>>>ANSA/ CALO INDUSTRIA NON SI FERMA, A LUGLIO UN ALTRO -7,3%
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fonte:
- Ansa
>>>ANSA/ CALO INDUSTRIA NON SI FERMA, A LUGLIO UN ALTRO -7,3%
ISTAT, UNDICESIMO RIBASSO CONSECUTIVO,GIU’ ANCHE SU MESE (-0,2%)
(ANSA) – ROMA, 12 SET – L’industria continua a perdere
terreno, a luglio mette a segno l’ennesima discesa segnando un
ribasso del 7,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Una diminuzione forte che va ad aggiungersi alle precedenti,
portando a undici la serie delle flessioni consecutive.
Abbandonando la prospettiva annuale e guardando all’ultimo mese,
a confronto con giugno, lo scenario non migliora molto, anche in
questo caso l’Istat rileva un altro segno meno (-0,2%).
Insomma il motore dell’economia italiana sembra lontano da
ingranare le marce della ripresa: le attese degli analisti gia’
indicavano una flessione congiunturale anche piu’ netta, ma
comunque i dati di luglio, con cui inizia il terzo trimestre,
pesano e oltretutto arrivano dopo un giugno ‘nero’. Inoltre ad
arretrare sono tutti i settori, tranne l’energia, che si e’
mantenuta positiva a causa dell’alta richiesta dovuta al caldo.
Per il resto l’Istituto di statistica registra tutti segni meno,
anche per i beni di consumo. Nel dettaglio, su base annua fanno
male anche i cavalli di battaglia del Made in Italy, dal tessile
(-7,5%) alle macchine utensili (-7,2%). Crollano anche la
metallurgia (-9,3%) e il legno (-9,7%), gli autoveicoli (-9,9%).
Basti pensare che non si salva neppure l’alimentare (-1,5%).
A luglio segna riduzioni significative anche l’area che
riguarda i prodotti tecnologici, ribassi che preoccupano Anie
Confindustria, la federazione che rappresenta le imprese del
campo. Per il presidente Claudio Andrea Gemme. ‘Si allontana
l’uscita dal tunnel recessivo, non emergendo dopo i mesi estivi
indicazioni per una svolta ciclica in chiusura d’anno’.
Tuttavia, avverte, ‘pur in un contesto sempre piu’ difficile’,
le imprese fornitrici di tecnologie non si arrendono,
continuando ‘a resistere alla crisi e a gettare le basi della
ripresa’.
Sulla ritirata dell’industria che prosegue ininterrotta ormai
da un anno, pesa sicuramente il calo della domanda interna,
ovvero dei consumi. A riguardo, secondo i calcoli di
Federconsumatori e Adusbef ‘il potere di acquisto delle
famiglie, dal 2008 sceso di oltre l’11,8%, e’ il fattore
determinante sul quale intervenire per invertire questa
pericolosa tendenza’. Mentre il Codacons mette in evidenza il
calo delle industrie alimentari, che rappresenta ‘la cartina di
tornasole della crisi in cui versa il ceto medio, che dal 2007
ha progressivamente diminuito i consumi alimentari in termini
quantitativi’. In allarme pure i sindacati, con la Cisl che
parla di ‘fase terribile’ dell’industria.(ANSA).
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