Bloccarono piazza Venezia. Tassisti prosciolti
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fonte:
- Il Tempo
Maurizio Gallo [email protected] I reati contestati erano due: interruzione di pubblico servizio e blocco della circolazione stradale. Gli imputati, quasi cinquecento. Era la fine di novembre del 2007. I tassisti si concentrarono con le loro auto in piazza Venezia per protestare contro la liberalizzazione delle licenze promossa dall’ allora sindaco Walter Veltroni. Il traffico rimase paralizzato, molti autobus intrappolati nel mare di lamiere bianche, il centro della Capitale piombò nel caos. I 470 imputati rischiavano da quattro a otto anni di reclusione. Sono stati tutti assolti, anzi prosciolti, «per non aver commesso il fatto», con la formula che ricalca la vecchia insufficienza di prove. E con una motivazione sorprendente e inedita, che costituisce un precedente da non sottovalutare: non è stato possibile capire chi avesse organizzato il blocco e chi, invece, era capitato «per caso» nella piazza dell’ Altare della Patria ed era rimasto «impantanato» tra le vetture dei colleghi in agitazione. La decisione del giudice per l’ udienza preliminare Marina Finiti è arrivata ieri mattina, a quattro anni e mezzo dai fatti e un anno e mezzo dall’ inizio del processo, partito il 19 gennaio 2011. I difensori dei tassisti e il pubblico ministero Attilio Pisani hanno fatto richiesta congiunta di proscioglimento al Gup, che l’ ha accolta. «La tesi difensiva era che non era stato possibile accertare chi è arrivato a piazza Venezia per primo e chi invece rimase bloccato nel traffico – spiega l’ avvocato Irma Conti, legale di 97 imputati – È evidente che alcuni erano andati lì per manifestare, ma nell’ ultima udienza prima di questa gli agenti operanti hanno spiegato di aver individuato e identificato i presenti attraverso le targhe delle loro auto, le riprese dei telegiornali e le foto pubblicate dai giornali. E, alle domande su chi erano i primi arrivati sul posto e chi invece era rimasto intrappolato nel traffico, non hanno saputo dare risposte soddisfacenti. Così abbiamo fatto richiesta di proscioglimento, richiesta che è stata condivisa anche dal pubblico ministero e recepita dal giudice», conclude Conti. All’ indomani dell’ insolita protesta del 29 novembre 2007, il Codacons presentò un esposto in Procura, denunciando che i tassisti «interruppero il proprio servizio, omettendo di rispondere alle chiamate inoltrate dai centralini e concentrandosi nella zona di piazza Venezia, lasciando le autovetture in sosta sulla carreggiata stradale della piazza e delle vie limitrofe, bloccando per ore la circolazione e impedendo il passaggio dei mezzi pubblici». Una denuncia che si è risolta con il proscioglimento in massa dei conducenti di auto pubbliche. «La sentenza e la stessa procura, che ha concluso chiedendo l’ assoluzione per tutti gli imputati, confermano la piena fiducia che i tassisti romani non avevano mai perso nei confronti della magistratura capitolina – è il commento di Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi – Roma è invasa, ogni giorno, da manifestazioni, cortei, sit-in, presidi, scioperi di tutte le più svariate categorie di lavoratori ma per nessuna, al di fuori dei tassisti, è stato mai chiesto e celebrato un processo». Soddisfatto anche il deputato Pdl Marco Marsilio, che definisce il processo «una ritorsione. Una sorte di vendetta contro una categoria che non si è voluta piegare ai poteri forti».
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