Consumi in caduta libera Giù anche i discount
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fonte:
- l`Adige
Le famiglie continuano a tagliare le spese, rinunciando anche agli acquisti alimentari. Una nuova conferma del crollo dei consumi arriva dall’ Istat, che per il mese di luglio registra una caduta delle vendite al dettaglio del 3,2% rispetto allo scorso anno. Il giro d’ affari diventa sempre più ristretto e neppure i discount, che proprio con la crisi sembravano avere fatto fortuna, riescono a scamparla. Anche il confronto con giugno risulta negativo (-0,2%) bruciando le speranze di un’ inversione di tendenza accennata nei due mesi precedenti, entrambi positivi; mentre su base annua si raggiunge il quarto ribasso consecutivo. Una diminuzione netta che non lascia fuori i prodotti della tavola, in calo del 2%. Ormai si risparmia sul cibo non facendo solo a meno della qualità ma anche della quantità, visto che le vendite vanno male pure nei discount (-0,1%). Ed è tutta la grande distribuzione a registrare perdite, dagli ipermercati (-3,1%) ai supermarket (-1,1%). A soffrire di più, però, sono ancora una volta i piccoli negozi (-3,8%). Le famiglie stringono la cinghia proprio su tutto: a parte l’ alimentare, i portafogli sono chiusi perfino per i farmaci (-4,1%) o per i prodotti più amati dagli italiani, tv, cellulari e abbigliamento (-4,7%). E, calcolando che comunque i prezzi sono cresciuti, il calo dei consumi appare ancora maggiore di quanto certificato. Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2012 una contrazione di oltre 140 euro della spesa familiare. Per il Codacons, «di questo passo 150 mila negozi rischiano di chiudere».
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