Fontego, terrazza e scale definitivamente bocciate
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fonte:
- La Nuova Venezia
Una commissione di inchiesta per accertare i responsabili del «vulnus» arrecato alla città con il via libera alla costruzione del nuovo hotel del presidente Apt Elio Dazzo a piazzale Roma. La chiede il Codacons, associazione per la tutela dei consumatori, che ha inviato ieri una lettera al presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta. «Una costruzione abnorme, evidente in questi giorni», scrive il segretario veneziano Franco Conte, «chiediamo di sapere chi abbia detto sì e perché, e il risarcimento danni alla collettività». «L’ abnormità di una grande opera invasiva nel cuore della città», continua l’ esponente dell’ Associazione per la tutela dei consumatori, «si scontra con la fiscalità a danno dei cittadini, che non trovano attenzione e tempi certi per i loro interventi edilizi e urbanistici». E’ necessaria dunque, conclude il Codacons, una inchiesta. Progetto Fontego bocciato. La terrazza sul tetto, il pontile e la sopraelevazione non si faranno. Era nell’ aria, dopo il parere critico del ministero dei Beni culturali. Ma adesso Edizione Property, la società del gruppo Benetton che ha presentato il progetto di restauro del Fondaco dei Tedeschi, proprio sotto il ponte di Rialto, per farne un centro commerciale, ha ricevuto il parere definitivo. Un documento firmato dalla soprintendente Renata Codello e dalla responsabile dell’ istruttoria Anna Chiarelli che conclude l’ iter del progetto. E mette la parola fine a ipotesi e previsioni degli ultimi mesi. Il progetto Koolhaas, scrivono le due funzionarie dello Stato, non si può realizzare. Troppi gli elementi critici in contrasto con le norme edilizie comunali e statali e con la Legge Speciale. Addio sopraelevazione, dunque, il piano in più che l’ archistar pensava di ricavare dentro il lucernario. Addio anche alla terrazza sul tetto dell’ edificio cinquecentesco. E alle scale mobili, almeno nella forma presentata, e al grande pontile sul Canal Grande. Doveva servire per lo «scarico merci» ma in realtà si era trasformato in un enorme plateatico in posizione anche pericolosa per la navigazione di barche e vaporetti sulla curva del Canal Grande. A due anni dalla presentazione all’ hotel Monaco, con l’ architetto olandese premiato negli stessi giorni dalla Biennale, il progetto dell’ archistar e della società Oma presentato da Benetton è arrivato al capolinea. Non sono in discussione i restauri e il cambio d’ uso dell’ antico edificio, per decenni sede delle Poste centrali, ma le modalità della sua trasformazione. Che avevano bisogno di molte deroghe «non giustificate». Adesso gli architetti del gruppo Benetton dovranno metter mano al progetto e rifarne le parti critiche. Difficilmente potranno essere ammessi elementi non «tipici dell’ edificio» come altane e altre sopraelevazioni. Si dovrà dunque ripresentare un elaborato che possa stavolta passare l’ esame della Soprintendenza, per recuperare un edificio oggi in stato di evidente degrado. Di mezzo c’ è la convenzione firmata da Benetton con il Comune e i 6 milioni di euro già versati per il cambio d’ uso, da uffici a commerciale. «Abbiamo buone speranze di andare avanti», dicono in Comune. Da Edizione Property però finora non è arrivato alcun segnale. Né altre varianti al progetto ormai definitivamente bocciato. Alberto Vitucci ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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