A settembre cambia l’ agenda delle famiglie
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fonte:
- La Sicilia.it
Ricomincia l’ anno scolastico, come sempre in mezzo alle proteste, ma mandare i figli a scuola sembra diventato un lusso: le famiglie italiane anche quest’ anno devono fare lo “slalom” tra caro-libri, aumento delle spese per la cancelleria, lezioni di ripetizione se i ragazzi restano indietro su qualche materia. E caro-benzina che graverà non poco per tutti gli spostamenti non solo mattutini, ma anche pomeridiani, divisi tra calcio, tennis, danza, scuola di lingua straniera e di piano. A questo si aggiungono i costi per la baby sitter per i figli più piccoli o per il servizio pre o post scuola quando c’ è. Tutti elementi aggiuntivi di non poco conto, che lievitano di anno in anno e che costringono molte famiglie, in tempo di crisi, a fare i salti mortali e, talvolta, a chiedere soldi in prestito. Secondo il Codacons, ogni famiglia quest’ anno spenderà mediamente 80 euro in più rispetto al 2011 per acquistare i libri e 20 euro in più per il corredo scolastico. Ma non sono le uniche spese che dovranno affrontare: se il figlio resta indietro in qualche materia e dovrà fare ripetizioni, queste potranno costare, secondo i calcoli di Federconsumatori e Adusbef – per due ore a settimana – da un minimo di 80 euro a un massimo di 224 euro al mese. I genitori che lavorano e che hanno figli piccoli, se li lasceranno a casa con la baby sitter spenderanno in media 370 euro al mese, dal 6 all’ 11% in più rispetto all’ anno scorso; se invece scelgono di utilizzare il servizio pre-post scuola (qualora la scuola lo preveda) il costo si aggirerà intorno ai 53 euro mensili, il 3-4% in più rispetto al 2011. Per far fronte a un budget divenuto sempre più oneroso, molti italiani fanno ricorso ai prestiti. Secondo il broker online Prestiti. it, nel primo semestre 2012 banche e finanziarie hanno concesso oltre 30 milioni di euro in prestito per pagare le spese scolastiche. Che riguardano non solo libri, corredo e lezioni private, ma anche master e corsi di perfezionamento, che possono arrivare a costare somme ingenti che sempre più spesso vengono pagati a rate. Nel primo semestre 2012 le domande di chi voleva finanziare scuola e formazione puntavano a ottenere, mediamente, 7.200 euro. Una somma, tuttavia – rileva Prestiti. it – inferiore del 45% rispetto alla media del 2011, a dimostrazione di una difficoltà economica che obbliga a contenere le spese. Lo scenario in cui si muovono le famiglie italiane è quello medio della fiction italiana. Mamme e papà che si arrabbattano per accompagnare i figli da una parte all’ altra: dal professore per le lezioni private, in palestra o in piscina. Il solito spettacolo, ogni giorno in video sulle reti generaliste. Ma basta fare zapping e spostarsi su una serie americana o francese per vedere una rappresentazione della realtà completamente agli antipodi, con ragazzi e teen-agers belli e sorridenti che passano la maggior parte del loro tempo a scuola, svolgendo lì le proprie attività. Basti pensare a quanti problemi in meno ci sarebbero per i genitori siciliani se ci fosse un “pizzico” di tempo pieno in più alle elementari o alle medie, con servizio mensa annesso, con la possibilità di svolgere parte dei compiti o di dedicarsi alle attività sportive. Magari sgravando i nonni – che sono, anche da questo punto di vista il vero welfare del Paese – da incombenze pomeridiane come servizio taxi e dopo scuola. Il nostro sistema scolastico, in generale, non prevede la permanenza a scuola nel pomeriggio se non in rari casi o in concomitanza con corsi di recupero o progetti extracurriculari, a differenza ad esempio del modello francese: in cui la scuola elementare è sì di 26 ore settimanali, ma così suddivise: quattro giornate intere di sei ore (tre ore alla mattina e tre al pomeriggio) e una mezza giornata di tre ore (di solito il sabato mattina). Lo stesso vale per la corrispettiva scuola media: da 27 a 30 ore settimanali in nove o dieci mezze giornate. Più tempo a scuola e tanti problemi in meno.
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