Iva non dovuta sulle bollette Tia: come chiedere il rimborso
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fonte:
- La Nazione
NON c’ è solo Codacons, a Fucecchio, a predisporre le richieste di rimborso dell’ Iva arbitrariamente addebitata da anni nelle bollette della Tia, la Tariffa d’ Igiene Ambientale. Anche l’ Adico, l’ Associazione Difesa dei Consumatori, sta sostenendo online la rivalsa dei cittadini che come suggerito dallo stesso sindaco Claudio Toni stanno inviando a PubliAmbiente delle lettere raccomandate con ricevuta di ritorno ingiungendo il rispetto di quanto disposto dalla Corte di Cassazione nelle sentenze 9/3/2012 e 24/7/209: l’ Iva non dev’ esser piu’ applicata nelle bollette del servizio di raccolta dei rifiuti e va restituita. Inizialmente l’ atteggiamento del comune che è socio di PubliAmbiente era stato diverso: la restituzione dell’ Iva, era stato scritto in un comunicato, doveva essere richiesta allo Stato. In realtà, questo spetta semmai alla stessa società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei reflui perché per quanto riguarda gli utenti il soggetto tenuto al rimborso dell’ imposta è quello che l’ ha conteggiata in bolletta e riscossa, sia pure in contoterzi, magari compensandola nell’ articolato giro di fatture del riciclaggio di carta, plastica e altro. Chi non sa come redigere la richiesta a PubliAmbiente puo’ scaricarne la modulistica dal sito di Adico. O puo’ recarsi alla sede di Codacons, in corso Matteotti, presso la Misericordia. L’ invio puo’ essere fatto in copia anche all’ Agenzia delle Entrate senza allegare pero’ le bollette. Questo da parte dei privati perché per aziende, negozi, studi professionali e quant’ altri scaricano l’ Iva il problema non dovrebbe sussistere. A Codacons, agli avvocati Sabrina Ramello e Fausto Giglioli, si puo’ chiedere anche l’ assistenza legale per un ricorso al Giudice di Pace. Un’ analoga iniziativa a Prato ha avuto esito favorevole come pure in altre regioni.
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