22 Settembre 2012

WINDJET: ARRIVANO I PRIMI RIMBORSI PER I PASSEGGERI RIMASTI A TERRA

WINDJET: ARRIVANO I PRIMI RIMBORSI PER I PASSEGGERI RIMASTI A TERRA

DOPO L’AZIONE DEL CODACONS LA BANCA CHE AVEVA EMESSO LA CARTA DI CREDITO CON CUI ERA STATO PAGATO IL BIGLIETTO RIMBORSA UN CONSUMATORE RIMASTO SENZA VOLO!
 
SUCCESSO DELLA BATTAGLIA LANCIATA DALL’ASSOCIAZIONE. CON OLTRE 5000 ADESIONI RICEVUTE, IL CODACONS PROROGA AL 20 OTTOBRE IL TERMINE PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO DI 1.000 EURO, LANCIANDO UNA PROVOCATORIA CAMPAGNA
  
 
Buone notizie per le vittime dello scandalo Windjet. A seguito dell’azione del Codacons, che questa estate ha fornito assistenza legale ai passeggeri rimasti a terra, la prima banca ha deciso di rimborsare un viaggiatore il cui volo era stato cancellato.
L’utente – spiega l’associazione – ha seguito la procedura indicata dal Codacons, inviando ad agosto una diffida alla banca, a seguito della quale l’istituto di credito (che aveva emesso la carta di credito con cui era stato acquistato il biglietto WindJet), ha rimborsato i 224 euro pagati dal passeggero per un volo mai partito.
Si tratta di una importante vittoria per i cittadini coinvolti nello scandalo Windjet che in 5.000 hanno aderito all’azione collettiva di risarcimento avviata dall’associazione – afferma il Codacons – Un primo segnale di giustizia per le vittime di questo assurdo crack, dopo mesi di assoluto abbandono da parte della compagnia aerea e delle Istituzioni.
Il Codacons, a seguito delle numerose richieste di assistenza che continuano ad arrivare da parte dei passeggeri Windjet, ha deciso di prorogare al 20 ottobre il termine di adesione all’azione collettiva per ottenere il risarcimento di 1000 euro. Chi è rimasto a terra o è stato riprometto su voli di altre compagnie aeree può dunque ancora iscriversi all’azione seguendo la semplice procedura illustrata sul sito www.codacons.it.
Il Codacons lancia contestualmente la campagna MAMMA, HO PRESO L’AEREO!, per denunciare gli abusi che i viaggiatori italiani sono purtroppo  costretti a subire, e che troppo spesso da soprusi diventano violenza.

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