Gli appassionati del vino impermeabili alla crisi
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fonte:
- Libero
Un evento lungo sei settimane celebra uno dei prodotti alimentari più preziosi ed ambiti, il tartufo bianco d’ Alba. La fiera internazionale dedicata al pregiatissimo fungo ipogeo è un contenitore ricchissimo di feste ed eventi che verrà inau”Produrre per emergere o per eccellere?” mentre martedì tocca ai media stilare una “codice deontologico della comunicazione enogastronomica”. Nel corso del congresso degustazioni idi vini e prodotti e la presenza di maestri artigiani per riaffermare la centralità del “saper fare” all’ italiana. tiene che ciò serva a creare lavoro e ricchezza localmente, il 31 % pensa che in questo modo il cibo è più genuino, mentre il restante 30 % è convinto che in questo modo ci sono minori spostamenti delle merci e, di conseguenza, minore inquinamento. E la cosa curiosa è che ci sono più uomini che donne a fare la spesa dai “con tadini” dove si acquistano verdura, frutta, latte formaggi, salumi e farine di preferenza ma anche detersivi bio e agricosmetici e che comunque chi frequenta i farmer market (il 98 per cento degli italiani ne vorrebbero di più) lo fa sia perché cerca il risparmio sia perchè chiede più qualità. Insomma in tempo di crisi gli italiani riscoprono che la campagna è amica. gurato il 5 ottobre per chiudersi il 18 novembre, nel cuore dei una stagione di raccolta partita male per la siccità ed il caldo eccessivo, ma che ora sta recuperando. Il 5 inaugurazione ufficiale con le prime contrattazioni, la festa del cinema e menù di Langa. ??? La crisi c’ è, anche in tavola. Ma se da un lato ha cambiato le abitudini e i consumi alimentari degli italiani, sembra non aver toccato il portafoglio degli appassionati del wine & food. Da un’ indagine delle associazioni dei consumatori italiane (Associazione consumatori utenti, Assoutenti, Casa del consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori e Comitas), gli italiani «hanno sensibilmente ridotto i consumi di vino, dolciumi e carne rossa, e hanno incrementato quelli di pollame, farinacei e ortofrutta». Ma la musica cambia se dal consumatore «normale» si passa agli amanti del wine & food: per il 71% dei 1.101 enonauti, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e del cibo e, ovviamente, del web, che hanno risposto al sondaggio di www.winenews.it e Vinitaly (www.vinitaly.com), appuntamento enologico di livello internazionale, il budget medio mensile destinato alla spesa agroalimentare è rimasto invariato sul 2011, e, seppur i consumi del nettare di Bacco sono in calo, il 66% dichiara di non aver diminuito la “voce” vino nel carrello della spesa, a fronte, comunque di un 34%, che, invece, ha dovuto tagliarla, con una tendenza di diminuzione, in media, del 10% sul 2011. In particolare, andando a guardare nel carrello, per il 43% degli amanti del buon bere la “voce” vino incide sulla spesa mensile per una quota che va dal 5 al 10% del totale. La tavola e l’ enogastrono mia, insomma, sembrano essere tra le meno colpite dalla crisi. Relativamente al budget medio mensile, la maggioranza degli enonauti (45%) dichiara di destinare alla spesa agroalimentare dai 400 ai 600 euro, seguita dal 24% di chi sostiene di spendere fra i 200 e i 400 euro, quindi il 17% fra i 600 e gli 800 euro, l’ 11% meno di 200 euro e solo il 3% dice di destinare alla spesa agroalimentare mensile dagli 800 ai 1.000 euro. Ma, soprattutto, passando dalla quotidianità al piacere, anche in tempi di austerity e «spending review», si cerca di non rinunciare ad un po’ di sano edonismo, tanto che il 100% degli appassionati di wine & food si concede almeno un piccolo lusso enogastronomico, e il mustè il più semplice e tradizionale dei riti: stappare una buona bottiglia con gli amici, a conferma di quanto la convivialità e lo stare insieme siano importanti quando si parla di vino. Subito dopo, con il 28%, c’ è la cena in un buon ristorante, seguita dall’ acqui sto di una buona bottiglia (24%); il 10% non rinuncia ad un tour enoturistico ed il 5% indica sagre e feste popolari, mentre il 3% dichiara di non poter rinunciare a comprare prodotti di qualità e chicche gastronomiche da consumare a casa. Perché, anche in tempo di crisi, al piacere proprio non si rinuncia. O lo si fa il meno possibile. L’ identikit dei 28.500 enonauti di Winenews? Prevalentemente maschi (82%), il 35% di loro ha un’ età compresa tra i 35 e i 45 anni (a seguire, il 33% tra 45 e 60 anni e il 26% tra 18 e 35 anni). Italiani e non solo (il 25% è straniero), hanno un elevato titolo di studio (l’ 85% possiede il diploma di scuola media superiore o la laurea), e godono di un livello socio-economico medio alto: dirigente, imprenditore, bancario, avvocato, commercialista, ingegnere, medico, architetto, giornalista, commerciante.
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