23 Settembre 2012

Lazio/ Codacons diffida Governo e Capo Stato a commissariarla

Lazio/ Codacons diffida Governo e Capo Stato a commissariarla

Roma, 23 set. (TMNews) – Il Codacons diffida il capo dello Stato e il governo a sciogliere il consiglio regionale del Lazio e a commissariare la regione a norma degli articoli 120 e 126 della costituzione e articolo 8 della legge 131/2003; La diffida è stata inviata anche al ministro dell’ Interno, Anna Maria Cancellieri e alla base vi sarebbero, spiega in una nota l’ associazione dei consumatori, “gravi violazioni di legge e danni alla prestazione di servizi essenziali”. Se entro 30 giorni il governo non delibererà il commissariamento “interverrà il Tar del Lazio a nominare il commissario e mandare tutti a casa”, avverte il Codacons che aggiunge: “Ora i consiglieri personalmente dovranno restituire oltre 50 milioni di euro ai cittadini del Lazio, altrimenti saranno citati in giudizio oltre che dalla Corte dei Conti anche da una mega class action”. Il testo completo dell’ atto di messa in mora al Governo e al presidente della Repubblica Napolitano si può leggere sul blog carlorienzi.it. L’ atto, firmato dal presidente del Codacons Giuseppe Ursini e da Giovanni Pignoloni, un pensionato residente ad Acilia, si basa sugli articoli120 e 126 della Costituzione e sull’ articolo 8 della legge 131 del 2003 che prevede l’ obbligo del presidente della Repubblica e del Governo di sciogliere un organo regionale quando si verifichino “gravi violazioni di legge” e danni alle essenziali prestazioni dei servizi. Nell’ atto si spiega che “non solo le gravi violazioni di legge sono state accertate da una sentenza della Corte Costituzionale che aveva annullato le erogazioni di 23 milioni di euro ai ‘clientes’ dei consiglieri (tutti, sia di maggioranza che di opposizione) , ma che nonostante questa sentenza la Regione aveva continuato, anche nella gestione Polverini, a regalare soldi a tutti i componenti del consiglio per altrettanti milioni sottratti così alle funzioni di erogazione dei servizi sanitari e di interesse collettivo e sociale”. E nella diffida si aggiunge anche che “proprio la Polverini aveva rifiutato di attrezzare gli ospedali con sistemi multilingue per impedire gravissimi incidenti agli ammalati extracomunitari accampando la ‘mancanza di fondi’, ciò mentre si gettavano dalla finestra milioni di euro in ostriche e champagne”.

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