Rassegna stampa del 23 agosto 2012
Rassegna stampa del 23 agosto 2012
quotidianodisicilia.it, 23/08/2012 23:11
Wind Jet, la vana attesa di Godot. Dichiararare fallita la compagnia Web
di Giuliana Gambuzza Mentre si è in cerca di nuovi partner, Codacons denuncia l’ appropriazione di somme per voli mai effettuati. Senza più aerei, fuggita con la cassa (300.000 biglietti venduti) e dipendenti in Cig Tags: Windjet , Enac , Codacons CATANIA – Ancora nessuna conclusione per la vicenda Wind Jet. Nonostante il vettore non disponga più di aerei, abbia dato fondo alla sua liquidità e messo in cassa integrazione i dipendenti, non è arrivata alcuna dichiarazione di fallimento. Dopo il ripensamento di Alitalia arrivato, a sorpresa, a ridosso di Ferragosto (“se avessimo firmato l’ accordo per l’ acquisizione di Wind Jet, avremmo esposto la nostra compagnia a un rischio finanziario intollerabile”), l’ azienda catanese sta cercando nuovi partner disposti a rilevarla. Nel giro di pochi giorni, assicura il presidente Nino Pulvirenti, salteranno fuori i nomi. Altrimenti la proposta di commissariamento, già avanzata dal ministero dello Sviluppo economico, verrà accettata. Ad ogni modo, i sindacati confederali prevedono “tempi lunghi per la soluzione del problema, tempi che sono incompatibili con l’ esigenza del mantenimento sia del patrimonio professionale dei dipendenti, sia della fetta di mercato della compagnia aerea, che rappresenta un importante segmento dell’ economia siciliana e del diritto di mobilità dei cittadini dell’ isola”. Più le ore passano, quindi, più si fa critica la situazione dei 504 lavoratori alle dipendenze dirette di Wind Jet, per i quali tra giugno e agosto è stata fatta richiesta di cassa integrazione. Una richiesta, denunciano i sindacati, che non si è ancora tradotta nel sostegno al reddito previsto dall’ istituto della cig, mentre il pagamento degli stipendi arretrati continua a farsi attendere. Adesso pure i 300 addetti dell’ indotto (un centinaio nella sola Katanè Handling, che gestisce i servizi a terra di Wind Jet a Catania) cominciano a temere il peggio. E si fa sempre più critica anche la situazione degli utenti. Non solo la compagnia che ha venduto loro i biglietti ha smesso di volare – non fosse altro che per la riconsegna degli aeromobili alle società di leasing – ma si moltiplicano disagi e costi legati alla riprotezione su nuovi voli. Certo, negli aeroporti sono quasi del tutto scomparse le code agli sportelli dei primi giorni dell’ emergenza, quando si temeva che i ticket fossero diventati carta straccia. L’ Enac, però, è dovuto intervenire in seguito all’ allarme lanciato da Confconsumatori, secondo cui “per accedere ai voli di riprotezione, in molti casi i passeggeri stanno pagando importi superiori a quelli promessi di 80 euro a tratta, già di per sé onerosi”. “In altri casi – aggiunge l’ associazione – le compagnie contattate telefonicamente per la riprotezione si fanno lasciare i dati dal passeggero promettendo un pronta telefonata di risposta, che invece non arriva mai”. “La Wind Jet – si legge invece nella diffida a firma del Codacons – al momento della conclusione dei contratti con i singoli consumatori era già pienamente cosciente della pericolosa situazione che la vedeva coinvolta. Eppure, in spregio alle norme a tutela del contraente, concludeva ugualmente i contratti che sapeva di non essere in grado di onorare”. Per questo, oltre alla restituzione delle somme incassate per tratte mai effettuate – quasi 300.000 biglietti, per un totale di circa 20 milioni di euro – è stato reclamato il risarcimento dei danni patrimoniali e non subiti dai cittadini. Elita Schillaci: Residuali le opportunità che il mercato offre ancora a Wind Jet Niente più aerei né denaro, dipendenti in cassa integrazione straordinaria. Che cosa si aspetta a dichiarare fallita Wind Jet? Abbiamo girato la domanda a Elita Schillaci, professore ordinario della Facoltà di Economia dell’ Università di Catania. “Parlerei di grave crisi, ma non metterei ancora l’ etichetta ‘fallimento’ su Wind Jet, perché questo presupporrebbe che non ci fosse più nessuna strada da percorrere. Bisogna capire quali sono le opportunità che il mercato offre, che al momento comunque sembrano veramente residuali”. E intanto l’ Enac ci conferma di aver accolto la richiesta di Wind Jet di sospensione della licenza di esercizio di trasporto aereo. Se il ritiro da parte dell’ Ente sarebbe stato permanente, la riconsegna spontanea durerà invece sei mesi. Il che consentirà alla compagnia di aprire trattative con competitor diversi da Alitalia, ammesso che ne salti fuori qualcuno interessato all’ affare. Mentre per procedere altrimenti, con la nomina di un curatore giudiziario e la messa all’ asta degli slot, ci vuole il sì dell’ azienda. “Wind Jet – ricorda l’ Enac – ha riferito nella precedente riunione al Ministero dello Sviluppo Economico che non intende chiedere l’ amministrazione straordinaria né risulta al momento che abbia presentato istanza di fallimento”. L’ attesa continua. Giuliana Gambuzza Twitter: @GiulyGambuzza Articolo pubblicato il 24 agosto 2012 – © RIPRODUZIONE RISERVATA.
LiveSicilia, 23/08/2012 16:33
“Class action contro Windjet” E Alitalia riporta i bimbi in Ucraina Web
ancora guai per compagnia aerea catanese. dopo il codacons, scende in campo anche l’ adico (associazione difesa consumatori) che promuove un’ azione collettiva per le richieste di rimborso. intanto alitalia si è fatta carico del trasferimento dei venti minori ucraini ospiti di famiglie siciliane e rimasti nell’ isola a causa del blocco dei voli.
Un’ azione collettiva per le richieste di rimborso dei biglietti pagati e non utilizzati o del sovrapprezzo di chi ha deciso di volare con un’ altra compagnia, e di risarcimento danni per vacanza rovinata. A promuoverla è l’ Adico, Associazione Difesa Consumatori, che chiama all’ appello le migliaia di persone che in queste settimane hanno dovuto fare i conti con il crack di Windjet e con gli enormi disagi conseguenti. Decine le segnalazioni e le richieste di assistenza già arrivate allo sportello di Mestre dell’ Associazione, considerando che la rotta Venezia-Catania operata dalla compagnia low cost era stata una delle più gettonate per l’ estate. In questi giorni di stallo, in cui ancora non si sa se la società siciliana tornerà ad operare o se si imboccherà la via del fallimento, il suggerimento di Adico ai passeggeri è uno solo: procedere prima possibile con una diffida ad adempiere. “La diffida agisce come tutela preventiva, con la quale il consumatore potrà farsi maggior forza nel momento in cui si andrà a battere cassa da Windjet – spiega il presidente di Adico, Carlo Garofolini – dal momento che, acquistando un titolo di viaggio, si conclude un contratto di trasporto, il vettore deve onorarlo fino in fondo ed è questo che chiediamo”. Intanto Alitalia emetterà biglietti gratuiti per far rientrare 20 minori ucraini (più 2 accompagnatori) che sono ospiti di famiglie siciliane e che non potevano far ritorno a Kiev a causa dello stop dei voli Windjet. Oggi è arrivata anche la disponibilità dell’ amministratore delegato della Wind Jet di farsi carico dei biglietti, ma Cecilia Dorangricchia, presidente dell’ associazione Aquilone Onlus, che organizza i viaggi umanitari, ringraziandolo, lo ha informato che Alitalia aveva già risolto il problema. ” Grazie innanzitutto ai giornalisti – dice Dorangricchia – che hanno portato a conoscenza dell’ opinione pubblica il disagio di questi minori. E grazie ovviamente all’ Alitalia, al suo personale e ai suoi vertici, per la sensibilità dimostrata. Un ringraziamento all’ Enac che ci ha garantito una preziosa assistenza, alla Prefettura di Palermo e all’ Ambasciata dell’ Ucraina in Italia”. I bambini partiranno il 31 agosto per Kiev.
Sesto Potere, 23/08/2012 16:08
Crisi, sciopero della spesa il 19 settembre. Codacons: boicottare benzinai troppo cari Web
(Sesto Potere) – Roma – 23 agosto 2012 – Comincia da domani la protesta dei consumatori. Il Codacons invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. Non resta che organizzarsi da soli ! I consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce. Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ RC Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro. Così la sanità: anziché eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi il ministro della Salute Balduzzi taglia i posti letto agli ospedali di paese. Ogni famiglia spenderà a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3500 euro in più rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa. Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa che si spera trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che il 19 settembre sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito. Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Agosto 2012 14:43.
Sesto Potere, 23/08/2012 16:08
Costa crociere, Codacons mette on line il capo di imputazione di Schettino e della compagnia di navigazione Web
(Sesto Potere) – Roma – 23 agosto 2012 – Il Codacons svela con un comunicato le ragioni per cui la procura di Grosseto vuole processare l’ ex comandante Schettino e i vertici di Costa Crociere e formula istanza di sospensione del processo finchè non sarà data ai naufraghi la possibilità di avere copia degli atti ad un costo non di 25.000 euro , cifra impossibile da pagare. Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger, Paolo Giacomo Parodi: i vertici al completo della società Costa Crociere devono essere processati, secondo al Procura di Grosseto, per concorso in omicidio colposo aggravato con Schettino e gli altri comandanti e addetti della nave affondata all’ isola del Giglio il 13 gennaio scorso. Secondo i capi di imputazione provvisoria formulati dalla Procura grossetana i tre, nella loro qualità di responsabile del settore marine operations e fleet coordinator, executive vice presidente, e responsabile dell’ unità di crisi hanno violato le disposizioni del codice internazionale di gestione della sicurezza delle navi ISM, ossia l’ ABC di chi possiede o conduce una nave. “Non hanno mantenuto quella notte un sistema di gestione della sicurezza tale da garantire la salvezza dei passeggeri .. anche in situazioni di emergenza .. e non hanno collaborato con le autorità marittima competenti . facendo sì che i soccorritori intervenissero in ritardo”. Altrettanto pesanti le accuse al personale di comando, Schettino in testa, nel ponderoso capo di imputazione che si può leggere integralmente al link https://www.codacons.it/costa_procura_grosseto.pdf (qualora il link non si apra copiare ed incollare nella barra del browser) messo a disposizione dal Codacons per la trasparenza che si richiede in un caso che ha coinvolto tutto il mondo e 4000 naufraghi. Le accuse formulate ora ai vertici della compagnia di navigazione Costa Crociere peseranno sicuramente anche sul giudizio dei giudici di Miami nella causa per danni proposta dal Codacons con lo studio Bern e Proner a nome di oltre 80 naufraghi di tutte le nazionalità. Ma in Italia – spiega sempre il Codacons – proseguono le difficoltà per la difesa dei naufraghi che non possono estrarre le copie degli atti del processo contenute nei dvd per i quali la cancelleria chiede ben 25.000 euro di diritti da pagare. I legali del Codacons hanno quindi chiesto la sospensione del processo e la trasmissione alla Corte Costituzionale della legge che imporrebbe – sia pure con una interpretazione errata – tale balzello insostenibile che crea una disparità tra ufficio del PM, che non paga nulla, e privati naufraghi, che non sono in grado di pagare una somma così elevata. Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Agosto 2012 14:51.
dolomiten.it, 23/08/2012 16:00
wirtschaft.
Verbände rufen zu Tankstreik auf Web
nachdem in italien der spritpreis die schwelle von zwei euro pro liter überschritten hat, ruft der italienische konsumentenschutzverband codacons zu einem tankstreik auf.
Codacons appellierte an die Italiener, ab Freitag einen landesweiten Protest gegen die hohen Benzinpreise zu starten. Der Verband rief zum Boykott aller Tankstellen auf, die mehr als 1,8 Euro pro Liter Benzin verlangen. Konsumentenschützer: Nur an Billigtankstellen tanken Codacons rief die Autofahrer auf, bei Tankstellen zu tanken, die an Wochenenden Preisreduzierungen gewähren und die anderen zu boykottieren. „Zu teure Tankstellen müssen bestraft werden. Gegen die hohen Spritpreise, müssen wir uns verteidigen”, betonte Codacons in einer am Donnerstag veröffentlichten Presseaussendung. Der Verband kritisierte die Regierung Monti, die keine Maßnahmen zur Senkung der Benzinpreise ergriffen habe. Über zwei Euro: Noch nie war Benzin so teuer Der Höchstpreis für das in Italien überwiegend angebotene Super-Benzin habe 2,008 Euro pro Liter erreicht, berichtete die Mailänder Wirtschaftszeitung „Sole 24 Ore” ( STOL hat berichtet ). Erst vor kurzem hatte der Konsumentenverein Codacons vorgerechnet, dass eine Tankfüllung knapp 20 Euro mehr koste als noch vor einem Jahr. Die hohen Benzinpreise wirken sich negativ auf den Verbrauch aus. Im ersten Halbjahr 2012 haben Italiens Autofahrer um 9,6 Prozent weniger Benzin getankt. Auch beim Lkw-Transport kam es zu einem Rückgang im Treibstoffverbrauch von fünf Prozent. apa Tweet.
Yahoo Notizie, 23/08/2012 15:33
Crisi, sciopero della spesa il 19 settembre. Codacons: boicottare benzinai troppo cari Web
Crisi, sciopero della spesa il 19 settembre. Codacons: boicottare benzinai troppo … Roma, 23 ago. (Adnkronos) – I consumatori dicono basta soffrire e lanciano lo sciopero della spesa e il boicottaggio della benzina cara. L’ iniziativa arriva dal Codacons che, per il 19 settembre, invita tutti i consumatori a non fare acquisti. Ma non solo. Da domani, infatti, il Codacons propone invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. “L’ indicazione di lotta – afferma il Codacons – implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”. “Non resta che organizzarsi da soli” dice l’ associazione sottolineando che “i consumatori sono fuori dell’ agenda del governo Monti, che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari, oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”. “Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione – sottolinea il Codacons – dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ RC Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro”. “Così la sanità. Anziché eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi – dice il Codacons – il ministro della Salute, Renato Balduzzi, taglia i posti letto agli ospedali di paese”. Con questo scenario, insomma, il Codacons calcola che “ogni famiglia spenderà a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3.500 euro in più rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa”. “Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa che si spera trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che per quel giorno – conclude il Codacons – sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito”.
larena.it, 23/08/2012 15:29
Prezzo della benzina alle stelle Scatta la protesta dei consumatori Web
il prezzo della benzina schizza alle stelle, anche oltre 2 euro al litro; domani scatta la protesta del consumatori. l’ indicazione del codacons è di boicottare tutte le pompe che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro: “fare il pieno di venerdì, sabato o domenica dove vengono praticati sconti e boicottare per il resto della settimana le pompe troppo care”.
Roma. Comincia da domani la protesta dei consumatori contro il caro benzina. Il prezzo record sulla rete ordinaria è infatti arrivato oltre i due euro al litro in alcune regioni, il massimo storico fuori autostrada. Una stangata sul rientro dalle vacanze. Il Codacons invita perciò a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione “di lotta” implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere “punite” e non vendere nemmeno un litro di carburante. Ogni famiglia, sottolinea l’ associazione, spenderà a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3.500 euro in più rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa. Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa. Tweet.
Bologna2000, 23/08/2012 15:25
Carburanti: Codacons lancia sciopero spesa, il 19 settembre stop acquisti Web
(Adnkronos)- I consumatori dicono basta soffrire e lanciano lo sciopero della spesa ed il boicottaggio della benzina cara. l’ iniziativa arriva dal Codacons che per il 19 settembre invita tutti i consumatori a non fare acquisti. Ma non solo. Da domani, inffatti, il Codacons propone invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. “L’ indicazione di lotta -afferma il Codacons- implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”.
Libero Reporter, 23/08/2012 15:21
Immigrazione clandestina:le politiche europee e quelle australi Web
Carburanti: sciopero della spesa, Codacons lancia stop acquisti per il 19 settembre Roma, 23 ago. I consumatori dicono basta soffrire e lanciano lo sciopero della spesa ed il boicottaggio della benzina cara. L’ iniziativa arriva dal Codacons che per il 19 settembre invita tutti i consumatori a non fare acquisti. Ma non solo. Da domani, inffatti, il Codacons propone invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. “L’ indicazione di lotta -afferma il Codacons- implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”. (Adnkronos)
Sassuolo2000, 23/08/2012 15:15
Carburanti: Codacons lancia sciopero spesa, il 19 settembre stop acquisti Web
(Adnkronos)- I consumatori dicono basta soffrire e lanciano lo sciopero della spesa ed il boicottaggio della benzina cara. l’ iniziativa arriva dal Codacons che per il 19 settembre invita tutti i consumatori a non fare acquisti. Ma non solo. Da domani, inffatti, il Codacons propone invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. “L’ indicazione di lotta -afferma il Codacons- implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”.
Padova News, 23/08/2012 14:56
Crisi, sciopero della spesa il 19 settembre. Codacons: boicottare benzinai troppo cari Web
Iniziativa dell’ associazione dei consumatori: boicottare tutte le pompe che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. ”Basta balzelli, organizziamoci da soli”. Le famiglie spendereanno 3.500 euro in piu’ rispetto all’ anno scorso Roma, 23 ago. I consumatori dicono basta soffrire e lanciano lo sciopero della spesa e il boicottaggio della benzina cara. L’ iniziativa arriva dal Codacons che, per il 19 settembre, invita tutti i consumatori a non fare acquisti. Ma non solo. Da domani, infatti, il Codacons propone invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. “L’ indicazione di lotta – afferma il Codacons – implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”. “Non resta che organizzarsi da soli” dice l’ associazione sottolineando che “i consumatori sono fuori dell’ agenda del governo Monti, che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari, oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”. “Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione – sottolinea il Codacons – dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ RC Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro”. “Cosi’ la sanita’. Anziche’ eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi – dice il Codacons – il ministro della Salute, Renato Balduzzi, taglia i posti letto agli ospedali di paese”. Con questo scenario, insomma, il Codacons calcola che “ogni famiglia spendera’ a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3.500 euro in piu’ rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa”. “Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa che si spera trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che per quel giorno – conclude il Codacons – sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito”. (Adnkronos)
redazione web
Alice, 23/08/2012 14:55
cronaca.
