Profumo porta un pc in ogni classe «È la scuola di domani, più europea»
ROMA ADDIO alla carta e benvenuto al risparmio di 30 milioni prodotto dalla digitalizzazione e informatizzazione delle scuole. Il ministro dell’ Istruzione, Francesco Profumo, presenta i suoi «gioielli» nei giorni in cui quasi 8 milioni di giovani tornano tra i banchi. E non parla soltanto di risparmi: annuncia anche un incremento degli stanziamenti per le spese ordinarie delle scuole che passano dai 200 milioni dell’ anno scorso a 240 milioni. Un aumento del 33% che, in tempi di crisi, offre un segnale preciso. Tra le tante iniziative in cantiere i registri on line, la digitalizzazione di tutti i documenti amministrativi, la banda larga, l’ abbattimento delle spese telefoniche attraverso sistemi alternativi, gli scrutini telematici, le mense hi-tech. Non ultimi, i risparmi energetici. PER AGEVOLARE il processo il ministero ha deciso l’ assegnazione di un computer ad ogni classe delle scuole medie e superiori del Paese. Grazie a un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro da quest’ anno tutte le 34.558 classi delle scuole medie e le 62.600 classi delle superiori potranno contare su un computer da utilizzare nelle lezioni quotidiane. Dei 24 milioni di euro, 8.647 milioni sono stati impiegati per la fornitura di computer alle classi delle scuole medie. I restanti 15.650 milioni per le classi delle superiori. Per le quattro Regioni della Convergenza (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria) l’ intervento è ancora più capillare e prevede il coinvolgimento di 2.128 scuole (il 64,5% del totale) nelle quali sarà assegnato un tablet ad ogni insegnante. Il finanziamento complessivo è di 31.836.574 milioni di euro. Si tratta di 712 scuole in Campania (59.9%), 599 in Puglia (85.3%), 233 in Calabria (57.2%) e 584 in Sicilia (58.3%). IL TABLET ai docenti del Sud non ha mancato di suscitare polemiche: per Roberto Maroni della Lega l’ iniziativa è marcatamente «razzista». Non la pensa così il ministro Profumo secondo il quale queste iniziative vanno nella direzione di una scuola «più moderna ed europea, capace di formare i cittadini di domani». L’ obiettivo finale resta quello di modificare «il modello culturale». Eppure agli studenti della Rete non basta. Le proteste si preannunciano estese fin dai primi giorni di scuola attraverso flash mob e manifestazioni. Perché, dicono i giovani, l’ innovazione tecnologica non è sufficiente quando ci sono classi-pollaio e istituti fatiscenti. Il problema dell’ edilizia scolastica non è marginale. A qualche ora dall’ inizio delle lezioni, ad esempio, è crollata la copertura di una scuola elementare di Cordenons, in provincia di Pordenone. L’ Anci, associazione dei costruttori, ha ricordato che il tema rappresenta «un’ emergenza nazionale». Il Codacons rincara: almeno il 70% degli edifici scolastici italiani non è a norma. Tra luci e ombre lunedì anche gli ultimi studenti faranno rientro in classe. Con quale spirito? Il sito specializzato Studenti.it ha lanciato un sondaggio tra i ragazzi e ha scoperto che il 45% dei giovani non ricorda nulla di quanto imparato l’ anno scorso. Si preannunciano faticosi recuperi. Silvia Mastrantonio.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SCUOLA
- SCUOLA SICURA
-
Tags: Cordenons, Francesco Profumo, scuole
