9 Ottobre 2012

Il Codacons scende in campo contro Inalca

Il Codacons scende in campo contro Inalca

Il comitato contro l’ impianto di biomasse progettato dall’ Inalca ha affidato ai legali del Codacons l’ incarico di opporsi. Intanto Andrea De Franceschi (in foto), consigliere regionale dei grillini ha presentato un’ interrogazione. «Il 7 luglio 2011, una ditta ha depositato in Regione la domanda per la realizzazione di un impianto a biomasse per la produzione di energia elettrica e termica dalla combustione di biomasse di origine animale della portata di circa 30mila tonnellate al giorno; chiedendo che l’ impianto ricevesse i finanziamenti europei destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili – scrive De Franceschi – Il progetto proposto alla Provincia sarebbe stato diviso in due parti: la prima è il rendering, triturazione di carcasse destinati all’ incenerimento, al fine di estrarre una pasta artefatto di grasso; la seconda consiste in due motori endotermici che utilizzano il combustibile grasso per produrre energia elettrica. Il 29 luglio, tuttavia, al fine di tutelare la salute pubblica, l’ Efsa, avrebbe modificato il regolamento sanitario, escludendo i materiali di categoria 1 tra quelli destinati alla produzione di combustibili rinnovabili e, di conseguenza, chiudendo fuori anche i relativi finanziamenti europei. Dopo un lungo iter il 22 maggio 2012, la Conferenza dei servizi della Provincia avrebbe affermato che l’ impianto di termovalorizzazione in questione non sarebbe stato conforme alle norme europee e alle norme urbanistiche e che quindi non si sarebbe potuto realizzare. Di qui, la richiesta da parte della stessa ditta di riproporre il progetto, che avrebbe poi ottenuto il via libera nel giugno 2012, lasciando solo la prima parte riguardante il rendering, il cui scopo è ricavare grasso liquido e prodotti trasformati di origine animale, tra cui farine e grassi, da destinare a due aziende, citate nello stesso progetto». Ma Defranceschi solleva dei problemi sia nel nuovo progetto, sia sul verbale della Conferenza dei servizi. «Non risulterebbe chiaro a quali lavorazioni industriali sarebbe destinato il materiale di cat.1, materiale che non potrebbe essere impiegato in progetti industriali legati all’ alimentare o a altri scopi, se non all’ incenerimento o alla produzione di biodiesel. Castelvetro diventerebbe il centro di concentramento di tutte le carcasse».

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