Naufragio Giglio/ Codacons: Concorso in omicidio per vertici… -2 Web
“in italia proseguono le difficoltà per la difesa dei naufraghi”
Roma, 23 ago. (TMNews) – “Altrettanto pesanti le accuse al personale di comando, Schettino in testa, nel ponderoso capo di imputazione. Le accuse formulate ora alla Costa Crociere – dice ancora il Codacons – peseranno sicuramente anche sul giudizio dei giudici di Miami nella causa per danni proposta con lo studio Bern e Proner a nome di oltre 80 naufraghi di tutte le nazionalità. “Ma in Italia proseguono le difficoltà per la difesa dei naufraghi che non possono estrarre le copie degli atti del processo contenute nei dvd per i quali la cancelleria chiede ben 25.000 euro di diritti da pagare. I legali del Codacons hanno quindi chiesto la sospensione del processo e la trasmissione alla Corte Costituzionale della legge che imporrebbe – sia pure con una interpretazione errata – tale balzello insostenibile che crea una disparità tra ufficio del pm, che non paga nulla, e privati naufraghi, che non sono in grado di pagare una somma così elevata”.
Alice, 23/08/2012 14:54
cronaca.
Naufragio Giglio/ Codacons: Concorso in omicidio per vertici Costa Web
“per la procura hanno violato disposizioni codice sicurezza navi”
Roma, 23 ago. (TMNews) – “Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger, Paolo Giacomo Parodi: i vertici al completo della società Costa Crociere devono essere processati, secondo al Procura di Grosseto per concorso in omicidio colposo aggravato con Schettino e gli altri comandanti e addetti della nave affondata all’ isola del Giglio il 13 gennaio scorso”. Lo dice il Codacons in una nota. “Secondo i capi di imputazione provvisoria formulati dalla Procura grossetana – spiega l’ associazione – i tre, nella loro qualità di responsabile del settore marine operations e fleet coordinator, executive vice presidente, e responsabile dell’ unità di crisi hanno violato le disposizioni del codice internazionale di gestione della sicurezza delle navi ISM, ossia l’ ABC di chi possiede o conduce una nave: ‘Non hanno mantenuto quella notte un sistema di gestione della sicurezza tale da garantire la salvezza dei passeggeri … anche in situazioni di emergenza … e non hanno collaborato con le autorità marittima competenti … facendo sì che i soccorritori intervenissero in ritardo”. (segue)
Adnkronos, 23/08/2012 14:35
Carburanti: Codacons lancia sciopero spesa, il 19 settembre stop acquisti Web
Roma, 23 ago. (Adnkronos)- I consumatori dicono basta soffrire e lanciano lo sciopero della spesa ed il boicottaggio della benzina cara. l’ iniziativa arriva dal Codacons che per il 19 settembre invita tutti i consumatori a non fare acquisti. Ma non solo. Da domani, inffatti, il Codacons propone invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. “L’ indicazione di lotta -afferma il Codacons- implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”.
dolomiten.it, 23/08/2012 13:30
wirtschaft.
Italiens Konsumentenschutzverbände rufen zu Tankstreik auf Web
nachdem in italien der spritpreis die schwelle von zwei euro pro liter überschritten hat, ruft der italienische konsumentenschutzverband codacons zu einem tankstreik auf.
Codacons appellierte an die Italiener, ab Freitag einen landesweiten Protest gegen die hohen Benzinpreise zu starten. Der Verband rief zum Boykott aller Tankstellen auf, die mehr als 1,8 Euro pro Liter Benzin verlangen. Konsumentenschützer: Nur an Billigtankstellen tanken Codacons rief die Autofahrer auf, bei Tankstellen zu tanken, die an Wochenenden Preisreduzierungen gewähren und die anderen zu boykottieren. „Zu teure Tankstellen müssen bestraft werden. Gegen die hohen Spritpreise, müssen wir uns verteidigen”, betonte Codacons in einer am Donnerstag veröffentlichten Presseaussendung. Der Verband kritisierte die Regierung Monti, die keine Maßnahmen zur Senkung der Benzinpreise ergriffen habe. Über zwei Euro: Noch nie war Benzin so teuer Der Höchstpreis für das in Italien überwiegend angebotene Super-Benzin habe 2,008 Euro pro Liter erreicht, berichtete die Mailänder Wirtschaftszeitung „Sole 24 Ore” ( STOL hat berichtet ). Erst vor kurzem hatte der Konsumentenverein Codacons vorgerechnet, dass eine Tankfüllung knapp 20 Euro mehr koste als noch vor einem Jahr. Die hohen Benzinpreise wirken sich negativ auf den Verbrauch aus. Im ersten Halbjahr 2012 haben Italiens Autofahrer um 9,6 Prozent weniger Benzin getankt. Auch beim Lkw-Transport kam es zu einem Rückgang im Treibstoffverbrauch von fünf Prozent. apa Tweet.
Il Velino, 23/08/2012 12:59
BENZINA, PARTE DOMANI “SCIOPERO DELLA SPESA” PROMOSSO DA CODACONS Web
Roma – Comincia da domani la protesta dei consumatori. Il Codacons con una nota stampa invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione di lo… (ilVelino/AGV)
Affari Italiani, 23/08/2012 12:46
economia.
Sciopero della spesa contro il caro-carburante. Confcommercio: “Seguire l’ esempio francese” Web
Sciopero della spesa il prossimo 19 settembre, boicottaggio della benzina piu’ cara e un appello per proseguire tutto l’ anno promozione e sconti sui carburanti : a lanciare l’ offensiva dei consumatori e’ il Codacons – insieme ad altre associazioni – per contrastare la raffica degli aumenti. A fine anno, denunciano i consumatori, ogni famiglia spendera’ oltre 3.500 euro di spese e tasse in piu’ rispetto all’ anno scorso. “I consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”, si legge nella nota. “Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’ Rc Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro”, sottolinea il Codacons. “Cosi’ la sanita’: anziche’ eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’ anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi il ministro della Salute Balduzzi taglia i posti letto agli ospedali di paese. Ogni famiglia spendera’ a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3.500 euro in piu’ rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa”, sottolinea l’ associazione. Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa che si spera trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che il 19 settembre sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito. CONFCOMMERCIO: “SEGUIRE L’ ESEMPIO FRANCESE” La politica del governo francese in materia di carburanti e’ ”un esempio concreto da seguire con urgenza”. E’ quanto afferma il presidente nazionale di Figisc-Confcommercio, Luigi Squeri, che spiega come ”il governo francese, con una netta differenza rispetto a quello nostrano che non perde occasione per incrementare le accise, sta maturando l’ idea di intervenire su due canali – imposte e prezzo amministrato – esattamente come da noi proposto con la nostra iniziativa della raccolta delle firme sulla rete distributiva, che, per inciso, sta andando molto bene”. Squeri sottolinea poi che ”le imposte crescenti (le accise sono aumentate di 16 centesimi per la benzina e di 18 per il gasolio, IVA compresa), l’ aumento del greggio (+14 cent/litro) ed ancor piu’ dei prodotti raffinati (+21 cent/litro per la benzina e +20 per il gasolio), il deprezzamento dell’ euro (-13,8 %), hanno fatto aumentare i prezzi dei carburanti di 31 cent/litro da un anno fa: la maggiore fiscalita’ sui carburanti e’ responsabile per il 55% dell’ aumento dei prezzi al consumo in questi ultimi dodici mesi”. Il taglio delle accise associato allo sconto week-end farebbe risparmiare, stima l’ Adiconsum, 800 euro a famiglia . Il Governo per primo – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale di Adiconsum – faccia la propria parte mettendo mano alle accise, a cominciare da quelle che non hanno più ragione di essere e riducendo le altre. Servono liberalizzazioni non proposte sul “tetto” al prezzo della benzina – prosegue Giordano – che finiscono col deprimere l’ economia e quindi l’ occupazione e i consumi. Gli sconti applicati nei weekend estivi insieme alla riduzione delle accise, in tutto 30-40 centesimi al litro, – continua Giordano – porterebbero un risparmio di 400 euro a famiglia per auto (800 euro per una famiglia con due auto).
Alice, 23/08/2012 12:40
economia.
Codacons: Da domani boicottaggio benzina e sciopero spesa il 19/09 Web
Roma, 23 ago. (LaPresse) – Il Codacons invita da domani a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro al litro. In una nota l’ associazione dei consumatori spiega che “l’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante”. Secondo il Codacons “i consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare”. Secondo le stime dell’ associazione ogni famiglia spenderà a fine anno, tra maggiori tasse e aumento del costo della vita, 3.500 euro in più rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare a una inflazione negativa. “Per questo – dichiara il Codacons – viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa che si spera trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che il 19 settembre sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito”. lal 231239 Ago 2012 (LaPresse News)
SiciliaNews24, 23/08/2012 12:34
Elezioni Regionali, 10 candidati presidente: ecco gli “alternativi” Web
di redazione Non solo Fava, Crocetta e Musumeci. Per Palazzo d’ Orleans sono in corsa altri sette candidati minori che nei programmi hanno di tutto. Quando mancano 37 giorni alla chiusura dei termini per la presentazione delle liste, è record di candidati presidente della Regione. Così ai nomi di Claudio Fava appoggiato da Sel, Rosario Crocetta per il Pd e l’ Udc e Nello Musumeci per gli autonomisti e quasi tutto il centrodestra, si aggiunge uno stuolo di candidati minori. L’ ultimo a scendere in campo, in nome di Diego Armando Maradona, è il rappresentante siciliano del movimento Anti Equitalia Serit Roberto Sauerborn. Non poteva mancare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che però in Sicilia ha meno popolarità, secondo i sondaggi, rispetto al resto d’ Italia dove raggiungerebbe percentuali superiori al 20%. Nell’ Isola, il candidato è Giancarlo Cancelleri, geometra di Caltanissetta che dal 1 settembre darà in via alla campagna elettorale a bordo di un camper. Nelle prossime settimane sarà raggiunto dall’ ideatore del Movimento Beppe Grillo, che, si dice, potrebbe affiancare il suo pupillo siciliano per 30 giorni. In campo c’ è anche Cateno De Luca, ex deputato regionale dell’ attuale legislatura, che promette tagli ai costi della politica. Si candida anche il magistrato d Gaspare Sturzo, pronipote del fondatore dello storico Partito Popolare, Luigi Sturzo. Dopo le proteste di piazza, tentano di conquistare la Regione anche i Forconi che candidano il loro leader Mariano Ferro, che negli ultimi mesi aveva categoricamente negato di entrare in politica e adesso ha cambiato idea. Ha sciolto la riserva anche Nello Di Pasquale, che nei prossimi giorni abbandonerà la poltrona di sindaco di Ragusa per candidarsi con il Movimento per la gente del presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini. Unica donna candidata è Emilia Grasso, attualmente direttore nazionale del dipartimento affari sociali ed emarginazione del Codacons. A sponsorizzarla 33 associazioni a difesa dei cittadini, utenti, consumatori, lavoratori e ambientalisti, con in testa il movimento dei Consumatori italiani. Condividi.
ASCA, 23/08/2012 12:24
Carburanti: scatta la protesta. Codacons, domani boicottaggio benzina Web
(ASCA) – Roma, 23 ago – Comincia da domani la protesta dei consumatori. Il Codacons invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana. ”Non resta che organizzarsi da soli – si legge in una nota – ! I consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”. Per il Codacons, ogni famiglia spendera’ a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3500 euro in piu’ rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa. Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa ”che si spera – prosegue la nota – trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che il 19 settembre sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito”. com-sen/mau.
Alice, 23/08/2012 12:22
soldi.
Benzina/ Codacons: Boicottare gestori che chiedono più di 1,8 euro Web
e il 19 settembre al via sciopero della spesa.
Roma, 23 ago. (TMNews) – Comincia da domani la protesta dei consumatori contro il caro benzina. Il Codacons invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite e non vendere nemmeno un litro di carburante. Ogni famiglia, sottolinea l’ associazione, spenderà a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3.500 euro in più rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa. Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa.
ASCA, 23/08/2012 12:11
Carburanti: Codacons, domani boicottaggio benzina e 19/09 sciopero spesa Web
(ASCA) – Roma, 23 ago – Comincia da domani la protesta dei consumatori. Il Codacons invita a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde piu’ di 1,8 euro. L’ indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdi’, sabato o domenica presso le marche che praticano la promozione e sconti e per il resto della settimana. ”Non resta che organizzarsi da soli – si legge in una nota – ! I consumatori sono fuori dell’ agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare. Nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce”. Per il Codacons, ogni famiglia spendera’ a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita 3500 euro in piu’ rispetto all’ anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa. Per questo viene lanciata l’ iniziativa per il 19 settembre di uno sciopero della spesa ”che si spera – prosegue la nota – trovi tutte le associazioni dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori, dei commercianti stessi che il 19 settembre sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito”. com-sen/
Marsala, 23/08/2012 09:09
Catricalà annuncia: “Srl con un solo euro per i giovani sotto i 35 anni. Il provvedimento è fatto” Web
“E’ finalmente possibile per i giovani fino a 35 anni costituire una srl con solo 1 euro di capitale. Non ci sono spese notarili. Un’ opportunità”. Lo scrive sul suo account Twitter il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà. “Ho voluto rispondere ai dubbi dei miei followers e sottolineare che ormai il provvedimento è varato, è una realtà”, spiega quindi Catricalà all’ Adnkronos il suo tweet di oggi: “E’ una importante opportunità che il governo ha messo in pratica” aggiunge. “Il provvedimento – spiega – è contenuto nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto, è l’ attuazione di una norma contenuta nel decreto Crescitalia”. “E ai miei followers che chiedono lumi su chi ha più di 35 anni -continua Catricalà – tengo a spiegare che anche loro potranno costituire srl solo con 1 euro ma dovranno pagare le spese notarili. Questa decisione del governo è sancita nel secondo decreto sulla crescita, detto decreto Sviluppo”. “Quindi – ribadisce il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – nulla è rimasto fermo, è stato necessario solo aspettare il tempo del regolamento attuativo”. Infine Catricalà sottolinea che dopo il suo tweet già “c’ è consenso” sul social network. “Giudico positivamente questo annuncio del sottosegretario Catricalà, perché il provvedimento elimina alcuni costi per queste giovani imprese”, commenta Pietro Giordano, segretario generale dell’ Adiconsum. Accanto a questo, aggiunge, “è necessario migliorare l’ accesso al credito. Si dovrebbero prevedere – conclude – dei finanziamenti agevolati per queste giovani imprese in modo che possano fare gli investimenti necessari all’ avvio dell’ attività”. Di “bellissima notizia” parla il presidente del Codacons Carlo Rienzi: “Tuttavia – chiarisce – sappiamo bene che le banche non danno neanche un euro per avviare una società; per questo Catricalà dovrebbe per prima cosa costringere il sistema bancario a dare realmente credito alle imprese dei giovani. Solo così si darebbe una reale possibilità alle giovani generazioni”. “La considero una cosa estremamente positiva”, dice Maurizio Cadasco, presidente della Confapi. “Un raccordo poi con il mondo del credito potrebbe favorire ancora di più l’ imprenditoria giovanile. Per questo la Confapi è disposta a sedersi ad un tavolo con governo e banche per portare avanti questa iniziativa”, aggiunge il numero uno della Confederazione italiana della piccola e media industria privata, che rappresenta gli interessi di oltre 120.000 imprese manifatturiere, con 2,3 milioni di dipendenti. “Si tratta – sostiene – di un primo passo verso i giovani. Un passo importante che viene da una persona, Catricalà appunto, che vanta un’ esperienza importante sul piano delle liberalizzazioni. La stessa Confapi sente un senso di responsabilità verso le nuove generazioni”. “Tuttavia – avverte Casasco – è necessario offrire una serie di agevolazioni creditizie da un lato attraverso il sistema bancario e favorire esperienze pratiche dall’ altra attraverso, ad esempio, Confapi insegnando ai giovani come realmente si fa impresa”. Dal fronte sindacale interviene Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl: “La società a un euro rappresenta sicuramente un fatto positivo perché offre un’ opportunità a coloro che vogliono intraprendere un’ attività”. “Però – sottolinea il sindacalista – una rondine non fa primavera. Non serve un singolo provvedimento per aiutare i giovani”. “Per le giovani generazioni – rimarca Santini – ci aspettiamo altre cose, anche perché la situazione, soprattutto al Sud, sta diventando veramente pesante. Le società a un euro, quindi, rappresentano sì un’ opportunità per i giovani, ma da sola non basta”. Per Giovanni Centrella, segretario generale dell’ Ugl, “è un provvedimento utile perché permette ai giovani di mettere su una società e di guardare al proprio futuro”. Ma, avverte anche lui, il provvedimento deve essere accompagnato “da interventi di agevolazione al credito per questi giovani, perché altrimenti serve a poco”. Soddisfatti anche i Giovani impenditori del Mezzogiorno di Confindustria: “E’ un provvedimento utile – dice il presidente Lorenzo Pagliuca – che giudico positivamente, e che credo vada nella direzione giusta di permettere a tanti giovani di trasformare un’ idea in un’ azienda”. Secondo Pagliuca il provvedimento “è un primo passo, ma accanto a questo va fatto qualcosa per quanto riguarda l’ accesso al credito per queste giovani imprese. Io credo che si debba trovare un punto di equilibrio -conclude Pagliuca- tra quelle che sono le regole sul credito e la necessita’ di ovviare a quelli che possono essere i limiti di una giovane impresa, che, in quanto tale, non ha una storia alle spalle da far valere”. Plaude alla norma Luigi Bobba del Pd, vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera: “Il provvedimento dimostra che l’ Italia sta facendo grossi passi in avanti sul problema della disoccupazione e soprattutto di quella giovanile. Il governo ha intrapreso una delle strade migliori per un buon inserimento dei giovani nel circuito della crescita lavorativa, offrendogli finalmente nuove opportunità”. “Non bisogna fermarsi a questo primo risultato -aggiunge- ma andare avanti con altri provvedimenti ad hoc in favore dell’ occupazione giovanile, aumentando anche la competitività con altri Paesi. Non si deve permettere all’ Italia di perdere un terzo dei giovani tenendoli congelati in frigo. Sarebbe una perdita secca di capitale umano. Si potrebbe, ad esempio, pensare a piani più strutturati che finalizzino in questo senso le risorse provenienti dalla lotta all’ evasione”.
