In Sicilia si torna scuola da venerdì
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Ricomincia l’ anno scolastico, come sempre in mezzo alle proteste, ma mandare i figli a scuola sembra diventato un lusso: le famiglie italiane anche quest’ anno devono fare lo «slalom» tra caro-libri, aumento delle spese per la cancelleria, lezioni di ripetizione se i ragazzi restano indietro su qualche materia. Per non parlare della baby sitter per i figli più piccoli o del servizio pre-post scuola quando c’ è. Tutti costi aggiuntivi, che lievitano di anno in anno e che costringono molte famiglie, in tempo di crisi, a fare i salti mortali e, talvolta, a chiedere soldi in prestito. AL VIA ANNO SCOLASTICO. Molti ragazzi sono già tornati tra i banchi dalla scorsa settimana, visto che ogni regione ha il suo calendario e che le scuole possono decidere di iniziare prima le lezioni. I primi sono stati gli alunni della provincia di Bolzano, mercoledì scorso. In Valle d’ Aosta i ragazzi hanno riaperto i libri ieri, mentre oggi tocca ai molisani. Il grosso dei rientri è concentrato fra oggi e domani: oggi varcheranno i cancelli di scuola i ragazzi della provincia di Trento, di Veneto, Umbria, Toscana, Piemonte, Marche, Lombardia e Friuli Venezia Giulia; il giorno dopo toccherà agli studenti di Campania e Lazio. Venerdì 14 torneranno a sedersi tra i banchi i siciliani mentre gli studenti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Puglia e Sardegna lo faranno solo lunedì 17 settembre. LIEVITANO LE SPESE. Secondo il Codacons, ogni famiglia quest’ anno spenderà mediamente 80 euro in più rispetto al 2011 per acquistare i libri e 20 euro in più per il corredo scolastico. Ma non sono le uniche spese che dovranno affrontare: se il figlio resta indietro in qualche materia e dovrà fare ripetizioni, queste potranno costare, secondo i calcoli di Federconsumatori e Adusbef – per due ore a settimana – da un minimo di 80 euro a un massimo di 224 euro al mese. Per non parlare di genitori che lavorano e che hanno figli piccoli: se li lasceranno a casa con la baby sitter spenderanno in media 370 euro al mese, dal 6 all’ 11% in più rispetto all’ anno scorso; se invece se scelgono di utilizzare il servizio pre-post scuola (qualora la scuola lo preveda) il costo si aggirerà intorno ai 53 euro mensili, il 3-4% in più rispetto al 2011. IL RICORSO AI PRESTITI. Per far fronte a queste spese sempre più onerose, molti italiani fanno ricorso ai prestiti. Secondo il broker online Prestiti. it, nel primo semestre 2012 banche e finanziarie hanno concesso oltre 30 milioni di euro in prestito per pagare le spese scolastiche. Che riguardano non solo libri, corredo e lezioni private, ma anche master e corsi di perfezionamento, che possono arrivare a costare somme ingenti che sempre più spesso vengono pagati a rate. Nel primo semestre 2012 le domande di chi voleva finanziare scuola e formazione puntavano a ottenere, mediamente, 7.200 euro; una somma, tuttavia – rileva Prestiti. it – inferiore del 45% rispetto alla media del 2011, a dimostrazione di una difficoltà economica che obbliga a contenere le spese. RIPARTE LA PROTESTA. I ragazzi del Fronte della Gioventù Comunista organizzano iniziative e flash mob sotto le scuole di tutta Italia. A Roma le azioni si volgeranno in cinque scuole in vari quartieri: gli studenti esporranno striscioni e distribuiranno volantini, invitando tutti alla lotta contro il caro libri, i contributi studenteschi, la condizione dell’ edilizia delle scuole, i tagli all’ istruzione pubblica e i finanziamenti alle scuole private, e «contro la condizione che impone ai giovani un futuro di disoccupazione o precarietà».
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