25 Settembre 2012

La Roma ringrazia: a Cagliari 0-3 a tavolino Il “fuorilegge” Cellino e la legalità di Quarto

La Roma ringrazia: a Cagliari 0-3 a tavolino Il “fuorilegge” Cellino e la legalità di Quarto

I s Arenas, ovvero «sabbie». Sabbie mobili quelle in cui sta sprofondando il Cagliari, per i ritardi strutturali e la mancata apertura al pubblico del nuovo stadio Is Arenas. Il fantomatico “gioiello” (stadiuccio di 16mila spettatori) pensato e creato dalla “mente”, Massimo Cellino, padre padrone del Cagliari. Uno stadio talmente moderno, funzionale e di respiro europeo, secondo il pensiero celliniano, che ha costretto la squadra sarda a una prima partita a porte chiuse e alla seconda al rinvio, con tanto di ordine prefettizio. Risultato: 0-3 a tavolino in favore della squadra ospite, la Roma e ora doveroso risarcimento del tifoso-abbonato, per il danno economico che gli è stato arrecato (Codacons docet). Ma anche sulle sabbie mobili la sfida continua, con il classico gioco all’ italiana: quello del rinfaccio delle responsabilità. La Lega di Serie A, accusa lo scellerato Cellino. «È una vergogna del nostro calcio», tuona il presidente Giancarlo Abete. «In 21 anni con il Cagliari non sono mai stato deferito per vicende legate ai passaporti, al doping, agli arbitri, a falsi in bilancio o evasioni fiscali. Sono io o qualcun altro la vergogna del calcio?», la replica del patron sardo, talmente preoccupato per la piega che ha preso la vicenda che ribatte beatamente da sotto l’ ombrellone della spiaggia di Miami. Sornione, come tutti i protagonisti del nostro sistema calcio, per i quali vengono in mente le parole dell’ omonimo brano ( Sornione ) di Silvestri-Fabi: «Chi non conosce dignità, non può nemmeno percepire umiliazione». Tutti, a parole, sono bravi nel dire che bisogna migliorare le cose e agire nel rispetto delle regole, ma poi la maggior parte di loro le infrangono e cadono costantemente in fuorigioco. L’ unico buon esempio in questa settimana di “piccoli scandali” del pallone italico (Mauri della Lazio di nuovo indagato, in Svizzera), di guerre e finte riappacificazioni (il patetico caso Allegri-Inzaghi al Milan), arriva da un campo periferico, quello napoletano di Quarto Flegreo. Qui veramente si è deciso di tornare a giocare nel rispetto delle regole e della legalità. La squadra che fino al sequestro operato dalla Dda di Napoli – nel 2011 – era in mano al temuto clan camorristico dei Polverino, adesso si chiama Nuovo Quarto per la Legalità. Una formazione della Promozione campana, che con coraggio ha detto «no alla malavita». Per questo, cinque club pare che abbiano vergognosamente inviato alla Figc la richiesta di cambio del girone, perché dicono: «Non vogliamo giocare con gli sbirri». Preferiamo pensare che sia una richiesta dettata solo dal timore della forza tecnica espressa dal Nuovo Quarto che domenica al debutto si è presentato con un sonante 3-0. In tribuna ad assistere al successo, assieme al fondatore del Nuovo Quarto per la Legalità e titolare della tessera di abbonato n.1, il pm anticamorra Antonello Ardituro, c’ era tanta gente di Napoli, quella che vive, crede e lotta davvero per una società trasparente e rispettosa delle regole. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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