Il Resto del Carlino, 23/08/2012 08:52
Benzina oltre il muro dei 2 euro Stangata servita, anche a tavola PDF
consumatori all’ attacco: rincari per 768 euro all’ anno.
Achille Perego MILANO CONTROESODO con la stangata-benzina. Puntuale, come gli orologi svizzeri, alla vigilia del grande rientro degli italiani dalle ferie è arrivata la raffica di rincari dei prezzi dei carburanti. Così la benzina ha toccato il nuovo massimo storico di oltre 2 euro al litro sulla rete ordinaria, fuori cioè dalle autostrade dove quel picco era già stato raggiunto la settimana scorsa. Un record registrato per la verde in modalità ?servito’ in alcune regioni (complici le maggiori addizionali locali) da Quotidiano Energia che ha rilevato le punte massime nei distributori del Centro Italia e in particolare 2,008 euro al litro in Toscana. Nel Sud invece si sono registrati i rincari maggiori per il gasolio, fino a 1,843 euro al litro. Dai dati dell’ Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo Economico emerge invece come in alcune aree di servizio (a causa del sovrapprezzo autostradale e delle accise regionali) i prezzi della benzina abbiano toccato i 2,06 euro mentre il gasolio, con un top di 1,96, si ferma a un passo dalla soglia dei 2 euro. Livelli che hanno mandato in soffitta i primati della scorsa primavera. A METTERE mano ai prezzi raccomandati sono state ieri Eni (più 1,6 centesimi al litro per la verde e un centesimo in più per il disel), Tamoil (un cent sulla verde) e Api IP (mezzo centesimo sempre sulla benzina). Tolte le punte massime, la media nazionale, secondo Quotidiano energia, è di 1,92 euro al litro per la benzina, 1,803 per il gasolio e 0,784 per il Gp. La nuova fiammata dei prezzi dovuta ai rincari del greggio (con il petrolio a 97,2 dollari il barile e addirittura a 117 per il Brent) e a cascata dei prodotti raffinati sul mercato internazionale (i cosidetti Platt’ s sono cresciuti di 4,5 centesimi nell’ ultimo periodo) ha reso la verde più cara di circa 35 centesimi al litro rispetto all’ anno scorso. E tra costi diretti per l’ acquisto di carburante (420 euro l’ anno) e costi indiretti come i trasporti (348), secondo Adusbef e Federconsumatori, il conto medio degli italiani è di 768 euro in più. La stessa cifra che una famiglia sborsa per 50 giorni di spesa alimentare. LA SITUAZIONE , aggiungono, è «insostenibile» e bisogna intervenire subito «per frenare le gravi speculazioni e modernizzare la filiera». Il caro-benzina, rincara la dose il Codacons che chiede al ministro Passera di convocare subito i petrolieri, «è evidentemente» collegato al rientro dalle vacanze «per incassare 36 milioni di euro in più» rispetto al dovuto grazie a 6 centesimi al litro di «speculazione da controesodo». Il record del prezzo della benzina (pari a quello di un chilo di pesche e il 50% in più di un litro di latte) ha portato a 120 euro il costo per fare il pieno di un’ automobile con 60 litri di serbatoio. Una cifra, avverte la Coldiretti, superiore ai 111 euro della spesa media settimanale di una famiglia. Il caro-benzina ha un effetto valanga proprio sulla spesa delle famiglie, aggrava la situazione delle imprese agricole (già provate dalla siccità) e mette a rischio la ripresa del Paese. La Cia stima in 20 euro al mese l’ aggravio del caro-carburanti sulla busta della spesa.
larepubblica.it (Roma), 23/08/2012 08:36
il caso.
Caro-scuola nei licei romani è corsa ai mercatini dei libri usati Web
per i testi obbligatori nei licei romani si arriva a spendere sino a 438 euro. sforati i tetti ministeriali. federconsumatori “il costo è aumentato del 5%”
Anche quest’ anno il caro-scuola non perdona. E per i genitori romani è già scattata la corsa ai mercatini dell’ usato per acquistare libri di seconda mano a metà prezzo. Anche perché il costo dei testi obbligatori in molti licei romani per le classi prime sfora i tetti previsti dal Ministero: 335 euro per le IV ginnasio del classico e 320 per le prime dello scientifico, con un possibile aumento del 10%. Questo sulla carta, ma nella pratica non è raro che le cifre siano più alte, soprattutto per gli studenti che cominciano il percorso liceale: i ragazzi della 1B dello scientifico Avogadro, ad esempio, dovranno sborsare 422,05 euro solo per i testi obbligatori, senza contare i libri consigliati e i dizionari, vale a dire 100 euro più del previsto. La 1C dello stesso liceo se la caverà con 397,7 euro, mentre al Gullace, il record spetta alla 1D con 399,10 euro. Non va meglio in molte IV ginnasio del classico: i ragazzi della IV C del Mamiani, ad esempio, pagheranno per i libri 394,85 euro, mentre quelli della IV B del Kant dovranno sborsare addirittura 438,2 euro. Ma anche dove le cifre, sulla carta, sono nei limiti, spesso nei fatti risultano più alte del previsto perché le liste ufficiali in molti casi non tengono conto dei costosi dizionari di greco, latino e inglese. I tetti previsti dal ministero per le classi successive alle prime sono di 193 euro al classico e 223 allo scientifico per il secondo anno, di 382 e 320 euro per il terzo, 315 e 288 euro per il quarto e di 325 e 310 euro per l’ ultimo anno. Qui gli sforamenti, c’ è da dire, sono più rari, ma bisogna tener conto del fatto che alcuni dei libri “consigliati” nei fatti diventano necessari durante l’ anno e fanno alzare anche di 100 euro o più il budget. Ecco perché, sempre più spesso, si ricorre all’ usato per risparmiare, anche se – notano i librai dello storico mercato del Lungotevere Oberdan – “il blocco delle nuove edizioni previsto dalla riforma Gelmini nei fatti non viene applicato e questo limita la disponibilità di testi di seconda mano”. Una denuncia lanciata pochi giorni fa anche dal Codacons, che osservando come i tetti di spesa ministeriali, rispetto all’ anno scorso, siano stati – seppur di poco – ritoccati al rialzo (dai 2 ai 6 euro in più a seconda del tipo di istituto), si chiede perché “il risparmio del 30% in tre anni annunciato nel 2009 dal ministero dell’ Istruzione nei fatti non si sia verificato. Secondo Federconsumatori, infatti, la spesa per i testi scolastici aumenterà del 5% rispetto al 2011, con un costo medio per alunno pari a 507 euro calcolando i libri richiesti più due dizionari. Anche per questo, fra le bancarelle del Lungotevere le prime famiglie hanno fatto capolino già nel giorno d’ apertura, una settimana fa: “Certo, non c’ è ancora il pienone – notano i librai – ma molte famiglie arrivano apposta da tutta la regione”.
larepubblica.it (Palermo), 23/08/2012 08:19
Regione, dieci in corsa alla presidenza la sfida degli outsider nome per nome Web
non solo fava, crocetta e musumeci. per palazzo d’ orleans sono in corsa altri sette candidati minori che nei programmi hanno di tutto: dalla “rivoluzione” proposta da cateno de luca, al “partito di maradona” degli anti-tasse. ecco gli sfidanti uno per uno.
L’ ultimo a scendere in campo, in nome nientemeno che di Diego Armando Maradona, è il rappresentante siciliano del movimento Anti-Equitalia, Roberto Sauerborn. All’ ultima conta salgono così a dieci i concorrenti alla poltrona di Palazzo D’ Orleans. Quando mancano 37 giorni alla chiusura dei termini per la presentazione delle liste, è record di candidati presidente della Regione. Un dato figlio della sfilacciatura delle coalizioni, ma anche dell’ avanzamento in Sicilia di movimenti e liste civiche che si ispirano all’ antipolitica. Così ai nomi di Claudio Fava appoggiato da Sel, Rosario Crocetta per il Pd e l’ Udc e Nello Musumeci per gli autonomisti e quasi tutto il centrodestra, si aggiunge uno stuolo di candidati minori, al quale dovranno presto sommarsi i nomi che rappresenteranno Italia dei valori e Futuro e Libertà. LEGGI / Musumeci candidato di Miccichè e Lombardo Il parterre di aspiranti governatori alternativi parte con Giancarlo Cancelleri, il geometra candidato del Movimento cinque stelle, che dal primo settembre farà partire la sua campagna elettorale a bordo di un camper affittato. Nelle prossime settimane sarà raggiunto dall’ ideatore del Movimento Beppe Grillo, che, si dice, potrebbe affiancare il suo pupillo siciliano per 30 giorni. Toni da “grillino” utilizza l’ aspirante governatore – attualmente deputato regionale e sindaco di Santa Teresa Riva – Cateno De Luca, candidato per Rivoluzione siciliana, che sul suo profilo Facebook ha elencato alcuni punti del suo programma: “Riduzione del 50 per cento dei costi della politica, taglio del 50 per cento delle indennità e delle pensioni dei deputati regionali e dei componenti della Giunta regionale, taglio del 50 per cento dei costi di funzionamento dell’ Assemblea regionale siciliana, pagamento delle indennità dei parlamentari e delle spese accessorie in relazione alla effettiva partecipazione alle sedute del parlamento e delle commissioni parlamentari, spese per la promozione turistica, culturale e agroalimentare”. LEGGI / Berlusconi dà il via libera a Musumeci Inizia oggi alle 18 nella sala convegni dell’ hotel Dioscuri di San Leone la campagna elettorale di Gaspare Sturzo, pronipote del fondatore dal Partito popolare don Luigi Sturzo e candidato di Italiani Liberi e Forti. Il magistrato spiegherà i motivi della nascita di questo nuovo partito, basato e ispirato al più noto zio. Qualche ora prima, alle 10, nella sala Commissioni di Palazzo dei Leoni a Messina, i Forconi e il Fronte Nazionale Siciliano – Sicilia Indipendente, ufficializzeranno l’ inizio della campagna elettorale di Mariano Ferro. Interverranno: Pippo Scianò, segretario nazionale e Fabio Cannizzaro. Ha sciolto la riserva anche Nello Di Pasquale, che nei prossimi giorni abbandonerà la poltrona di sindaco di Ragusa per candidarsi con il Movimento per la gente del presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini. E sempre in campo calcistico, Maradona ispira l’ azione del candidato governatore del movimento Anti-Equitalia, rappresentato in Sicilia da Roberto Sauerborn. L’ architetto ha incontrato negli scorsi giorni l’ avvocato del “pibe de oro” Angelo Pisani, che ha dato l’ ok alla formazione della lista. “Maradona sarà il nostro testimonial – dice Sauerborn – perché rappresenta l’ impegno dell’ avvocato Pisani contro chi subisce l’ ingiustizia di Equitalia. Diego non l’ ho mai conosciuto, ma sono stato a Napoli negli anni in cui giocava a calcio. Se volesse venire in Sicilia nel corso della campagna elettorale, non gli dirò di no”. LEGGI / Crocetta promette il voto di castità Unica donna candidata è Emilia Grasso, attualmente direttore nazionale del dipartimento affari sociali ed emarginazione del Codacons. A sponsorizzarla 33 associazioni a difesa dei cittadini, utenti, consumatori, lavoratori e ambientalisti, con in testa il movimento dei Consumatori italiani.
lastampa.it, 23/08/2012 08:04
Srl con un euro di capitale ma con la tassa di registro Web
emanati i regolamenti: notaio gratis, imposta di 168 euro.
“Sì, vabbè, a un euro, figurati!”. Il popolo dei blog si scatenò contro il governo quando aveva annunciato, all’ interno del decreto Crescitalia (siamo all’ inizio dell’ anno), che per agevolare l’ imprenditoria giovanile, sarebbe stato possibile creare delle Srl con un solo euro di capitale (contro i 10 mila necessari fino ad allora) e senza neppure le spese notarili. Ci fu, dunque, un affollamento sulle chat e sui siti degli studenti, con tanto di conteggi che dicevano che comunque “tra timbri e bolli” bisogna tirare fuori almeno 100 euro. Ora, la notizia è vera: la società “semplificata” si può costituire con un solo euro. Ma quella storia di “timbri e bolli” lamentata dai ragazzi ha un fondamento. Più avanti vi sveleremo perché. Il decreto, si diceva, è del gennaio scorso, convertito in legge a marzo. Ma la norma applicativa si attendeva in queste settimane. Ora sappiamo che c’ è, perché ne ha dato notizia il sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà, con una twittata, il cui testo recita così: “E’ finalmente possibile per i giovani fino a 35 anni costituire una srl con un solo euro di capitale. Non ci sono spese notarili. Un’ opportunità”. Per fortuna c’ è twitter che permette solo 140 caratteri, e così abbiamo capito tutto anche noi. Perché il testo del decreto, che pure abbiamo letto, è in burocratese tosto, ha un’ ampia premessa e poi un solo articolo, corredato da “avvertenza”, in cui sono contenute le specificazioni. La legge si rivolge – dunque – ai giovani con meno di 35 anni che si vogliano associare con altri coetanei per costituire una società intorno ad una idea imprenditoriale. La “società a responsabilità limitata semplificata” ha alcune caratteristiche proprie: è aperta esclusivamente a persone fisiche (e quindi non a società) che abbiano meno di 35 anni. Quando un socio compie 35 anni deve uscire dalla società, oppure bisogna trasformare la società in una forma differente. Le quote societarie non possono essere cedute a chi ha più di 35 anni. Il capitale deve essere di “almeno” un euro, e comunque non superiore ai 10 mila. Quell’ euro non va versato in banca ma nelle mani degli amministratori (che possono essere uno o più soci stessi). La costituzione della società deve avvenire presso un notaio che per questo non deve essere pagato. Sia l’ atto costitutivo sia l’ iscrizione al registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria. E per chi ha più di 35 anni? È prevista comunque la possibilità di avviare una srl (non semplificata) a capitale ridotto (meno di 10 mila euro). E la storia dei cento euro e passa come nasce? Dal fatto che è tutto vero quanto fin qui esposto, e che al notaio va mostrato un unico euro senza neppure darglielo, ma poi c’ è la tassa di registro, e quella vai a capire perché – non si può evitare: 168 euro. Svelato il mistero. La nuova norma che dovrebbe ringalluzzire l’ imprenditoria giovanile ha suscitato entusiasmi corali. Plaudono i giovani di Confindustria Sud, tramite il leader Lorenzo Pagliuca, plaudono i deputati del Pd Francesco Boccia e Mario Adinolfi, e perfino l’ ipercritico Codacons si arrende alla forza della novità. Tutti questi soggetti, tuttavia, sottolineano un problema comune: una volta fatta la società che se ne fanno i giovani se l’ accesso al credito è quello che è? Giorgio Satini della Cisl pone, infine, un’ ultima questione: vanno bene le srl a un euro, ma da sole dove vanno? Senza lavoro lo start up può approdare solo al fallimento.
La Sicilia, 23/08/2012 07:23
La solita stangata sul carolibri: 100 euro in più a famiglia PDF
Secondo un’ indagine del Codacons, anche nelle famiglie catanesi, quest’ anno si spenderanno mediamente 100 euro in più rispetto a quanto speso nel 2011, per mandare i figli a scuola. «La stangata principale – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – è dovuta ai libri, che graveranno sui bilanci familiari per 80 euro in più rispetto allo scorso anno. Più contenuto l’ aumento del corredo scolastico, 20 euro, anche se più che doppio rispetto all’ inflazione media italiana». La ragione di questo aumento sui testi scolastici dipende dall’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, dei decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, per cui si devono obbligatoriamente adottare “esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da internet”. «Questo ha costretto gli insegnanti – continua Tanasi – a cambiare libro di testo, anche perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque l’ edizione del libro, in tal modo vanificando il vecchio blocco delle edizioni che mirava ad incentivare il mercato dell’ usato»; l’ effetto immediato si ripercuoterà, ad esempio, in quelle famiglie in cui il figlio minore frequenta la stessa scuola del maggiore e con gli stessi insegnanti, ma non potrà riutilizzare i libri già in suo possesso, e sarà costretto a riacquistarli. «Ecco perché – continua Tanasi – nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva è ben superiore, anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono e degli sforamenti dei tetti. Insomma, la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, che entro i successivi tre anni, ossia entro quest’ anno, vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane». «Per tutte queste ragioni – conclude Tanasi – il Codacons ha deciso di impugnare al Tar i decreti ministeriali n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012 e chiedere la loro sospensiva». Dal canto loro, ci sono catene di ipermercati, come Auchan, che approfittano dell’ inizio del nuovo anno scolastico per impegnarsi nella salvaguardia dell’ Ambiente e della biodiversità. Dal 2010 è stata infatti creata, in collaborazione con Franco Panini Scuola, una linea di prodotti scolastici in perfetto stile WWF con immagini di bellissimi cuccioli e altri animali. L’ iniziativa ha la finalità di sostenere concretamente il progetto delle 13 Oasi naturali del WWF. Anche quest’ anno quindi, dalla fine di luglio, saranno in vendita, in tutti i 51 ipermercati Auchan in tutta Italia, il diario, l’ astuccio e lo zaino, rigorosamente tutti a marchio WWF riportanti le foto di animali in via di estinzione, come il panda, l’ orso polare, la tigre e il lupo. Acquistando un prodotto della linea WWF, Auchan devolverà una parte del suo ricavato all’ ambiente e alla tutela delle 13 Oasi WWF adottate dalla catena di ipermercati. 23/08/2012.
La Sicilia, 23/08/2012 07:23
il nuovo anno scolastico PDF
Non solo bollette, mutui, Imu, Irpef e benzina: sulle tasche delle famiglie italiane s’ annuncia un’ altra stangata, quella legata al caro-libri. Secondo alcuni calcoli, nello specifico quelli del Codacons, ogni famiglia spenderà cento euro in più anche a causa dell’ introduzione dei testi misti. 29 23/08/2012.
TGCom, 23/08/2012 07:12
Caro-benzina, il no degli italiani Web
a luglio crolla la spesa carburante.
