REGIONE LAZIO: OGGI IL CODACONS CITA DAVANTI AL TAR LA REGIONE E I CONSIGLIERI ABRUZZESE, D’AMBROSIO, GATTI, RAUTI, BUCCI, ASTORRE E I FUNZIONARI CECINELLI E STRACUZZI
CONSIGLIERI ABRUZZESE, D’AMBROSIO, GATTI, RAUTI, BUCCI, ASTORRE E I
FUNZIONARI CECINELLI E STRACUZZI
VERRA’ CHIESTA LORO LA
RESTITUZIONE AI CITTADINI LAZIALI DI 14 MILIONI DI EURO SOTTRATTI ALLE
ASSOCIAZIONI DEL TERZO SETTORE , AGLI OSPEDALI, AMMALATI, FASCE DEBOLI
DELLA SOCIETA’ CIVILE PER FESTE E FESTINI
L’ART. 28 DELLA COSTITUZIONE RENDE RESPONSABILI DEGLI AMMANCHI I FUNZIONARI PUBBLICI CON I LORO BENI E AVERI PERSONALI
CORTE
DEI CONTI: GIANPAOLINO SI “SVEGLIA” MA DOV’ERA QUANDO IL CODACONS
NOTIFICAVA AI SUOI UFFICI L’ESPOSTO SULLE MALEFATTE DELLA REGIONE LAZIO
NEL LONTANO FEBBRAIO 2011?
I consiglieri della Regione Lazio Mario Abbruzzese, Raffaele D’Ambrosio, Gianfranco Gatti, Claudio Bucci, Isabella Rauti e Bruno Astorre, nonché i funzionari Nazzareno Cecinelli e Maurizio Stracuzzi e la stessa Regione, verranno citati oggi dal Codacons davanti al Tar del Lazio, al fine di ottenere dai singoli soggetti la restituzione di 14 milioni di euro spesi in feste e festini
“Si tratta di soldi sottratti ai servizi sanitari e sociali, e quindi strappati ad ospedali, pazienti, fasce deboli della società e più in generale agli utenti residenti nel Lazio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tale azione è possibile in base all’art. 28 della Costituzione che afferma come “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti”. Ciò significa che i consiglieri e i funzionari della Regione che hanno permesso lo sperpero dei soldi pubblici, saranno chiamati a rispondere degli ammanchi direttamente con i loro beni personali”.
Dinanzi al Tar il Codacons chiederà anche la sospensione di tutte quelle delibere emesse dall’amministrazione regionale guidata dalla giunta Polverini, che di fatto aggirano la sentenza della Corte Costituzionale 137/2009 che disponeva massima trasparenza nella elargizione dei contributi regionali, dichiarando illegittimo lo stanziamento di fondi da parte della Regione (guidata all’epoca da Marrazzo) avvenuto senza alcun criterio.
L’associazione, infine, critica fortemente la Corte dei Conti la quale, messa al corrente dal Codacons (attraverso un esposto presentato nel febbraio 2011 e integralmente pubblicato oggi sul blog www.carlorienzi.it) delle spese pazze della Regione Lazio, non ha adottato alcun provvedimento né azione di indagine.
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