si tratta di rifampicina e ciprofloxacina). Pur essendo un organismo molto temuto, poi, il batterio che causa la meningite non è in realtà molto contagioso. In questo caso le indagini per stabilire l’ origine del focolaio sono state rese semplici dal fatto che questo si è originato in un luogo chiuso. Il laboratorio di immunologia dell’ Azienda ospedaliero-universitaria del Meyer di Firenze è stata inoltre molto rapida, grazie a una metodica innovativa messa a punto e brevettata dai suoi ricercatori, a determinare anche il sierotipo del germe che ha causato l’ infezione. Non risulterebbero indagini da parte della capitaneria di porto di Livorno, ma il Codacons ha già preannunciato un esposto alla procura della Repubblica. «Chiederemo alla magistratura – spiega il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – di aprire un’ indagine volta ad accertare i fatti e verificare eventuali violazioni del decreto n.81 del 2008 che regola la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
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- Rassegna Stampa
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