Gli italiani spendono meno per la benzina e il gasolio. Lo scorso mese di luglio le vendite di carburanti sono diminuite del 20% rispetto al luglio 2011 , con sostanziosi danni per l’ erario (i due terzi del prezzo alla pompa finisce nelle casse dello Stato). Facile capirne la ragione: i prezzi sono cresciuti a dismisura, anche per l’ aumento dell’ accisa di 0,51 centesimi di euro proprio alla vigilia di ferragosto . foto Dal Web Una goccia certo. Significa circa 10 vecchie lire al litro in più, ma la misura è stata un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti tra governo e Automobile Club d’ Italia, il cui presidente Angelo Sticchi Damiani ha fortemente criticato la tempistica dell’ aumento: le ferie agostane. Secondo l’ associazione dei consumatori Codacons , che calcola 5 pieni di carburante medi per ogni famiglia che si permette una vacanza, il maggior esborso sarà alla fine di 158 euro rispetto all’ estate 2011 . D’ altronde lo vedono tutti gli automobilisti ogni giorno: fare il pieno, anche per chi ha un’ auto piccola di segmento B o C, costa ormai quasi 100 euro. E la benzina supera i due euro al litro.
MF, 23/08/2012 07:05
Nuovo record per la benzina Picco a 2 euro in Toscana PDF
Nuovo record per il prezzo della benzina: oltre 2 euro al litro, massimo storico per la rete ordinaria, cioè per i distributori collocati fuori dalle autostrade. È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it, che rileva le punte massime nel centro Italia e, segnatamente, in Toscana. I prezzi medi serviti sono stati ieri a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl. A livello Paese, il prezzo medio praticato per la benzina (sempre in modalità servito) va da 1,906 di Tamoil a 1,920 di Eni e TotalErg fino a 1,819 per i no logo. Per il diesel si passa da 1,797 di Esso a 1,803 di Eni , Ip e Shell (no logo a 1,695). «La situazione», spiega quotidianoenergia.it, «tiene conto della crescita delle quotazioni internazionali, il tutto alla vigilia del penultimo week-end di sconti self, che renderà sempre più divaricato l’ andamento del mercato carburanti nazionale. Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori. I presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, osservano che «con i prezzi a questi livelli si aggrava ulteriormente la situazione degli aumenti dei carburanti rispetto allo scorso anno, sia direttamente per i pieni sia per i maggiori costi di trasporto». Le associazioni rilevano un aumento per le famiglie italiane di 768 euro annui. Si tratta di «una situazione chiaramente insostenibile. Per questo è necessario intervenire al più presto per porre un freno alle gravi speculazioni, per modernizzare l’ intera filiera petrolifera ed evitando categoricamente qualsiasi nuovo aumento della tassazione». Secondo il Codacons «il prezzo medio della benzina è di almeno 6 centesimi superiore a quanto dovrebbe essere se non ci fosse questa speculazione sulle vacanze degli italiani che consentirà alle compagnie petrolifere di incassare, nel solo week-end del controesodo, almeno 36 milioni di euro in più rispetto al dovuto»; per questo il Codacons chiede che «il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, convochi immediatamente le compagnie petrolifere non solo per un forte azione di moral suasion, ma anche per annunciare provvedimenti seri per liberalizzare il mercato». Per il presidente della Faib-Confesercenti, Martino Landi, la Regione Toscana «è senz’ altro più esposta ad aumenti di prezzo perché ha un’ accisa più alta a causa dell’ alluvione dello scorso anno». Tuttavia, «il riferimento dovrebbe essere quello della media Paese, senza contare che il prezzo medio viene rilevato nei giorni lavorativi. Si tratta quindi di un dato falsato». Il presidente della Faib lancia il monito: «Attenzione a parlare di record. Il dato di oggi (ieri per chi legge, ndr) conferma la necessità di spalmare il vantaggio delle promozioni su tutta la settimana: in questo modo il prezzo sarebbe ben lontano dai 2 euro».
Il Tempo, 23/08/2012 07:05
Trattativa in corso per cercare un partner PDF
wind jet.
Nessuna comunicazione finora ai sindacati da parte della WindJet sulle intenzioni della compagnia aerea low cost dopo lo stop ai voli. Il presidente Nino Pulvirenti sabato scorso aveva annunciato che ieri avrebbe sollevato il velo sul futuro della low cost siciliana, che adesso si trova davanti ad un bivio: proseguire nell’ attività o finire commissariati. Secondo indiscrezioni vi sono più trattative in corso per trovare una soluzione: informazioni sarebbero state richieste da una decina di compagnie aeree, ma la rosa si sarebbe ristretta a un’ azienda italiana e a due grosse low cost straniere. Entro venerdì prossimo la compagnia aerea dovrà trovare una soluzione o sarà applicata la legge Prodi bis. Senza più aerei, con la licenza sospesa, con l’ annuncio ai 504 dipendenti dell’ avvio della cassa integrazione e con un debito che si aggirerebbe intorno ai 150 milioni di euro, la compagnia aerea siciliana ha bisogno di un partner che la faccia rinascere. Intanto sono in corso a Catania incontri tra rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil etnee e dei sindacati di categoria per pianificare le azioni. Alitalia comunica che«Sono stati 14 i voli speciali effettuati la notte fra il 21 ed il 22 agosto, sui quali in totale sono stati trasportati altri 958 passeggeri di WindJet. Fino a ieri mattina Alitalia ha riprotetto, in totale, 11.410 viaggiatori. Per il fermo dell’ attività della compagnia, le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra, con il Codacons che ha presentato a tutte le Procure della Sicilia un esposto-denuncia contro Windjet per truffa e appropriazione indebita dei soldi dei biglietti e insolvenza fraudolenta, per aver «concluso contratti che sapeva di non poter onorare». Adusbef e Federconsumatori sollecitano un incontro con il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, «per definire rimborsi».
Il Tempo, 23/08/2012 07:05
Benzina senza freni sfonda i 2 euro PDF
Laura Della Pasqua [email protected] Sarà un controesodo amaro per gli automobilisti. Quelli che fino a pochi giorni fa erano solo dei casi isolati ora hanno interessato intere regioni. Il prezzo della benzina sulla rete ordinaria, ha sfondato il tetto dei 2 euro al litro, il massimo storico fuori dell’ autostrada. I dati del monitoraggio di Quotidiano Energia, indicano che sono state raggiunte punte massime per la benzina a 2,008 euro/litro nel Centro Italia e in particolare in Toscana, e per il diesel fino a 1,843 euro/litro nel Mezzogiorno. A mettere mano ai prezzi raccomandati sono state Eni (+1,6 cent il litro e +1,0 sul diesel), Tamoil (+1 cent/litro solo sulla verde) e Api IP con un ritocco di 0,5 cent solo sulla benzina. A livello Paese «il prezzo medio praticato della benzina (sempre in modalità servito) va da 1,906 di Tamoil a 1920 di Eni e Totalerg (no logo a 1819). Per il diesel si passa da 1,797 di Esso a 1,803 di Eni, IP e Shell». I prezzi medi nazionali si attestano a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel, 0,784 per il Gpl. Quotidiano Energia commenta che la situazione «tiene conto della crescita delle quotazioni internazionali, il tutto alla vigilia del penultimo week end di sconti self, che renderà sempre più divaricato l’ andamento del mercato carburanti nazionale» Insomma una vera e propria stangata sul rientro dalle ferie. Adusbef e Federconsumatori calcolano che, con un aumento di 35 centesimi al litro in un anno, il caro-benzina costa oggi agli italiani in media 768 euro annui in più, tra spesa al distributore (+420 euro l’ anno) e costi indiretti (348 euro) come per l’ impatto sui costi del trasporto merci. Una «situazione – affermano in coro – chiaramente insostenibile». L’ effetto indiretto sulla busta della spesa degli alimentari, secondo le stime della Confederazione italiana agricoltori, «ha già superato i 20 euro al mese a famiglia, considerando che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento». Gli italiani spendono oggi «di più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (470 euro al mese) che per gli alimentari (467 euro al mese)», mentre «nelle campagne la situazione è drammatica. Gli imprenditori agricoli hanno visto raddoppiare in meno di un anno il prezzo del gasolio agricolo, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda». Il Codacons poi insinua il sospetto che il nuovo record sia collegato al controesodo: «si vuole sfruttare il controesodo per incassare milioni di euro in più». Esattamente, calcola l’ associazione dei consumatori, «le compagnie petrolifere incasseranno almeno 36 milioni di euro in più rispetto al dovuto». Il tema del caro carburanti entra anche nel dibattito politico. Per il Pd, dice Antonio Lirosi, le accise sui carburanti sono una «imposizione iniqua, inflattiva e depressiva» che «quindi va ridotta appena possibile». Per il Pdl «il govenro deve intervenire». I nuovi record, sottolinea Maurizio Zipponi per l’ Idv, «smentiscono per l’ ennesima volta le fesserie sulla fine della crisi che, ogni giorno, i ministri del governo Monti cercano di propinare agli italiani». Il peso delle accise è sottolineato dal prezzo industriale: per la benzina fermo a 0,769 euro, per il diesel a 0,797. Con uno stacco con l’ Europa che al netto delle tasse oggi appare praticamente azzerato, e Paesi come Spagna e Germania che hanno un prezzo al netto delle tasse superiore al nostro ma prezzi al consumo inferiori di 20-30 centesimi. Dai gestori della Faib-Confesercenti l’ invito a fare «attenzione a parlare di record» perchè – sostengono – va considerato il prezzo medio e vanno spalmati gli sconti del finesettimana.
Il Sole 24 Ore, 23/08/2012 07:03
carburanti. la verde servita tocca 2,051 euro al litro lungo la milano serravalle – la francia taglierà le accise per ridurre i prezzi.
Levata di scudi sul caro-benzina PDF
politici e associazioni chiedono a passera di convocare le compagnie petrolifere le posizioni boccia (pd): «rincari sempre a ridosso del controesodo, la ue indaghi sul platt’ s» lupi e vignali (pdl): «occorre sterilizzare l’ aumento iva»
Luca Orlando Nell’ elegante stazione di servizio di Rue Saint-Antoine, a Parigi, ieri la benzina era servita a 2 euro e 5 centesimi al litro. Troppo per i francesi, tanto che il Governo ha annunciato che ci sarà presto un taglio, seppur “modesto” e “provvisorio” delle accise per limitare i prezzi. Cosa che non è invece alle viste in Italia dove sempre ieri la benzina ha raggiunto quota 2,051 nel distributore Cantalupa Ovest lungo la Milano-Serravalle, l’ impianto più costoso in Italia secondo le rilevazioni effettuate lungo la penisola. Il primato dell’ impianto Agip-Eni, massimo storico di sempre in Italia, è però destinato a resistere solo poche ore se il trend di questi ultimi giorni dovesse essere confermato, con aumenti continui per tutte le compagnie. Venerdì scorso erano “solo” una ventina le pompe autostradali con prezzi della verde servita oltre quota due euro, martedì 54, ieri ben 79. Livelli che preoccupano le famiglie, abbattono i consumi e la voglia di prendere l’ auto e che inevitabilmente provocano reazioni a pioggia dalla politica, dalle associazioni di categoria e dei consumatori, poco convinte della “inevitabilità” degli aumenti pur in presenza di quotazioni internazionali del greggio a livelli record. Per il Codacons, che chiede al ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, una convocazione urgente delle compagnie, è evidente che i rincari siano collegati al controesodo. Per l’ associazione «il prezzo medio della benzina è di almeno 6 centesimi di euro superiore a quanto dovrebbe essere se non ci fosse questa speculazione e questo consentirà alle compagnie di incassare, nel solo week-end del controesodo, almeno 36 milioni di euro oltre il dovuto». Proteste anche da Federconsumatori e Adusbef. In un anno – stimano le associazioni – gli aumenti valgono ben 768 euro. «Il nuovo record è insostenibile per le tasche delle famiglie, che accusano doppiamente i continui rincari – afferma in una nota Cia-Confederazione italiana agricoltori -. Oltre al capitolo trasporti a lievitare è il budget dei prodotti alimentari che viaggiano nel 90% dei casi su gomma. Finora l’ aggravio sulla busta della spesa ha già superato 20 euro al mese a famiglia». Preoccupata anche Coldiretti secondo cui alle famiglie il pieno costa ormai più della spesa alimentare settimanale. Riempire un serbatoio di 60 litri – ragiona l’ associazione – costa ormai più di 120 euro, importo superiore ai 111 euro che mediamente le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa secondo l’ Istat. Sul fronte politico, la Lega ieri ha ribadito la proposta di tornare a prezzi amministrati. «L’ insostenibilità del prezzo dei carburanti – afferma il vicepresidente dei senatori leghisti Roberto Mura – sta mandando in malora la filiera industriale e mette a durissima prova le famiglie, mettere un tetto al prezzo è l’ unico modo per uscire da questa situazione». Per i deputati Pdl Maurizio Lupi, vice presidente della Camera, e Raffaello Vignali, vice presidente della commissione Attività produttive della Camera «l’ aumento del prezzo della benzina oltre 2 euro al litro è inaccettabile sia per l’ effetto sui conti delle famiglie sia per l’ impatto sui costi del sistema manifatturiero. Chiediamo al presidente Monti e al ministro Passera, che hanno già mostrato sensibilità per questo gravissimo problema, di procedere immediatamente alla sterilizzazione della quota marginale dell’ Iva, che moltiplica il prezzo del carburante a partire dal prezzo del brent». In allarme anche il Pd, con Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche di Montecitorio, che chiede a Passera la convocazione urgente delle compagnie. «Servono chiarimenti – afferma Boccia – su aumenti che vengono decisi sempre in prossimità di esodi e controesodi estivi. In particolare deve essere fatta chiarezza sull’ andamento delle quotazioni Platt’ s in base alle quali le compagnie determinano il prezzo dei carburanti. Chiediamo un intervento della commissione europea per valutare la reale indipendenza della società che determina tali quotazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA SUL SOLE DI IERI L’ anticipazione. Sul Sole 24 Ore di ieri la mappa degli aumenti della benzina nel primo giorno dei rincari che hanno portato i prezzi della verde servita oltre i 2 euro al litro in molti distributori della rete autostradale.
Corriere della Sera, 23/08/2012 07:01
i prezzi i rincari d’ agosto.
Euro debole e tasse pesanti La benzina batte tutti i record PDF
oltre 2 euro sulla rete ordinaria. il picco in toscana.
ROMA – Sopra i due euro al litro. Con punte massime di 2,008. A questo nuovo record è arrivato ieri il costo della benzina sulla rete ordinaria, ovvero nei distributori fuori dalle autostrade. Non accade ovunque, naturalmente, Quotidiano energia segnala questi prezzi «nel centro e, segnatamente, in Toscana» e non si riferisce al self service ma al «servito». In ogni caso, il nuovo record, complice il gioco delle addizionali e il cambio dell’ euro, fa schizzare al primo posto tra i problemi economici che affliggono le famiglie italiane, e di conseguenza nel dibattito politico, la questione del caro-carburanti. Secondo Quotidiano energia la vera novità è proprio questa impennata dei costi sulla rete ordinaria, i distributori in città o sulle strade provinciali, un’ impennata che manda «in soffitta i primati della scorsa primavera». A «ritoccare» i prezzi raccomandati sono state ieri Eni, con un +1,6 centesimi a litro e +1,0 sul diesel); Tamoil, con +1 centesimi al litro solo sulla verde e Api Ip con uno 0,5 centesimi in più solo sulla benzina. Ecco allora che in alcune regioni del centro Italia e soprattutto in Toscana, la benzina è salita fino a 2,008 euro al litro mentre il record del diesel, 1,843 euro al litro, è stato registrato al Sud. Su un campione nazionale di stazioni di servizio, la media era ieri di 1,920 euro per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl. A livello Paese «il prezzo medio praticato della benzina (sempre in modalità servito) – scrive Quotidiano energia – va da 1,906 di Tamoil a 1,920 di Eni e Totalerg (no logo a 1,819). Per il diesel si passa da 1,797 di Esso a 1,803 di Eni, IP e Shell (no logo a 1,695)». «Inaccettabile l’ aumento del prezzo della benzina oltre i 2 euro al litro, sia per l’ effetto sui conti delle famiglie sia per l’ impatto sui costi del sistema manifatturiero», protestano i deputati del Pdl Maurizio Lupi e Raffaello Vignali e chiedono al presidente del Consiglio Monti e al ministro Corrado Passera di intervenire rapidamente per «sterilizzare» la quota marginale dell’ Iva che fa aumentare il prezzo della benzina. Fa sfoggio di ironia il collega senatore Raffaele Lauro (Pdl), secondo il quale «dopo le visioni miracolose, a Rimini, sulla fine della crisi, il ministro dello Sviluppo economico, san Corrado Passera, imponga le mani e dimezzi ad un euro il prezzo della benzina, senza convocare inutili riunioni con i petrolieri, a dispetto di chi si attarda a ricordargli le sue passate responsabilità di banchiere». Le famiglie italiane e la filiera industriale agroalimentare del Paese non ce la fanno più, riprende il senatore della Lega Roberto Mura che vuole «mettere un tetto al prezzo dei carburanti» ed esorta il governo ad «una prova di coraggio, iniziando ad abbattere le accise dal 1936 al 2006. Recupereremmo così un 20 per cento che può dare una boccata d’ ossigeno alle tasche dei contribuenti». Insorgono da altre sponde politiche anche Francesco Boccia del Pd, che ritiene «velleitario parlare di ripresa con il prezzo della benzina a 2 euro al litro, dal momento che i carburanti sono alla base della produzione di molte merci e del loro trasporto», e Antonio Di Pietro dell’ Idv, che denuncia «il governo dei banchieri che fa piangere i cittadini e le imprese e fa sorridere solo le grandi compagnie petrolifere». Le associazioni dei consumatori stanno già facendo i conti in tasca agli italiani: il Codacons chiede che Passera convochi «immediatamente le compagnie petrolifere» mentre Federconsumatori e Adusbef sostengono che con i nuovi rincari «le famiglie spenderanno 768 euro in più all’ anno». Questo perché al distributore l’ italiano medio tirerà fuori dal portafogli 420 euro in più ma a causa del prezzo della benzina ci saranno «maggiori esborsi dovuti agli aumenti indiretti, soprattutto per il trasporto delle merci, pari a ben 348 euro annui». Il totale fa appunto 768. Si difende la Faib-Confesercenti che respinge gli allarmismi e spiega che «la settimana scorsa il picco è stato in autostrada, anche se il superamento dei 2 euro al litro è stato rilevato solo su 2 o tre impianti dei 450 esistenti. Questa volta, occorre vedere sui 24 mila impianti della rete ordinaria, in quanti hanno superato la soglia». Inoltre, «la Toscana è più esposta ad aumenti di prezzo perché ha un’ accisa più alta a causa dell’ alluvione dello scorso anno». Mariolina Iossa RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Gazzetta dello Sport, 23/08/2012 07:01
prezzi boom il record raggiunto alla vigilia del penultimo weekend di sconti. e i consumatori avvertono: «dal caro-carburante +768 euro l’ anno»
La benzina sfonda quota 2 euro Mai tanto alta fuori dall’ autostrada PDF
FILIPPO CONTICELLO Sottile psicologia, anche se di mezzo ci sono solo pompe di benzina. Ieri è circolato un dato che allarma l’ esercito dei consumatori perché una soglia psicologica è stata di colpo sfondata: in Italia ci sono delle stazioni in cui la benzina costa più di due euro. Il riferimento è alla rete ordinaria, quella fuori dalle rotte autostradali, ed è un record: un «massimo storico» in gergo tecnico. Emerge dai dati diffusi ieri dal monitoraggio di Quotidiano Energia ed è successo in alcune regioni, con punte massime a 2,008 al litro, «nel centro Italia e in Toscana». Per mandare in soffitta i vecchi primati, è servito il gioco delle addizionali regionali. In ogni caso, ieri hanno messo mano ai prezzi Eni (+1,6 centesimi al litro sulla verde e +1 sul diesel), Tamoil (+1 sulla verde) e IP (+0,5, sempre sulla verde). Allargando il campo a un campione di stazioni rappresentative del Paese, ecco una lista di prezzi medi nella stessa giornata: 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl. Il Codacons ha, comunque, intravisto una motivazione precisa nei rincari: «Si vuole sfruttare il controesodo». Si può risparmiare Come spesso accade, la consolazione trova dimora nel weekend: nonostante il nuovo record, qualcuno sorriderà mettendo la freccia al benzinaio. Continuano, infatti, le promozioni estive, ma a patto di fare il pieno da soli. Ad esempio, proseguono per il nono (e penultimo) fine settimana negli Eni Iperself: dalle 13 di sabato andranno avanti fino alle 7 di lunedì, con tariffe fisse nelle 3200 stazioni che partecipano (1,59 per il diesel, 1,69 per la verde). Anche Q8 non si sottrae alla guerra degli sconti con tariffe simili, mentre Esso ha puntato a un taglio di 21 centesimi. Per trovare invece risparmi di settimana, in tanti si indirizzano alle pompe low cost, quelle senza marchio: si riesce a spuntare dagli 8 ai 10 centesimi in meno per litro. In ogni caso, i consumatori preferiscono concentrarsi sui costi salati: tra quelli diretti per l’ acquisto di carburanti (+420 euro l’ anno), e quelli indiretti (348 euro per l’ impatto sul trasporto merci), il caro-benzina costa agli italiani in media 768 euro in 12 mesi. Adusbef e Federconsumatori fanno notare che è la stessa cifra che una famiglia sborsa per 50 giorni di spesa: psicologia pure questa. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ragusa Oggi, 23/08/2012 06:33
una famiglia quest’ anno spenderà mediamente 100 euro in più rispetto al 2011 per mandare i figli a scuola.
