4 Ottobre 2012

I prigionieri nel tunnel pronti a chiedere i danni per lo sciopero-vergogna

I prigionieri nel tunnel pronti a chiedere i danni per lo sciopero-vergogna

MILANO SEMBRA una maledizione. Dopo il caos di martedì sera in metropolitana quando, a pochi minuti dallo sciopero, un convoglio si è fermato scatenando le proteste e l’«insubordinazione» di migliaia di passeggeri, anche ieri mattina la linea rossa della Mm è stata funestata da un singolare incidente. Venticinque minuti di stop poco dopo mezzogiorno per un presunto «allarme bomba». In realtà il nordafricano che alcuni avevano visto fuggire con una borsa in galleria era uno scippatore in fuga dopo il colpo. Accertati i fatti tutti hanno tirato un sospiro di sollievo e i treni hanno ripreso la corsa. NON SI sono placate intanto le proteste per i disagi dell’ altro ieri sera. L’ indagine dell’ Atm dovrà chiarire come sono realmente andate le cose anche se l’ azienda già nella tarda serata aveva ricostruito l’ incidente addebitando gran parte della responsabilità sulle spalle delle migliaia di passeggeri colpevoli di avere creato condizioni di insicurezza e pericolosità da indurre l’ azienda a fermare la circolazione. Le immagini rimbalzate su giornali e televisioni hanno alimentato polemiche sulla sicurezza, soprattutto di natura politica e sindacale. Sul banco degli imputati lo sciopero dei mezzi pubblici. Senza l’ incombenza dello stop, peraltro già ampiamente annunciato, il caos di martedì sera sarebbe stato solo un banale «disguido» (una donna aveva tirato il freno d’ emergenza per un malore) risolto nel giro di qualche minuto. E invece tutto il sistema è andato in tilt. LA CGIL si è detta pronta a ridiscutere le fasce protette previste in caso di sciopero dei trasporti a Milano. «Se l’ assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran vorrà convocare un tavolo per ridiscutere le fasce protette in considerazione delle specifiche caratteristiche del mondo del lavoro milanese ? promette il segretario Onorio Rosati ? la Cgil si siederà a quel tavolo aperta a soluzioni che vadano incontro alle esigenze di tutti, lavoratori e cittadini». Esigenze che l’ altro ieri sembrano essere state dimenticate. Per questo fioccano le adesioni alla class action promossa dal Codacons. L’ associazione «procederà con una richiesta di risarcimento per tutti i viaggiatori rimasti bloccati nelle carrozze della metropolitana, senza alcuna informazione, costretti a scendere loro malgrado». Il danno stimato, secondo il Codacons , per chi i casi più eclatanti è di 5.000 euro, considerando sia i danni fisici che quelli esistenziali». [email protected].

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