IN LOMBARDIA SALDI PRIMA NATALE,IN ESTATE FU FLOP
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fonte:
- Ansa
MILANO, 5 OTT – Fare i regali di Natale comprando con sconti che i cartelloni promettono del ’30-50-70%’? In Lombardia (e a Milano in coincidenza con lo shopping di Sant’Ambrogio) sarà possibile, anche se non per forza facile. La Regione ha infatti deciso di prolungare la sperimentazione che permette le vendite scontate un mese prima rispetto alle date abituali, ma Federmoda ha smentito spiegando che “i saldi in Lombardia, come del resto praticamente in tutte le Regioni, inizieranno il 5 gennaio 2013” e che “l’equivoco tra saldi e promozioni crea disorientamento ad imprese e consumatori”. Saldi o promozioni che fossero, però, già nella scorsa estate quasi nessun negozio aveva approfittato della possibilità di promuovere le proprie merci con forti sconti sui listini. “In un momento di crisi drammatica credo sia una buona idea, adesso vediamo entrare tante persone, ma quasi nessuno compra”, commenta il commesso di un grande negozio di scarpe della più grande via commerciale della città, Corso Buenos Aires. “Siamo pazzi? vogliamo buttare via il poco valore, i pochi articoli buoni che ancora vanno e che per forza si vendono solo prima di Natale?”, urla il titolare di una boutique del centro. In ogni caso il proseguimento di promozioni o saldi anticipati, che vorrà dire grandi sconti possibili dalle prime date di dicembre a seconda di come si calcoleranno i 30 giorni di deroga previsti dalla legge regionale, riceve il via libera di quasi tutti. Anche se “l’ultima parola spetta al Consiglio regionale”, avverte l’assessore lombardo al Commercio, Margherita Peroni. E’ lei che ha presieduto la riunione dell’Osservatorio chiamato a esprimersi sulla questione e nella quale hanno detto sì Unioncamere, Anci, Uncem, Confcommercio, Uniascom Varese, Confesercenti, Federdistribuzione, Legacoop, le associazioni dei consumatori Adusbef e Adiconsum e i sindacati Uilt, Cisl e Cgil. Contrarie solo la Confesercenti e Federmoda, che ha spiegato che la riunione di oggi “era convocata per verificare, con i dati rilevati dalle categorie, gli effetti prodotti a medio termine dalla sospensione in via sperimentale per un anno del divieto di effettuare promozioni prima dei saldi”. Ma alla prova generale di quest’estate le cose non andarono bene: quasi nessun negozio anticipò le promozioni a inizio giugno e gli ‘ordini’ delle grandi insegne fu quello di aspettare la naturale scadenza di luglio. Anzi, secondo il Codacons, nella prima giornata dei ‘pre-saldi’ a Milano si registrò un calo medio delle vendite del 70% rispetto alla prima giornata di vendite estive scontate dell’anno precedente e un afflusso di clienti inferiore del 75% Se davvero si faranno – le polemiche da qui a dicembre non mancheranno, con le prime proteste già in arrivo dalle Regioni vicine che temono di assistere a un esodo dello shopping – questi saldi invernali “però potrebbero funzionare. Il risparmio sugli acquisti di Natale sarebbe molto più consistente rispetto all’estate e troppi negozi hanno l’acqua alla gola per resistere alla tentazione”, prevede il consulente marketing di una grande catena di distribuzione, quelle che più hanno spinto per avere libertà di prezzo. Le reazioni come prevedibile sono a due facce. Il presidente della Confederazione italiana degli esercenti commercianti (Cidec), Paolo Esposito, approva e dice che “i saldi così come sono non servono più a nulla: il sistema è superato e servono saldi all’americana, con facoltà del commerciante, nei periodi festivi di maggiore afflusso dei consumatori, di organizzare vendite speciali”. “Credo – conclude – che ci sia bisogno di regole certe su tutto il territorio nazionale: lo Stato si dovrebbe riappropriare della competenza sul commercio delegata alle Regioni, così la finiamo con questa pagliacciata”, è la bocciatura senza scampo del presidente di Federmoda Italia Roma, Roberto Polidori.
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