CODACONS: I LIBRI MULTIMEDIALI MANDANO IN SOFFITTA I LIBRI USATI E FANNO ANDARE IN TILT I BILANCI FAMILIARI Web
Caro scuola. Una famiglia quest’ anno spenderà mediamente 100 euro in più rispetto a quanto speso nel 2011 per mandare i figli a scuola. La stangata principale – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale CODACONS – è dovuta ai libri, che graveranno sui bilanci familiari per 80 euro in più rispetto allo scorso anno. Più contenuto l’ aumento del corredo scolastico, 20 euro, anche se più che doppio rispetto all’ inflazione media italiana. La ragione di questo mega aumento sui libri dipende dall’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Le istituzioni scolastiche, per i decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, devono obbligatoriamente adottare “esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da internet”. Questo ha costretto gli insegnanti – continua Tanasi- a cambiare libro di testo, anche perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque l’ edizione del libro, in tal modo vanificando il vecchio blocco delle edizioni che mirava ad incentivare il mercato dell’ usato. Un vero colpo basso per il risparmio delle famiglie. Il multimediale, insomma, ha mandato in soffitta i libri usati e costretto ad acquistare nuove edizioni. Da qui la stangata. Molti genitori, ad esempio, nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore e con gli stessi insegnanti, non hanno potuto utilizzare i libri già in loro possesso e sono stati costretti a riacquistarli. Ecco perché, nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva è ben superiore, anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono e degli sforamenti dei tetti. Insomma, la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, che entro i successivi tre anni, ossia entro quest’ anno, vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane. Per tutte queste ragioni – conclude Tanasi – il CODACONS ha deciso di impugnare al Tar i decreti ministeriali n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012 e chiedere la loro sospensiva.
mauro vargetto
Giornale di Sicilia (ed. Caltanissetta), 23/08/2012 06:17
le reazioni.
I dati emergono dal monitoraggio di Quotidiano Energia. I prezzi medi nazionali si attestano a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl. PDF
il primo ministro francese, jean-marc ayraultfoto epa.
Codacons Passerachiami le compagnie petrolifere…La benzina ha sfondato il muro dei due euro al litro. il massimo storico ed il superamento di una soglia che sembrava l’ unica salvaguardia ormai rimasta a difesa del consumatore. Lo sottolinea in una nota il Codacons, per il quale è evidente che si vuole sfruttare il controesodo per incassare milioni di euro in più. Per l’ associazione di consumatori, infatti, il prezzo medio della benzina è di almeno 6 centesimi di euro superiore a quanto dovrebbe essere. Per questo il Codacons chiede che il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera convochi oggi stesso le compagnie petrolifere.
Messaggero Veneto (ed. Pordenone), 23/08/2012 06:05
E’ allarme sovraffollamento al Marchesini PDF
in una classe quinta si contano anche 32 studenti. intanto debutta il nuovo indirizzo turistico.
SACILE Il Codacons le chiama classi-pollaio: ci sono 32 studenti nella quinta articolata dell’ indirizzo aziendale-turistico ex Flora, a Sacile. Un anno fa erano 34 ragazzi. Nelle lezioni di italiano e materie comuni dell’ Ipsc portavano i banchi in aula magna nell’ Isis Marchesini. Ritorno a scuola con emergenza, nel dossier-affollamento 2012-2013. Il check-up all’ istruzione fa il punto sulle nuove classi-pollaio: 30 alunni nelle terze della ragioneria e in una prima classe. I bocciati negli esami di riparazione, poi, potrebbero aumentare i totali. «Aumentano gli alunni – sono contenti i docenti in via Stadio – e partiamo con l’ indirizzo turistico 2012-2013. Sarà una risorsa anche per la città. Segnali positivi, non fosse per il sovraffollamento. E perdiamo le titolarità del dirigente e del direttore dei servizi amministrativi». Il problema delle classi-pollaio è didattico, oltre che di debito d’ ossigeno. «Su 30 allievi – dicono i professori di materie tecnico-scientifiche – si perde il 30 per cento. E’ impossibile seguirli tutti, con interventi individualizzati, se hanno difficoltà di apprendimento». Il Codacons aveva segnalato l’ alto rischio di classi-pollaio. Un anno fa a Cordenons c’ era stato il caso di una terza classe con 32 studenti sui banchi e si è riusciti ad arrivare a 31 alunni in aula. Invece, le prime classi di 30 banchi nel liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento sono da tre anni uno standard. «Ammassati 32 ragazzi in aule fuori norma che alzano il tasso dell’ insicurezza nelle scuole provinciali – aveva dato fuoco alla polveriera delle polemiche Adriano Zonta, della Flcgil, che replica per il 2012 -. I ragazzi bocciati devono essere accolti, ma creano le classi-pollaio. Se i capi di istituto chiedono lo sdoppiamento delle classi, due volte su tre hanno risposta negativa dall’ ex Provveditorato». In altre scuole dell’ infanzia ed elementari ci sono 27 o 28 baby-scolari. Poi, scende di numero l’ organico dei bidelli e fa il paio con il calo della sorveglianza. «Servono lavoratori socialmente utili a contratto – dicono i bidelli – per risolvere il gap di lavoro. Ma non sono ancora stati nominati degli enti locali». L’ incognita dei risultati degli esami di riparazione, in calendario a fine agosto, potrebbe alzare le quote: con i bocciati. La nuova pattuglia dei ragazzi respinti nelle superiori, aumenterebbe l’ affollamento delle classi. La stangata cambia i numeri in organico e alza il via-vai tra i banchi, è uno dei problemi da tenere sotto controllo. “L’ altro gap: le reggenze – dicono allo sportello di via Carli -. Dirigente e direttore di segreteria part-time tutto l’ anno nel Marchesini”.(c.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Provincia di Varese, 23/08/2012 05:55
Una vera stangata per i figli a scuola Beffa degli e-book PDF
l’ introduzione della versione web obbligatoria sta ostacolando il mercato dei libri di testo usati zaini, astucci e diari: conto di 82 euro a famiglia.
Quest’ autunno la cartella scolastica “peserà”, libri esclusi, più di 82 euro in media a famiglia lombarda. A dirlo è un’ indagine della Camera di commercio di Monza e Brianza. Questo è vero se lo studente non necessita di uno zaino nuovo. In cima alla lista Lo testimoniano i prezzi verificati nei giorni scorsi in alcune cartolerie e supermercati varesini, dove solo gli zaini più gettonati hanno un costo che varia dai 49,90 ai 90 euro. Ci sono i trolley, per evitare che il peso dello zaino gravi sulle spalle dello studente, che da Buffetti raggiungono appunto i 90 euro, oppure l’ ultima edizione dello zaino di Hello Kitty in vendita a 80 euro, che ha registrato il tutto esaurito. «Lo zaino di Hello Kitty, così come l’ astuccio – commentano dalla Stamperia -, è sempre molto richiesto dalle femminucce. I maschietti richiedono, di solito, quello delle proprie squadre di calcio del cuore». Poi ci sono gli zaini “normali”, come ad esempio quelli della Seven o dell’ Eastpak o dei beniamini dei cartoni animati: anche qui le cifre oscillano dai 50 ai 75 euro. Se lo studente si accontenta di uno zaino non griffato o di un modello facente parte di edizioni passate allora le cifre si abbassano. All’ Iper, all’ Esselunga, al Tigros si possono trovare zaini a partire da 19,90. La Stamperia, per i più piccini, ad esempio ha in promozione lo zaino di Cars a 34,50 euro. Bisogna, poi, pensare all’ astuccio: sino alla terza elementare la scuola richiede l’ utilizzo di quelli a tre piani già attrezzati di tutto. Anche qui, i prezzi oscillano dai 19,90 euro dell’ Iper, ai 24,90 euro per quello di BenTen al Tigros, ai 30 euro in alcune cartolerie. Aggiungiamo il set di quadernoni da 10, le penne cancellabili, il diario e per i più grandi il materiale per il disegno tecnicoe la soglia dei 150 euro è facilmente superata. Per una confezione da 24 di tempere Giotto si spendono altre 12,99 euro. Per una confezione di pennarelli da 12 non si scende mai al dia sotto dei 2 euro, sino a arrivare a sborsare 9,90 per una scatola di Stabilo a punta fine. La scelta delle penne è impresa ardua: ci sono le normali Bic a 0,50 euro, la stenografica e la stilografica a 7 euro, le Frixion a 4,50. Non dimentichiamoci dei grembiulini per chi frequenta la scuola primaria. All’ Iper si passa dai 7,90 euro per quelli neri e blu, ai 19,90 per i grembiuli nei più chic con la possibilità di personalizzarli con il proprio nome allo stand Arti e Mestieri. In prima e seconda Coloro che non badano a spese sembrano essere i genitori dei bimbi che affrontano la prima e la seconda elementare. «Anche chi non se lo può permettere, non fa mancare nulla al proprio pargolo – spiega il titolare della cartoleria Buffetti -, piuttosto chiedono aiuto ai nonni. Le spese per il corredo scolastico di uno studente della scuola elementare e delle medie si equivalgono, soprattutto se in prima media si cambia lo zaino. Iniziano a diminuire con le scuole superiori perchè i ragazzi si arrangiano con un astuccio modello tombolino (17 euro circa), dei block notes e il diario». Il passaggio al digitale La stangata principale rimane legata ai libri, che graveranno sui bilanci familiari per 80 euro in più rispetto allo scorso anno. La ragione di questo mega aumento sui libri – denuncia il Codacons – dipende dall’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Le istituzioni scolastiche, per i decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, devono obbligatoriamente adottare «esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da internet». Questo ha costretto gli insegnanti a cambiare libro di testo, anche perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque l’ edizione del libro, in tal modo vanificando il vecchio blocco delle edizioni che mirava ad incentivare il mercato dell’ usato. Un vero colpo basso per il risparmio delle famiglie. © riproduzione riservata.
Il Messaggero (ed. Latina), 23/08/2012 05:52
di FRANCESCA BALESTRIERI Manca meno di un mese all’ apertura delle scuole e quest’ anno … PDF
di FRANCESCA BALESTRIERI Manca meno di un mese all’ apertura delle scuole e quest’ anno più che mai le famiglie si adoperano per risparmiare qualcosa sull’ acquisto dei libri, un conto sempre più pesante. Ma non sono solo i libri a preoccupare le famiglie: passando per le vetrine del centro di Latina si possono già vedere le offerte: dal grembiule griffato fino agli zaini, astucci, quaderni, penne e matite. Il rincaro previsto per ogni famiglia è del 3,2% circa, con una spesa per alunno che si aggira sui 995 euro tra libri e corredo. Gli aumenti del materiale scolastico e dei tetti dei libri di testo della scuola dell’ obbligo, arrivano fino a 44 euro a studente, a seguito dei due decreti introdotti lo scorso mese di maggio. Secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa del materiale passerà da 461 euro dello scorso anno ai 488 di quest’ anno (+6%). Secondo il sito studentesco Skuola.net ci sono comunque diverse possibilità per risparmiare qualcosa: «Controllare che la scuola abbia rispettato i tetti di spesa stabiliti dal Miur; prediligere gli e-book; acquistare i testi presso i grandi magazzini, on-line o usati; cercare di risparmiare sulla cartoleria evitando le marche troppo costose». Da segnalare anche l’ iniziativa avviata un paio di anni fa dal Codacons: il portale «Libri Gratis»: per accedere al database basta registrarsi gratuitamente, consultare gli annunci pubblicati o inserirne di nuovi. Per cercare di rendere più sostenibile la situazione, da 14 anni ad Aprilia, l’ associazione Amici della Freccia organizza il Mercatino del libro scolastico usato. La nuova sede per questa edizione, è in via Grazia Deledda presso la libreria «Calimero». I ragazzi dell’ associazione sono già a disposizione per la compravendita dei libri usati, il metodo è semplice: l’ associazione acquista direttamente i testi scolastici portati dall’ utenza pagando in contanti. I volumi vengono valutati 1/4 del prezzo di copertina, la vendita, invece, sarà effettuata applicando lo sconto del 45% dal prezzo. Da quest’ anno c’ è un’ altra novità relativa alle file, spesso molto lunghe: «Saremo noi ? spiega il presidente Yuri Pasqualotto ? a inviare un sms ai clienti quando i libri saranno disponibili». Al mercatino si trovano i testi in uso nelle scuole medie inferiori e superiori di Aprilia, Latina, Anzio, Nettuno, Cisterna, Velletri e Pomezia. Per informazioni: 327.2040901. Ma non è l’ unico modo per risparmiare perché per chi volesse acquistare testi nuovi è disponibile uno sconto del 10-15% su quasi tutti i siti specializzati che promuovono anche la spedizione gratuita, come a dire: la crisi c’ è e si vede, quindi cerchiamo di aiutare le famiglie in difficoltà. RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Provincia di Lecco, 23/08/2012 05:51
«Non è l’ albergo del depliànt Ferie rovinate» PDF
Albavilla Prigioniere di una vacanza non loro, diversa da quella immaginata nel luogo e nelle modalità, colpa di un catalogo che prometteva molto di più di quanto trovato a Port El Kantaoui, complesso turistico a nord di Sousse in Tunisia. La distanza tra il villaggio da sogno con cui le due albavillesi si lustravano gli occhi da marzo e quanto trovato sta tutta nel nome: la prenotazione – dicono – era per il resort El Mouradi club di Port El Kantaoui, in realtà si sono trovate nell’ Hotel El Mouradi Port. Piccole differenze nel nome, grandi differenze nei contenuti, tali da chiedere a gran voce il ritorno a casa, lontane da una vacanza non loro. Un ritorno a casa che, per Simona Masciadri ed Erica Venzo , non è possibile e non resta quindi che rassegnarsi e vivere una settimana “prigioniere” di una vacanza. «Il villaggio non è quello che avevamo scelto all’ agenzia, è diverso in peggio, ma c’ è anche un problema di sicurezza – spiega Simona Masciadri -. Non c’ è nessun controllo ed è difficile rimanere qui in questo modo, ma in genere si tratta di una bettola: sporco, con bagni improponibili, i gatti in sala da pranzo. Semplicemente non è la struttura che avevamo prenotato già a marzo, e non a poco, a 800 euro a testa con il viaggio per una settimana». «Sul depliant – dicono le due albavillesi – c’ era un tipo di struttura nuova, con animazione italiana, e stanze e bagni di buon livello, qui siamo in hotel vecchio che cade a pezzi equiparabile ad una struttura di una stella in Italia. Non è lo stesso nome e non è la nostra prenotazione, siamo in una ventina in questa situazione e vogliamo tornare a casa, ma per farlo dovremmo prendere un taxi fare oltre mille chilometri e pagare più di trecento euro di volo. Per di più il tour operator “I viaggi del turchese” ci ha detto che non potevamo cambiare struttura perché, finito il Ramadan, è tutto pieno, l’ agenzia “Albavillaviaggi” dove avevamo prenotato ha ammesso perlomeno il disguido». Il tour operator contattato ieri precisa che non rilascia dichiarazioni, mentre dall’ agenzia turistica di Albavilla il titolare Paolo Battilotti e una delle dipendenti spiegano che si è fatto di tutto per trovare una scappatoia per le due ragazze, aprendo persino l’ agenzia chiusa per ferie proprio per assistsrle, ma che l’ errore è del tour operator, ma la ricerca di soluzioni alternative è stata scartata dallo stesso perché l’ hotel dove soggiornano le due ragazze viene ritenuto di pari livello. «Quest’ anno il Codacons in tutta Italia ha avuto circa 10mila segnalazioni di piccoli o grandi disguidi per i vacanzieri, mille in meno dello scorso anno – spiega Mauro Antonelli , presidente del Codacons Como -. In questi casi appena tornati si deve inviare la lamentela con una raccomandata con ricevuta di ritorno entro dieci giorni chiedendo un risarcimento e, se è il caso, un indennizzo al tour operator. Già sul luogo della vacanza, inoltre, si debbono avvertire sia il referente sul posto che l’ agenzia, recuperare filmati e foto della struttura e nel caso rivolgersi ad un avvocato o ad un’ associazione per la difesa dei consumatori». Giovanni Cristiani © riproduzione riservata.
