17 Settembre 2012

Sconti estivi benzina: ecco le Compagnie come li recuperano

Sconti estivi benzina: ecco le Compagnie come li recuperano

Ricordate i tempi d’oro degli sconti alla pompa nei weekend? Sembra passato un secolo, perché ora le Società petrolifere si rifanno alzando i listini.

CHE SUCCEDE – I margini delle Compagnie crescono, coi prezzi della benzina che restano invariati: 1,93 euro per un litro di verde e 1,82 per il gasolio, come media nazionale, secondo le rilevazioni fatte venerdì da “Staffetta quotidiana” e “Quotidiano energia”. Le Società petrolifere mirano a recuperare i margini sacrificati durante le operazioni di sconti, e lo fanno approfittando sia del crollo di 50 dollari la tonnellata delle quotazioni della benzina in Mediterraneo, sia del contestuale ribasso del gasolio. In sostanza, va giù il costo reale del carburante, però sale il ricavo delle Compagnie, cosicché il risultato finale è che a pagare, e parecchio, è ancora una volta l’automobilista. Secondo “Quotidiano energia”, “i margini lordi continuano a salire, soprattutto sul prodotto leggero, attestandosi ormai in media a circa 2 centesimi al di sopra della media dei tre anni precedenti”. Stando a “Staffetta Quotidiana”, “i prezzi internazionali sono scesi rispettivamente dell’equivalente di 5,4 centesimi (benzina) e 1 centesimo (gasolio) al litro”, ma non così il prezzo alla pompa. Solo l’ENI ha diminuito, domenica 16, di 2,5 centesimi la benzina e di 0,5 il gasolio. Era dal 21 agosto che la Compagnia non metteva mano ai propri listini (+1,5 centesimi per la benzina e +1 il gasolio). Vedremo se la diminuzione verrà riversata al consumatore: i gestori dovranno prima smaltire le scorte. E comunque, una volta applicata la diminuzione, alla fine il tutto potrebbe essere assorbito dalle ultime quotazioni che hanno visto il petrolio raggiungere nuovamente quota 100 dollari al barile.

ACCISA ELASTICA – Da chiarire l’ipotesi fatta dal Corsera sull’accisa elastica, che potrebbe portare a uno sconto sul prezzo della benzina in Italia di 1 o 2 centesimi al litro. L’introduzione dell’accisa elastica per compensare le variazioni dell’IVA dovrebbe essere decisa già nel Consiglio dei ministri dei prossimi giorni. Infatti, secondo il Decreto allestito dal dipartimento per l’energia del ministero dello Sviluppo economico, l’intervento per calmierare il prezzo dei carburanti è previsto entro un mese dal terzo trimestre, quindi entro la fine di ottobre, primi di novembre. Si parla di assorbire 1-2 centesimi di euro al litro con una riduzione di gettito di 242 milioni di euro. Davvero poca roba, per l’automobilista sommerso dalle accise.

UNA BOTTA – Intanto, il Codacons rende noto che, rispetto a 10 anni fa, le famiglie bruciano oggi in un anno un intero stipendio in carburanti: è quanto emerge confrontando i prezzi attuali di benzina e gasolio con quelli in vigore a settembre 2002. ”Esattamente dieci anni fa la benzina costava 1,061 euro al litro e il gasolio 0,859 euro/litro, oggi per la benzina occorre spendere mediamente 1,933 euro al litro e per il gasolio 1,817 euro – spiega l’associazione dei consumatori -. Ciò significa che un pieno rispetto a settembre 2002 costa oggi 43,6 euro in più per le auto a benzina e addirittura +47,9 euro per le auto diesel. Considerando due pieni al mese il risultato su base annua lascia stupefatti: oggi una famiglia  spende mediamente 1046 euro all’anno in più rispetto al 2002 per la benzina, e addirittura +1149 euro all’anno per il gasolio”.

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