La Provincia di Como, 23/08/2012 05:47
«Non è l’ albergo del depliànt Ferie rovinate» PDF
Albavilla Prigioniere di una vacanza non loro, diversa da quella immaginata nel luogo e nelle modalità, colpa di un catalogo che prometteva molto di più di quanto trovato a Port El Kantaoui, complesso turistico a nord di Sousse in Tunisia. La distanza tra il villaggio da sogno con cui le due albavillesi si lustravano gli occhi da marzo e quanto trovato sta tutta nel nome: la prenotazione – dicono – era per il resort El Mouradi club di Port El Kantaoui, in realtà si sono trovate nell’ Hotel El Mouradi Port. Piccole differenze nel nome, grandi differenze nei contenuti, tali da chiedere a gran voce il ritorno a casa, lontane da una vacanza non loro. Un ritorno a casa che, per Simona Masciadri ed Erica Venzo , non è possibile e non resta quindi che rassegnarsi e vivere una settimana “prigioniere” di una vacanza. «Il villaggio non è quello che avevamo scelto all’ agenzia, è diverso in peggio, ma c’ è anche un problema di sicurezza – spiega Simona Masciadri -. Non c’ è nessun controllo ed è difficile rimanere qui in questo modo, ma in genere si tratta di una bettola: sporco, con bagni improponibili, i gatti in sala da pranzo. Semplicemente non è la struttura che avevamo prenotato già a marzo, e non a poco, a 800 euro a testa con il viaggio per una settimana». «Sul depliant – dicono le due albavillesi – c’ era un tipo di struttura nuova, con animazione italiana, e stanze e bagni di buon livello, qui siamo in hotel vecchio che cade a pezzi equiparabile ad una struttura di una stella in Italia. Non è lo stesso nome e non è la nostra prenotazione, siamo in una ventina in questa situazione e vogliamo tornare a casa, ma per farlo dovremmo prendere un taxi fare oltre mille chilometri e pagare più di trecento euro di volo. Per di più il tour operator “I viaggi del turchese” ci ha detto che non potevamo cambiare struttura perché, finito il Ramadan, è tutto pieno, l’ agenzia “Albavillaviaggi” dove avevamo prenotato ha ammesso perlomeno il disguido». Il tour operator contattato ieri precisa che non rilascia dichiarazioni, mentre dall’ agenzia turistica di Albavilla il titolare Paolo Battilotti e una delle dipendenti spiegano che si è fatto di tutto per trovare una scappatoia per le due ragazze, aprendo persino l’ agenzia chiusa per ferie proprio per assistsrle, ma che l’ errore è del tour operator, ma la ricerca di soluzioni alternative è stata scartata dallo stesso perché l’ hotel dove soggiornano le due ragazze viene ritenuto di pari livello. «Quest’ anno il Codacons in tutta Italia ha avuto circa 10mila segnalazioni di piccoli o grandi disguidi per i vacanzieri, mille in meno dello scorso anno – spiega Mauro Antonelli , presidente del Codacons Como -. In questi casi appena tornati si deve inviare la lamentela con una raccomandata con ricevuta di ritorno entro dieci giorni chiedendo un risarcimento e, se è il caso, un indennizzo al tour operator. Già sul luogo della vacanza, inoltre, si debbono avvertire sia il referente sul posto che l’ agenzia, recuperare filmati e foto della struttura e nel caso rivolgersi ad un avvocato o ad un’ associazione per la difesa dei consumatori». Giovanni Cristiani © riproduzione riservata.
La Repubblica, 23/08/2012 05:44
Caro scuola, è corsa ai mercatini dei libri usati PDF
per i testi obbligatori nei licei romani si arriva a spendere sino a 438 euro.
ANCHE quest’ anno il caro- scuola non perdona. E per i genitori romani è già scattata la corsa ai mercatini dell’ usato per acquistare libri di seconda mano a metà prezzo. Anche perché il costo dei testi obbligatori in molti licei romani per le classi prime sfora i tetti previsti dal Ministero: 335 euro per le IV ginnasio del classico e 320 per le prime dello scientifico, con un possibile aumento del 10%. Questo sulla carta, ma nella pratica non è raro che le cifre siano più alte, soprattutto per gli studenti che cominciano il percorso liceale: i ragazzi della 1B dello scientifico Avogadro, ad esempio, dovranno sborsare 422,05 euro solo per i testi obbligatori, senza contare i libri consigliati e i dizionari, vale a dire 100 euro più del previsto. La 1C dello stesso liceo se la caverà con 397,7 euro, mentre al Gullace, il record spetta alla 1D con 399,10 euro. Non va meglio in molte IV ginnasio del classico: i ragazzi della IV C del Mamiani, ad esempio, pagheranno per i libri 394,85 euro, mentre quelli della IVB del Kant dovranno sborsare addirittura 438,2 euro. Ma anche dove le cifre, sulla carta, sono nei limiti, spesso nei fatti risultano più alte del previsto perché le liste ufficiali in molti casi non tengono conto dei costosi dizionari di greco, latino e inglese. I tetti previsti dal ministero per le classi successive alle prime sono di 193 euro al classico e 223 allo scientifico per il secondo anno, di 382 e 320 euro per il terzo, 315 e 288 euro per il quarto e di 325 e 310 euro per l’ ultimo anno. Qui gli sforamenti, c’ è da dire, sono più rari, ma bisogna tener conto del fatto che alcuni dei libri “consigliati” nei fatti diventano necessari durante l’ anno e fanno alzare anche di 100 euro o più il budget. Ecco perché, sempre più spesso, si ricorre all’ usato per risparmiare, anche se – notano i librai dello storico mercato del Lungotevere Oberdan – «il blocco delle nuove edizioni previsto dalla riforma Gelmini nei fatti non viene applicato e questo limita la disponibilità di testi di seconda mano». Una denuncia lanciata pochi giorni fa anche dal Codacons, che osservando come i tetti di spesa ministeriali, rispetto all’ anno scorso, siano stati – seppur di poco – ritoccati al rialzo (dai 2 ai 6 euro in più a seconda del tipo di istituto), si chiede perché «il risparmio del 30% in tre anni annunciato nel 2009 dal ministero dell’ Istruzione nei fatti non si sia verificato. Secondo Federconsumatori, infatti, la spesa per i testi scolastici aumenterà del 5% rispetto al 2011, con un costo medio per alunno pari a 507 euro calcolando i libri richiesti più due dizionari. Anche per questo, fra le bancarelle del Lungotevere le prime famiglie hanno fatto capolino già nel giorno d’ apertura, una settimana fa: «Certo, non c’ è ancora il pienone – notano i librai – ma molte famiglie arrivano apposta da tutta la regione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
sara grattoggi
La Stampa, 23/08/2012 05:42
la crisi la corsa dei prezzi.
La benzina brucia record Più di 2 euro per un litro PDF
gasolio a 1,84. in un anno la spesa per il pieno ha fatto +420 euro consumi giù del 10%. la francia taglia le tasse sui carburanti.
Il primo ministro francese Ayrault annuncia una prossima diminuzione, sia pure «modesta e provvisoria», delle tasse sulla benzina e sul gasolio per far calare i prezzi, e per di più precisa che questo provvedimento sarà preso «in attesa di istituire un meccanismo che regola i prezzi dei carburanti». Intanto in Italia la benzina tocca un nuovo record sopra i 2 euro lungo la rete ordinaria (cioè fuori dalle autostrade). Il Quotidiano Energia rileva «punte massime di 2,008 al litro in modalità servito per la verde e di 1,843 euro/litro per il diesel». A mettere mano ai prezzi sono state l’ Eni (+1,6 centesimi al litro sulla benzina e +1 sul gasolio), la Tamoil (+1 cent/litro solo sulla verde) e l’ Api Ip con +0,5 centesimi sulla benzina. La Coldiretti osserva che il record del prezzo dei carburanti «avrà un effetto-valanga sulla spesa delle famiglie in un Paese come l’ Italia dove l’ 88% delle merci viaggia su strada». Per l’ associazione di consumatori Codacons «le compagnie vogliono sfruttare il controesodo per incassare di più. Il prezzo medio della benzina è di almeno 6 centesimi superiore a quanto dovrebbe essere se non ci fosse questa speculazione sulle vacanze degli italiani. Così le compagnie petrolifere incasseranno, nel solo weekend, 36 milioni di euro in più». Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, calcolano che rispetto ad agosto dello scorso anno per la famiglia media italiana «i costi diretti in più per il carburante saranno pari a +420 euro annui, a cui si aggiungono i maggiori esborsi dovuti agli aumenti indiretti (soprattutto per il trasporto delle merci), pari a ben 348 euro annui». Il totale degli aumenti ammonta a +768 euro annui. Federconsumatori e Adusbef osservano che «è la stessa cifra che una famiglia spende mediamente per 50 giorni di spesa alimentare, secondo i dati dell’ Istat)». Trefiletti e Lannutti chiedono al governo di intervenire sulla filiera petrolifera e nell’ immediato di «evitare categoricamente qualsiasi nuovo aumento della tassazione». Ma in Italia le accise sono aumentate ancora pochi giorni fa, mentre in Francia si limano le tasse sui carburanti e ci si prepara a regolamentare i listini come annunciato dal premier Ayrault. Come prima misura urgente i consumatori chiedono al governo di convocare i petrolieri per convincerli a moderarsi. Ieri però il ministero dello Sviluppo escludeva iniziative immediate, perché «un picco di prezzi è spiacevole ma di per sé non dice nulla. Quello che dobbiamo valutare è lo scarto fra i prezzi in Italia e quelli negli altri Paesi europei. Se tale scarto risulterà marcato, la prossima settimana i petrolieri verranno convocati». Dal confronto coi numeri della tabella in pagina qui accanto risulta che la benzina italiana è la più cara d’ Europa ma i prezzi riportati comprendono le tasse. Invece il prezzo industriale (cioè senza tasse) in Italia è di 0,77 euro al litro, inferiore a quello della Germania (0,78) e superiore di un solo centesimo alla media Use di 0,76 (dati di Nomisma Energia). Perciò sul caro-benzina il governo non dovrebbe convocare i petrolieri ma se stesso. Secondo i calcoli della stessa Nomisma Energia, in Italia fra le conseguenze della corsa ai rincari c’ è un consumo di benzina che nel primo semestre è calato del 10%, mentre quello del gasolio auto è andato giù del 9% e persino l’ economico Gpl si vende di meno. I consumi complessivi nel semestre si sono contratti di quasi 2 milioni di tonnellate.
luigi grassia
La Stampa, 23/08/2012 05:40
Srl con un euro di capitale ma con la tassa di registro PDF
emanati i regolamenti: notaio gratis, imposta di 168 euro.
Sconto Le norme sulla società a un euro vuole incentivare i giovani a fare impresa «Sì, vabbè, a un euro, figurati!». Il popolo dei blog si scatenò contro il governo quando aveva annunciato, all’ interno del decreto Crescitalia (siamo all’ inizio dell’ anno), che per agevolare l’ imprenditoria giovanile, sarebbe stato possibile creare delle Srl con un solo euro di capitale (contro i 10 mila necessari fino ad allora) e senza neppure le spese notarili. Ci fu, dunque, un affollamento sulle chat e sui siti degli studenti, con tanto di conteggi che dicevano che comunque «tra timbri e bolli» bisogna tirare fuori almeno 100 euro. Ora, la notizia è vera: la società «semplificata» si può costituire con un solo euro. Ma quella storia di «timbri e bolli» lamentata dai ragazzi ha un fondamento. Più avanti vi sveleremo perché. Il decreto, si diceva, è del gennaio scorso, convertito in legge a marzo. Ma la norma applicativa si attendeva in queste settimane. Ora sappiamo che c’ è, perché ne ha dato notizia il sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà, con una twittata, il cui testo recita così: «E’ finalmente possibile per i giovani fino a 35 anni costituire una srl con un solo euro di capitale. Non ci sono spese notarili. Un’ opportunità». Per fortuna c’ è twitter che permette solo 140 caratteri, e così abbiamo capito tutto anche noi. Perché il testo del decreto, che pure abbiamo letto, è in burocratese tosto, ha un’ ampia premessa e poi un solo articolo, corredato da «avvertenza», in cui sono contenute le specificazioni. La legge si rivolge – dunque – ai giovani con meno di 35 anni che si vogliano associare con altri coetanei per costituire una società intorno ad una idea imprenditoriale. La «società a responsabilità limitata semplificata» ha alcune caratteristiche proprie: è aperta esclusivamente a persone fisiche (e quindi non a società) che abbiano meno di 35 anni. Quando un socio compie 35 anni deve uscire dalla società, oppure bisogna trasformare la società in una forma differente. Le quote societarie non possono essere cedute a chi ha più di 35 anni. Il capitale deve essere di «almeno» un euro, e comunque non superiore ai 10 mila. Quell’ euro non va versato in banca ma nelle mani degli amministratori (che possono essere uno o più soci stessi). La costituzione della società deve avvenire presso un notaio che per questo non deve essere pagato. Sia l’ atto costitutivo sia l’ iscrizione al registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria. E per chi ha più di 35 anni? È prevista comunque la possibilità di avviare una srl (non semplificata) a capitale ridotto (meno di 10 mila euro). E la storia dei cento euro e passa come nasce? Dal fatto che è tutto vero quanto fin qui esposto, e che al notaio va mostrato un unico euro senza neppure darglielo, ma poi c’ è la tassa di registro, e quella vai a capire perché – non si può evitare: 168 euro. Svelato il mistero. La nuova norma che dovrebbe ringalluzzire l’ imprenditoria giovanile ha suscitato entusiasmi corali. Plaudono i giovani di Confindustria Sud, tramite il leader Lorenzo Pagliuca, plaudono i deputati del Pd Francesco Boccia e Mario Adinolfi, e perfino l’ ipercritico Codacons si arrende alla forza della novità. Tutti questi soggetti, tuttavia, sottolineano un problema comune: una volta fatta la società che se ne fanno i giovani se l’ accesso al credito è quello che è? Giorgio Satini della Cisl pone, infine, un’ ultima questione: vanno bene le srl a un euro, ma da sole dove vanno? Senza lavoro lo start up può approdare solo al fallimento.
raffaello masci
La Repubblica (ed. Palermo), 23/08/2012 05:39
i personaggi già sette i concorrenti minori alla presidenza che saranno in campo per movimenti e liste civiche.
La rivoluzione e il “partito di Maradona” sfida degli outsider all’ ultima originalità PDF
L’ ULTIMO a scendere in campo, in nome nientemeno che di Diego Armando Maradona, è il rappresentante siciliano del movimento Anti-Equitalia, Roberto Sauerborn. All’ ultima conta salgono così a dieci i concorrenti alla poltrona di Palazzo D’ Orleans. Quando mancano 37 giorni alla chiusura dei termini per la presentazione delle liste, è record di candidati presidente della Regione. Un dato figlio della sfilacciatura delle coalizioni, ma anche dell’ avanzamento in Sicilia di movimenti e liste civiche che si ispirano all’ antipolitica. Così ai nomi di Claudio Fava appoggiato da Sel, Rosario Crocetta per il Pd e l’ Udc e Nello Musumeci per gli autonomisti e quasi tutto il centrodestra, si aggiunge uno stuolo di candidati minori, al quale dovranno presto sommarsi i nomi che rappresenteranno Italia dei valori e Futuro e Libertà. Il parterre di aspiranti governatori alternativi parte con Giancarlo Cancelleri, il geometra candidato del Movimento cinque stelle, che dal primo settembre farà partire la sua campagna elettorale a bordo di un camper affittato. Nelle prossime settimane sarà raggiunto dall’ ideatore del Movimento Beppe Grillo, che, si dice, potrebbe affiancare il suo pupillo siciliano per 30 giorni. Toni da “grillino” utilizza l’ aspirante governatore – attualmente deputato regionale e sindaco di Santa Teresa Riva – Cateno De Luca, candidato per Rivoluzione siciliana, che sul suo profilo Facebook ha elencato alcuni punti del suo programma: «Riduzione del 50 per cento dei costi della politica, taglio del 50 per cento delle indennità e delle pensioni dei deputati regionali e dei componenti della Giunta regionale, taglio del 50 per cento dei costi di funzionamento dell’ Assemblea regionale siciliana, pagamento delle indennità dei parlamentari e delle spese accessorie in relazione alla effettiva partecipazione alle sedute del parlamento e delle commissioni parlamentari, spese per la promozione turistica, culturale e agroalimentare». Inizia oggi alle 18 nella sala convegni dell’ hotel Dioscuri di San Leone la campagna elettorale di Gaspare Sturzo, pronipote del fondatore dal Partito popolare don Luigi Sturzo e candidato di Italiani Liberi e Forti. Il magistrato spiegherà i motivi della nascita di questo nuovo partito, basato e ispirato al più noto zio. Qualche ora prima, alle 10, nella sala Commissioni di Palazzo dei Leoni a Messina, i Forconi e il Fronte Nazionale Siciliano – Sicilia Indipendente, ufficializzeranno l’ inizio della campagna elettorale di Mariano Ferro. Interverranno: Pippo Scianò, segretario nazionale e Fabio Cannizzaro. Ha sciolto la riserva anche Nello Di Pasquale, che nei prossimi giorni abbandonerà la poltrona di sindaco di Ragusa per candidarsi con il Movimento per la gente del presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini. E sempre in campo calcistico, Maradona ispira l’ azione del candidato governatore del movimento Anti-Equitalia, rappresentato in Sicilia da Roberto Sauerborn. L’ architetto ha incontrato negli scorsi giorni l’ avvocato del “pibe de oro” Angelo Pisani, che ha dato l’ ok alla formazione della lista. «Maradona sarà il nostro testimonial – dice Sauerborn – perché rappresenta l’ impegno dell’ avvocato Pisani contro chi subisce l’ ingiustizia di Equitalia. Diego non l’ ho mai conosciuto, ma sono stato a Napoli negli anni in cui giocava a calcio. Se volesse venire in Sicilia nel corso della campagna elettorale, non gli dirò di no». Unica donna candidata è Emilia Grasso, attualmente direttore nazionale del dipartimento affari sociali ed emarginazione del Codacons. A sponsorizzarla 33 associazioni a difesa dei cittadini, utenti, consumatori, lavoratori e ambientalisti, con in testa il movimento dei Consumatori italiani. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
vassily sortino
Avvenire, 23/08/2012 05:34
La benzina sfonda i 2 euro È il record sulle strade PDF
La benzina sfonda i 2 euro È il record sulle strade DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO E nnesimo record per il prezzo della benzina. Quello che molti automobilisti temevano si è purtroppo avverato: si è superata la soglia dei 2 euro al litro, massimo storico per la rete ordinaria fuori dalle autostrade. Secondo Quotidiano Energia, le punte massime a 2,008 al litro si sono registrate nel Centro Italia, in particolare in Toscana, «complice il gioco delle addizionali». A mettere mano ai prezzi ieri sono state Eni (+1,6 cent/litro e +1,0 sul diesel), Tamoil (+1 cent /litro solo sulla verde) e Api Ip con un ritocco di 0,5 cent, anche in questo caso solo sulla benzina. Per il diesel si passa da 1,797 di Esso a 1803 di Eni, IP e Shell (no logo a 1695). L’ andamento, spiega Quotidiano Energia, «tiene conto della crescita delle quotazioni internazionali, il tutto alla vigilia del penultimo week end di sconti self, che renderà sempre più divaricato l’ andamento del mercato carburanti nazionale». Una situazione critica, confermata anche dai dati dell’ Osservatorio Prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo Economico, dai quali emerge come in alcune aree di servizio – a causa del sovrapprezzo autostradale e delle accise regionali – i prezzi della benzina senza piombo in modalità servito hanno toccato i 2,06 euro, mentre il gasolio – con un top di 1,96 euro litro – si è fermato a un passo dalla soglia dei 2 euro. Ben oltre la quota di un euro – con un record anche a 1,09 euro il kg – anche il metano, mentre il Gpl in Campania ha raggiunto 0,94 euro, tornando vicino ai massimi della scorsa primavera. Un vero e proprio ‘salasso’ attende poi quei consumatori che utilizzano le benzine speciali ad alto numero di ottani, in grado di fornire prestazioni migliori: in Lombardia si è raggiunto record di 2,21 euro il litro, una cifra che porta la spesa per il pieno di una utilitaria oltre quota 100 euro. E sui rincari si sono accese le polemiche delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons «è evidente che si vuole sfruttare il controesodo per incassare milioni di euro in più. Il prezzo medio della benzina è di almeno 6 centesimi di euro superiore a quanto dovrebbe essere, se non ci fosse questa speculazione sulle vacanze degli italiani, e questo consentirà alle compagnie petrolifere di incassare, nel solo weekend del controesodo, almeno 36 milioni di euro in più rispetto al dovuto». Per questo il Codacons ha chiesto al ministro Corrado Passera di convocare le compagnie petrolifere «non solo per un forte azione di moral suasion, ma anche per annunciare provvedimenti seri per liberalizzare il mercato». Cia e Coldiretti si sono invece interrogate sulle conseguenze per le famiglie italiane. «Il rincaro avrà un effetto valanga sulla spesa delle famiglie in un Paese come l’ Italia dove l’ 88% delle merci viaggia su strada», afferma la Coldiretti, mentre per la Confederazione agricoltori «a lievitare sarà il budget dei prodotti alimentari, che viaggiano lungo la filiera nel 90% dei casi su gomma. Finora l’ aggravio sulla busta della spesa ha già superato i 20 euro al mese a famiglia, considerando che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40%». © RIPRODUZIONE RISERVATA Picco storico sulla rete ordinaria. Le punte massime a 2,008 al litro in Toscana, «complice il gioco delle addizionali». Le associazioni: si vuole sfruttare il controesodo Nell’ ultima classifica di Bloomberg sulla benzina più cara del mondo l’ Italia è al settimo posto, dietro Norvegia, Turchia, Israele, Hong Kong, Olanda e Danimarca.
Il Giornale, 23/08/2012 05:32
costi alle stelle.
La benzina sfonda quota 2 euro: una tassa sul rientro dalle ferie PDF
Record nei distributori cittadini. Il Codacons: prezzi gonfiati di almeno 6 cent E mentre i Prof ritoccano le accise, la Francia taglia le imposte sui carburanti Pier Francesco Borgia Roma Ad aprire il terreno ci ha pensato Ischia. Giù una settimana fa, nell’ isola campana, il prezzo della benzina aveva sfondato quota 2 euro. E la cosa non è andata giù a turisti e residenti che hanno vivamente protestato. Però, si diceva, è un’ isola e i rifornimenti sono più costosi che altrove. Ieri, invece, il tetto dei 2 euro è stato sfondato a macchia di leopardo in numerose località del centrosud. È la prima volta che accade nella cosiddetta rete ordinaria, cioè fuori dalle autostradale dove ai 2 euro al litro gli automobilisti si sono già abituati. Secondo gli ultimi dati diffusi dal sito di Quotidiano Energia a mettere mano ai prezzi raccomandati «sono state Eni (+1,6 centesimi al litro e +1,0 sul diesel), Tamoil (+1 centesimo al litro solo sulla verde) e Api IP con un ritocco di 0,5 centesimi anche in questo caso solo sulla benzina ». Più nel dettaglio, secondo quanto è risultato grazie a un esame a campione in alcune stazioni di servizio «i prezzi medi serviti sono oggi a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl». I dati raccolti concordano con quelli resi noti dall’ Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo Economico, da cui emerge come in alcune aree di servizio – a causa del sovrapprezzo autostradale e delle accise regionali- i prezzi della benzina senza piombo in modalità servito abbiano toccato i 2,06 euro, mentre il gasolio – con un top di 1,96 euro litro – si ferma a un passo dalla soglia dei 2 euro. Ben oltre quota un euro anche il metano mentre il gpl in Campania raggiunge valori di 0,94 euro. Il caro benzina scatena la paura delle famiglie ma anche l’ ironia del popolo della rete. «Se volete aprire una start up di successo esorta un navigatore su Twitter – , cominciate ad allevare asini e muli ». Sul social network sono tanti i commenti di questo genere: si va dal filosofico «Benzina sopra i 2 euro? Per fortuna io vado a spritz» al più corrosivo «Il prossimo pieno allo scooter lo faccio col decanter ». La paura invece prende corpo nelle più nere previsioni di Coldiretti e Cia (confederazione degli agricoltori). «Nelle campagne la situazione è drammatica spiega la Cia – : a lievitare è il budget dei prodotti alimentari, che viaggiano lungo la filiera nel 90% dei casi su gomma.Finora l’ aggravio sulla busta della spesa ha già superato le 20 euro al mese a famiglia ». Insomma un effetto valanga che colpirà gli italiani proprio alla vigilia del controesodo. E sulla tempestività degli aumenti il Codacons ha molto da dire. «Si vuole sfruttare il controesodo per incassare milioni di euro in più» spiega un comunicato dell’ associazione che difende i diritti dei consumatori. Si calcola che il prezzo medio della benzina è «di almeno 6 centesimi di euro superiore a quanto dovrebbe essere se non ci fosse questa speculazione sulle vacanze degli italiani che consentirà alle compagnie petrolifere di incassare, nel solo weekend del controesodo, almeno 36 milioni di euro in più». Se Roma piange Parigi non ride. E mentre il Figaro segnala che nel cuore della capitale la benzina ha toccato i 2 euro al litro, il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha annunciato un «modesto e provvisorio » taglio delle imposte sui carburanti che riguarda la parte di imposte percepite direttamente dallo Stato, non quelle destinate a regioni e altri enti locali, ed è una misura transitoria «in attesa di mettere in atto un meccanismo che regoli il prezzo dei carburanti». VALANGA DI RINCARI Anche la filiera degli alimentari ne risente: 20 euro in più a famiglia.
La Padania, 23/08/2012 05:31
samaras: restituiremo tutto ai creditori.
La Grecia chiede tempo ma la Ue resta sorda PDF
mento della benzina sui costi indiretti vengono spiegati dalla Coldiretti. «Il record del prezzo del pieno di benzina per una automobile media (50 litri) che ha raggiunto i 100 euro ha un effetto valanga sulla spesa delle famiglie in un Paese come l’ Italia dove l’ 88 per speculazione economica mondiale, dei prodotti derivati, del denaro dal nulla. Dal punto di vista interno, noi vogliamo bene all’ Italia, ma non si può governare in questo modo, ci vogliono i pesi e i contrappesi, c’ è troppa corruzione che va debellata». Monti non è pago di un paese oppresso d a 1960miliardi di debito che anche lui ha contribuito a creare, di 10milioni di famiglie che tirano la cin cento delle merci viaggia su strada». L’ associazione di categoria sottolinea che con il nuovo record a 2 euro il costo di un litro di benzina ha addirittura superato del 50 per cento quello di un litro di latte fresco ed è pari a quello di un chilo di pesche. «Una situazione insostenibile che sommata all’ aumento complessivo dei costi energetici per le bollette di luce e gas mette a rischio la ripresa dell’ economia. A subire gli effetti del caro carburanti sono – continua la Coldiretti – anche le imprese Le associazioni dei consumatori: «Si vuole sfruttare il controesodo per incassare 36 milioni di euro in più rispetto al dovuto» agricole che in questo momento consumano grandi quantità di gasolio per garantire l’ irrigazione nei campi per salvare le coltivazioni agricole dal caldo e dalla siccità. L’ aumento dei costi energetici colpisce in realtà l’ intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale». «Oltre al capitolo “traspor ti”, infatti, a lievitare è il ghia, di una disoccupazione che è al 10,8 per cento, dove un italiano su tre ha un posto regolare a tempo indeterminato. Di chi vuole rendere l’ Italia colonia? Quanta saggezza negli scritti del padre gesuita Teilhard de Chardin (1881 – 1955), geologo e paleoantropologo, che ipotizzò l’ abbraccio sulla vetta del monte tra dottrine apparentemente antitetiche. Sul suo monte ideale budget dei prodotti alimentari, che viaggiano lungo la filiera nel 90 per cento dei casi su gomma. Finora spiega la Cia-Confederazione italiana agricoltori – l’ aggravio sulla busta della spesa ha già superato le 20 euro al mese a famiglia, considerando che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento». «Rincari così smisurati osserva la Cia – generano uno stravolgimento completo nei bilanci familiari. Nell’ arco dell’ ultimo anno, infatti, gli italiani hanno dovuto “sborsare” più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (470 euro al mese) che per gli alimentari (467 euro al mese), con uno sbilanciamento mai visto prima verso auto e bollette a discapito della tavola». Ma non tutti ci perdono. Qualcuno che si ingrossa il conto in banca c’ è. Il nuovo record nel prezzo della benzina «è evidente» che sia collegato al controesodo: «Si vuole sfruttare il controesodo per incassare milioni di euro in più». E’ questo il “soseptto” del Codacons che calcola come il prezzo medio della benzina «sia di almeno 6 centesimi di euro superiore a quanto dovrebbe essere se non ci fosse questa speculazione sulle vacanze degli italiani e questo consentirà alle compagnie petrolifere di incassare, nel solo week-end del controesodo, almeno 36 milioni di euro in più rispetto al dovuto». Più tempo. È questa la richiesta del premier grel’ Unione Europea e prima di tutto alla Germania. Non più soldi, più tempo, perché quest’ anno la Grecia vedrà il pil scendere del 7% – nel quinto anno consecutivo di recessione Juncker lega ogni dilazione al rapporto della cosiddetta Trojka sull’ economia ellenica. Decisione rinviata ad ottobre – e quindi avrà meno introiti fiscali e più spese di sostegno sociale. Due anni di più per rimettere ordine nei conti. Ma l’ Europa sembra il peggior sordo. Il presidente dell’ Eurogruppo detto che la dilazione potrà anche esserci ma bisognerà aspettare il rapporto della cosiddetta Trojka sull’ economia ellenica e in ogni caso, prima di ottobre non se ne parla. La stessa cosa, con qualche aggravante, ha la rivista Forbes ha appena dichiarato «la donna più potente del mondo» Jean-Claude Juncker ha detto Angela Merkel, che nell’ opinione della gente che ha interrogato. Prima la Grecia deve mantenere i suoi impegni, poi si vedrà. E un terzo piano di soccorso, dopo i due targati Eu-Fmi da 100 miliardi di euro (2010) e 130 miliardi (2011), è del tutto escluso. Non sarebbe giusto criticare Samarás: sta davvero facendo tutto il possibile per ottenere qualcosa. Ha praticamente occupato i giornali tedeschi. Proprio oggi deve uscire sulla S ú dtung la sua intervista: restituiremo tutto, ha detto, fino all’ ultimo euro. Se ne è reso personalmente garante. La Germania riavrà indietro i suoi soldi, e così gli altri creditori. Ma i tedeschi sono scettici. I precedenti governi greci hanno detto un sacco di balle per coprire il loro atteggiamento spericolato. Come fidarsi di questo? Il governo di Atene però ha poca scelta. Nel Paese si sta diffondendo la povertà, quella vera, con i vecchi che frugano nei bidoni dei rifiuti e famiglie che dormono per la strada. È a loro che la coalizione fra neodemocratici e socialisti dovrà andare a chiedere gli 11,5 miliardi di euro di risparmi che mancano all’ appello, e che sono già di fatto diventati 14 miliardi perché il programma di privatizzazioni si è incagliato e l’ economia continua ad arretrare. Obiettivo, un deficit pubblico sotto il proverbiale 3% maastri chtiano per il 2014. Ma un imprenditore interrogato dalla Bbc, Pávlos Papadhópulos, ha osservato che non c’ è bisogno di essere economisti per vedere la stupidità di porre una condizione del genere: «Se presti del denaro a un Paese a condizioni tali che la sua economia viene paralizzata, come puoi aspettarti che funzioni ancora e che il popolo sia in grado di rimborsare il prestito?». Appunto. A capire questo ci arrivano perfino gli economisti, ma non i vertici dell’ Unione Europea e non i tedeschi, che tengono i cordoni della borsa.
CanicattiWeb, 23/08/2012 05:02
Sicilia, testi misti a scuola: si spenderanno 100 euro in più a famiglia Web
Caro scuola. Quest’ anno si spenderà mediamente 100 euro in più a famiglia rispetto al 2011. “La stangata principale – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – è dovuta ai libri, che graveranno sui bilanci familiari per 80 euro in più rispetto allo scorso anno. Più contenuto l’ aumento del corredo scolastico, 20 euro, anche se più che doppio rispetto all’ inflazione media italiana”. La ragione di questo mega aumento sui libri dipende dall’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Le istituzioni scolastiche, per i decreti n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, devono obbligatoriamente adottare “esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da internet”. “Questo provvedimento ha costretto gli insegnanti – continua Tanasi- a cambiare libro di testo, anche perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque l’ edizione del libro, in tal modo vanificando il vecchio blocco delle edizioni che mirava ad incentivare il mercato dell’ usato. Un vero colpo basso per il risparmio delle famiglie. Il multimediale, insomma, ha mandato in soffitta i libri usati e costretto ad acquistare nuove edizioni. Da qui la stangata. Molti genitori, ad esempio, nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore e con gli stessi insegnanti, non hanno potuto utilizzare i libri già in loro possesso e sono stati costretti a riacquistarli”. “Ecco perché, nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44 euro, la stangata effettiva è ben superiore, anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono e degli sforamenti dei tetti”. “Insomma, la promessa che il ministero dell’ Istruzione aveva fatto nel 2009, che entro i successivi tre anni, ossia entro quest’ anno, vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane. Per tutte queste ragioni – conclude Tanasi – il Codacons ha deciso di impugnare al Tar i decreti ministeriali n. 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012 e chiedere la loro sospensiva”. Clicca per condividere su Facebook Clicca per consigliare questo articolo sulla ricerca Google Clicca per condividere questo articolo su OKNOtizie.
CanicattiWeb, 23/08/2012 04:42
Sicilia, Windjet: si tratta su più fronti, fino a 170 esuberi nell’ indotto Web
Tace il patron di Windjet, Nino Pulvirenti. Meno di una settimana fa aveva assicurato che entro oggi avrebbe svelato il futuro della compagnia aerea a un passo dalla bancarotta, e cioè se farle proseguire l’ attività attraverso una nuova società o metterla nelle mani di un commissario. Ma senza più flotta, con un monte debiti di circa 150 milioni, pochi slot, quasi 300 mila biglietti venduti entro il 10 agosto (per una ventina di milioni di euro) e altrettanti passeggeri lasciati a terra, la low cost siciliana non fa gola. Lo spettro della chiusura è dunque dietro l’ angolo. Per la sua compagnia aerea, dopo aver visto sfumare il matrimonio con Alitalia alla vigilia di ferragosto, il presidente del Catania Calcio aveva detto di aver ricevuto una decina di richieste di informazioni ma le manifestazioni di interesse – è stato fatto trapelare – sarebbero arrivate da un’ azienda italiana e due grosse low cost straniere. All’ offerta del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di “massimo supporto per l’ amministrazione straordinaria”, Windjet aveva risposto di voler andare avanti da sola. Se non c’ è nessuno a farsi avanti per accollarsi il peso dei debiti e se Pulvirenti non vuole che Windjet finisca in amministrazione straordinaria, potrà decidere di orientarsi verso “forme concorsuali che mettano l’ azienda in grado di cedere il suo ramo aziendale nel modo migliore possibile”, aveva detto lo stesso Passera, indicando poi “un limitato numero di settimane” per la soluzione. I 504 dipendenti della compagnia sono andati in cassa integrazione straordinaria e i sindacati (in rappresentanza anche di altri 300 lavoratori dell’ indotto) stanno pianificando azioni, e si preparano per un’ assemblea sabato prossimo nell’ aeroporto di Catania, in attesa di novità dall’ azienda per venerdì, come chiesto dalle stesse sigle confederali. Ad oggi sono stati 40mila in totale i passeggeri riprotetti da Alitalia, Meridiana Fly-Air Italy, Blue Panorama e Livingston e stando ai biglietti venduti da Windjet ne restano 133.000 fino al 27 ottobre. Dopo una riunione con l’ Enac, è stato concordato che i voli speciali proseguiranno fino al 16 settembre, mentre dal 17 settembre fino al 27 ottobre i passeggeri in possesso dei biglietti Windjet potranno volare sui voli del normale operativo delle varie compagnie aeree, continuando ad usufruire delle stesse tariffe speciali (i voli speciali verso la Russia e l’ Ucraina continueranno fino a tutto il 27 ottobre). Le compagnie si sono impegnate a contattare i passeggeri che hanno corrisposto tariffe difformi rispetto a quelle pubblicizzate, attivando le procedure di rimborso nei casi dovuti. La crisi Windjet ha causato le prime ripercussioni sull’ indotto: sono fino a 170, tra i dipendenti a tempo indeterminato e stagionali, gli esuberi dichiarati da ‘Katane handling’, azienda addetta al carico, scarico, controllo tecnico e assistenza a terra dell’ aeroporto di Catania. Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato nella sede dell’ azienda i vertici, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e le rispettive rappresentanze sindacali aziendali, durante il quale la Katane handling ha reso noto un esubero di personale proporzionale alla percentuale di voli perduti a causa della riduzione del volato Windjet. Per i sindacati “l’ aeroporto di Catania rappresenta una struttura strategica di trasporto per tutta la Sicilia orientale e la comunità catanese non può subire ulteriori contraccolpi sull’ occupazione”. Per i sindacati “oggi è diventato non più rinviabile avviare un confronto per la costruzione di un protocollo tra handler, Enac, Sac, per costruire una clausola di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro”. Le tre organizzazioni sindacali di categoria hanno chiesto alla Prefettura di Catania di “avviare un tavolo di confronto che metta insieme tutte le parti interessate per salvaguardare tutto il patrimonio legato all’ aeroporto di Catania e per costruire un protocollo di salvaguardia sociale con tutti gli elementi necessari. Il governo nazionale deve avviare un confronto per avviare strumenti idonei, ammortizzatori sociali in grado di assicurare un sostegno al reddito ai lavoratori del settore”. Articoli Correlati Sicilia, Windjet: “Alitalia si assuma le responsabilità”, 300mila passeggeri a terra Sicilia, Windjet: cancellati tutti i voli, i passeggeri “E ora che facciamo?” Sicilia, naufraga Windjet: allarme Enac: “A rischio il sistema dell’ aviazione civile italiana” Sicilia, Windjet: tutto fermo, la situazione in tempo reale Sicilia, Windjet va avanti da sola Sicilia, Windjet: si ferma la protesta, il Codacons “Riggio si dimetta” Sicilia, Windjet: “entro mercoledì chiariremo la nostra posizione” Sicilia, Codacons denuncia per truffa Windjet: “Sapeva dei pericoli in corso”
La Nazione (ed. Arezzo), 23/08/2012 04:15
Benzina alle stelle nella canicola d’ agosto Un litro di verde a un passo da due euro PDF
solo in a1 si va oltre, ma molti distributori sono sotto di pochi millesimi pieno da 100 euro è la cifra che calcolano i consumatori.
di FEDERICO D’ ASCOLI IL RITORNO in città sarà salatissimo. E non perché tornando dalle vacanze sulla pelle restano i residui dei bagni in mare. Il salasso attende gli aretini al ritorno dalle meritate ferie quando si fermeranno all’ ombra delle stazioni di servizio: con il controesodo la corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma, anzi galoppa decisa verso quota due euro al litro per la benzina verde. In città e nei distributori della provincia molti mancano la cifra tonda per pochi centesimi, gli unici che vanno sopra sono le stazioni della provincia sull’ Autosole.: 2,022 alla Total Erg di Badia al Pino Ovest, 2,010 all’ Eni di Lucignano Est, 2,020 all’ Eni di Arno Est. Sulla rete ordinaria si registrano prezzi quasi sempre superiori a 1,900, a parte pochissime eccezioni, con punte massime in Valdarno dove si concentrano i distributori che vanno da 1,994 (Q8 San Giovanni) a 1,998 (Ip Montevarchi) fino a 1,999 (Ip San Giustino). Non cambia musica nemmeno se si parla di diesel: si da dai 1,701 al self service Esso di Bibbiena ai 1,860 serviti all’ Eni della stazione A1 Arno Est. Il Gpl oscilla tra 0,710 e 0,840, mentre il metano ha superato in molti casi quota un euro. Questa la situazione aretina, mentre a livello nazionale i prezzi medi serviti sono a 1,920 per la benzina, 1,803 per il diesel e 0,784 per il Gpl. Da queste parti, infatti, siamo più esposti alla crescita dei prezzi per l’ accisa più alta a causa dell’ alluvione dell’ ottobre 2011 in Lunigiana. I dati sono anche «drogati» dal fatto che Eni per prima e poi altri gestori come Esso, Total Erg e Q8 Easy, hanno varato i maxisconti nel weekend, mentre Beyfin li concede il giovedì. Proprio tra sabato pomeriggio e lunedì mattina (fino al 3 settembre per quanto riguarda Eni) si concentrano la maggior parte dei consumi: secondo i gestori si sfiora il 40% del totale. Tanto che la Faib, organizzazione dei gestori, si spinge a chiedere che il vantaggio delle promozioni «sia spalmato su tutta la settimana, in questo modo il prezzo sarebbe ben lontano dai 2 euro». UNA NUOVA stangata, dopo quella di primavera, che mette in ginocchio le famiglie, ma anche i gestori che devono anticipare l’ acquisto di carburanti e che registrano perdite che vanno ben oltre il 10% dall’ inizio dell’ anno. I calcoli li hanno fatti diverse associazioni di consumatori: il pieno di un’ utilitaria ormai sfiora quota 100 euro. Non solo: rispetto all’ agosto 2011 gli aumenti medi registrati sono di 35 centesimi al litro per la benzina verde. I costi diretti in più per i pieni di carburante saranno quindi pari a 420 euro annui in media. Cifra ragguardevole, a cui si aggiungono i maggiori esborsi dovuti agli aumenti indiretti, soprattutto per il trasporto delle merci, pari a ben 348 euro annui. Il totale degli aumenti ammonta a 768 euro. La stessa cifra, secondo i dati Istat, che una famiglia spende mediamente per 50 giorni di spesa alimentare. Il nuovo record nel prezzo della benzina è naturalmente collegato al controesodo. Secondo Codacons il prezzo medio della benzina è «di almeno 6 centesimi di euro superiore a quanto dovrebbe essere se non ci fosse questa speculazione sulle vacanze degli italiani e questo consentirà alle compagnie petrolifere di incassare, nel solo weekend del controesodo, almeno 36 milioni di euro in più». È una vecchia legge di mercato: quando c’ è più richiesta di un prodotto il suo prezzo aumenta. La questione rimbalza anche sui social network, in particolare su Twitter: «Benzina a 2 euro? Meglio cominciare ad allevare asini e cavalli», il primo pigolìo. Poi: «Benzina sopra i 2 euro, per fortuna io vado a spritz». Infine: «Il prossimo rifornimento allo scooter lo faccio col decanter». Un pieno di sarcasmo. Almeno questo almeno a buon mercato.
La Nazione, 23/08/2012 04:02
Benzina oltre il muro dei 2 euro Stangata servita, anche a tavola PDF
consumatori all’ attacco: rincari per 768 euro all’ anno.
Achille Perego MILANO CONTROESODO con la stangata-benzina. Puntuale, come gli orologi svizzeri, alla vigilia del grande rientro degli italiani dalle ferie è arrivata la raffica di rincari dei prezzi dei carburanti. Così la benzina ha toccato il nuovo massimo storico di oltre 2 euro al litro sulla rete ordinaria, fuori cioè dalle autostrade dove quel picco era già stato raggiunto la settimana scorsa. Un record registrato per la verde in modalità ?servito’ in alcune regioni (complici le maggiori addizionali locali) da Quotidiano Energia che ha rilevato le punte massime nei distributori del Centro Italia e in particolare 2,008 euro al litro in Toscana. Nel Sud invece si sono registrati i rincari maggiori per il gasolio, fino a 1,843 euro al litro. Dai dati dell’ Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo Economico emerge invece come in alcune aree di servizio (a causa del sovrapprezzo autostradale e delle accise regionali) i prezzi della benzina abbiano toccato i 2,06 euro mentre il gasolio, con un top di 1,96, si ferma a un passo dalla soglia dei 2 euro. Livelli che hanno mandato in soffitta i primati della scorsa primavera. A METTERE mano ai prezzi raccomandati sono state ieri Eni (più 1,6 centesimi al litro per la verde e un centesimo in più per il disel), Tamoil (un cent sulla verde) e Api IP (mezzo centesimo sempre sulla benzina). Tolte le punte massime, la media nazionale, secondo Quotidiano energia, è di 1,92 euro al litro per la benzina, 1,803 per il gasolio e 0,784 per il Gp. La nuova fiammata dei prezzi dovuta ai rincari del greggio (con il petrolio a 97,2 dollari il barile e addirittura a 117 per il Brent) e a cascata dei prodotti raffinati sul mercato internazionale (i cosidetti Platt’ s sono cresciuti di 4,5 centesimi nell’ ultimo periodo) ha reso la verde più cara di circa 35 centesimi al litro rispetto all’ anno scorso. E tra costi diretti per l’ acquisto di carburante (420 euro l’ anno) e costi indiretti come i trasporti (348), secondo Adusbef e Federconsumatori, il conto medio degli italiani è di 768 euro in più. La stessa cifra che una famiglia sborsa per 50 giorni di spesa alimentare. LA SITUAZIONE , aggiungono, è «insostenibile» e bisogna intervenire subito «per frenare le gravi speculazioni e modernizzare la filiera». Il caro-benzina, rincara la dose il Codacons che chiede al ministro Passera di convocare subito i petrolieri, «è evidentemente» collegato al rientro dalle vacanze «per incassare 36 milioni di euro in più» rispetto al dovuto grazie a 6 centesimi al litro di «speculazione da controesodo». Il record del prezzo della benzina (pari a quello di un chilo di pesche e il 50% in più di un litro di latte) ha portato a 120 euro il costo per fare il pieno di un’ automobile con 60 litri di serbatoio. Una cifra, avverte la Coldiretti, superiore ai 111 euro della spesa media settimanale di una famiglia. Il caro-benzina ha un effetto valanga proprio sulla spesa delle famiglie, aggrava la situazione delle imprese agricole (già provate dalla siccità) e mette a rischio la ripresa del Paese. La Cia stima in 20 euro al mese l’ aggravio del caro-carburanti sulla busta della spesa.
Il Giorno, 23/08/2012 04:02
Benzina oltre il muro dei 2 euro Stangata servita, anche a tavola PDF
consumatori all’ attacco: rincari per 768 euro all’ anno.
Achille Perego MILANO CONTROESODO con la stangata-benzina. Puntuale, come gli orologi svizzeri, alla vigilia del grande rientro degli italiani dalle ferie è arrivata la raffica di rincari dei prezzi dei carburanti. Così la benzina ha toccato il nuovo massimo storico di oltre 2 euro al litro sulla rete ordinaria, fuori cioè dalle autostrade dove quel picco era già stato raggiunto la settimana scorsa. Un record registrato per la verde in modalità ?servito’ in alcune regioni (complici le maggiori addizionali locali) da Quotidiano Energia che ha rilevato le punte massime nei distributori del Centro Italia e in particolare 2,008 euro al litro in Toscana. Nel Sud invece si sono registrati i rincari maggiori per il gasolio, fino a 1,843 euro al litro. Dai dati dell’ Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo Economico emerge invece come in alcune aree di servizio (a causa del sovrapprezzo autostradale e delle accise regionali) i prezzi della benzina abbiano toccato i 2,06 euro mentre il gasolio, con un top di 1,96, si ferma a un passo dalla soglia dei 2 euro. Livelli che hanno mandato in soffitta i primati della scorsa primavera. A METTERE mano ai prezzi raccomandati sono state ieri Eni (più 1,6 centesimi al litro per la verde e un centesimo in più per il disel), Tamoil (un cent sulla verde) e Api IP (mezzo centesimo sempre sulla benzina). Tolte le punte massime, la media nazionale, secondo Quotidiano energia, è di 1,92 euro al litro per la benzina, 1,803 per il gasolio e 0,784 per il Gp. La nuova fiammata dei prezzi dovuta ai rincari del greggio (con il petrolio a 97,2 dollari il barile e addirittura a 117 per il Brent) e a cascata dei prodotti raffinati sul mercato internazionale (i cosidetti Platt’ s sono cresciuti di 4,5 centesimi nell’ ultimo periodo) ha reso la verde più cara di circa 35 centesimi al litro rispetto all’ anno scorso. E tra costi diretti per l’ acquisto di carburante (420 euro l’ anno) e costi indiretti come i trasporti (348), secondo Adusbef e Federconsumatori, il conto medio degli italiani è di 768 euro in più. La stessa cifra che una famiglia sborsa per 50 giorni di spesa alimentare. LA SITUAZIONE , aggiungono, è «insostenibile» e bisogna intervenire subito «per frenare le gravi speculazioni e modernizzare la filiera». Il caro-benzina, rincara la dose il Codacons che chiede al ministro Passera di convocare subito i petrolieri, «è evidentemente» collegato al rientro dalle vacanze «per incassare 36 milioni di euro in più» rispetto al dovuto grazie a 6 centesimi al litro di «speculazione da controesodo». Il record del prezzo della benzina (pari a quello di un chilo di pesche e il 50% in più di un litro di latte) ha portato a 120 euro il costo per fare il pieno di un’ automobile con 60 litri di serbatoio. Una cifra, avverte la Coldiretti, superiore ai 111 euro della spesa media settimanale di una famiglia. Il caro-benzina ha un effetto valanga proprio sulla spesa delle famiglie, aggrava la situazione delle imprese agricole (già provate dalla siccità) e mette a rischio la ripresa del Paese. La Cia stima in 20 euro al mese l’ aggravio del caro-carburanti sulla busta della spesa.
iltirreno.it, 23/08/2012 02:32
Illegittimi i ricorsi Codacons contro il gip Web
costa concordia, la cassazione respinge le lamentele per la mancata partecipazione dei legali.
GROSSETO. La quarta sezione della Corte di Cassazione ha respinto, ritenendoli inammissibili, i ricorsi presentati dal Codacons che contestava la decisione del gip Valeria Montesarchio di non ammettere i difensori delle parti alle operazioni peritali per Costa Concordia. Della decisione non si conoscono ancora le motivazioni. Codacons, Associazione utenti del trasporto aereo, marittimo e ferroviario nonché due parti offese (rappresentate comunque dall’ avvocato Carlo Rienzi, presidente di Codacons) sono stati condannati a pagare 1.000 euro per le spese. Al centro del ricorso l’ ordinanza 117 del 3 marzo scorso, quella del giorno in cui venne conferito l’ incarico per l’ incidente probatorio per Francesco Schettino e gli altri otto indagati, e le disposizioni relative alla partecipazione delle parti alle operazioni peritali, oggetto di un’ ordinanza successiva scaturita da un’ istanza difensiva. Il giudice aveva precisato che mentre all’ udienza di incidente probatorio era assicurata la presenza di tutte le parti, alle operazioni di apertura e lettura dei dati della scatola nera della nave affondata il 13 gennaio era prevista la partecipazione dei soli consulenti tecnici (di Tribunale, Procura e parti offese), garantendo comunque il contraddittorio sui dati ricavati dal collegio. Lo scopo della decisione era, sostanzialmente, quello di “non intralciare” il lavoro peritale, che si preannunciava lungo (e che del resto ha beneficiato di due proroghe). Il Codacons chiedeva invece che anche i difensori e gli indagati potessero partecipare alle operazioni peritali, compresa l’ udienza del 16 marzo di cui chiedeva la rinnovazione presenti anche i difensori. “Una gravissima lesione del diritto di difesa”, aveva tuonato Renzi, dichiarandosi sorpreso della decisione della dottoressa Montesarchio e preannunciando il ricorso. La Procura generale, con il sostituto Mario Fraticelli, si era opposta alle rivendicazioni dell’ associazione dei consumatori, ritenendolo illegittime o, in altri casi, tardive. Adesso la Cassazione ha deciso. In queste settimane continua il lavoro dei quattro esperti nominati dal gip, che dovranno consegnare le risposte ai 50 quesiti entro la prima settimana di settembre. Le parti avranno così modo di esaminare la documentazione (che comunque viene via via depositata) e si ritroveranno il 15 ottobre per l’ inizio della discussione: un appuntamento che non si preannuncia breve e che comunque si svolgerà sempre con le forme dell’ incidente probatorio, cioè in camera di consiglio. Una volta completata questa fase – praticamente esaustiva ai fini dell’ accertamento di quanto era avvenuto quella notte – il pool di magistrati della Procura potrà formulare le proprie conclusoni e procedere alle richieste di rinvio a giudizio o proscioglimento dei nove indagati. Pierluigi Sposato ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
lanuovaferrara.it, 23/08/2012 02:32
Windjet, denuncia del Codacons in procura Web
azioni giudiziarie anche per i passeggeri ferraresi della compagnia aerea sull’ orlo del crac.
Sui tavoli delle procure della nostra regione e anche di Ferrara sono arrivate le denunce presentate da Codacons per i passeggeri emiliani della compagnia Windjet, rimasti a terra in queste settimane: il Codacons chiederà il sequestro dei soldi pagati dai viaggiatori il cui volo e’ stato annullato e se Windjet non fallisce, dovrà restituire subito i soldi incassati dai consumatori. Migliaia i passeggeri per quali rappresentanti Codacons hanno chiesto un urgente incontro alla dirigenza di Windjet per tentare una soluzione bonaria della complessa vicenda che vede contrapposti 300mila passeggeri alla compagnia low cost. Ma l’ incontro è stato rifiutato, sicchè ieri d’ urgenza l’ associazione, anche a nome di migliaia di viaggiatori che hanno aderito alla class-action, ha inoltrato una diffida alla società a restituire i soldi incassati indebitamente per voli mai effettuati. “La Windjet al momento della conclusione dei contratti con i singoli consumatori era già pienamente cosciente della pericolosa situazione che la vedeva coinvolta – si legge nella diffida – eppure, in spregio alle norme a tutela del contraente, concludeva ugualmente i contratti che sapeva di non essere in grado di onorare”. Per questo il Codacons, oltre alla restituzione delle somme, ha chiesto alla compagnia il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai consumatori. Il Codacons ha così anche inviato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, tra cui quelle della nostra regione, Ferrara compresa: infatti i passeggeri gabbati sono residenti in tutte le città italiane e quindi competenti ad indagare sono tutte le procure territoriali in cui la truffa eventuale e la appropriazione indebita si è realizzata.
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