11 Settembre 2012

“Classi pollaio e plessi fuorilegge”

 “Classi pollaio e plessi fuorilegge”

CATANIA – Pochi giorni al via del nuovo anno scolastico, ma le polemiche scaldano già l’ apertura ufficiale dei cancelli. Il Codacons, senza mezzi termini si rivolge ai sindaci di tutta la Sicilia: “Chiudere gli istituti scolastici non a norma e rinviarne l’ apertura a data da destinarsi”. “La sicurezza delle scuole è un problema serissimo che ogni anno si ripresenta in occasione dell’ avvio dell’ anno scolastico – afferma il segretario nazionale, Francesco Tanasi – Il non rispetto delle norme vigenti e la mancata presenza dei certificati in materia di incendi, sisma, agibilità, ecc. , rendono di fatto fuorilegge gli edifici scolastici consentendo ai sindaci di rinviare l’ apertura degli istituti, così come ha fatto il sindaco di Campobasso”. In caso di incidenti e di danni a persone e cose all’ interno di scuole non a norma, infatti, gli stessi sindaci potrebbero essere chiamati a risponderne, assieme alla province. Per tale motivo Tanasi invita i sindaci a disporre la chiusura temporanea degli edifici scolastici fuorilegge in attesa della loro messa in sicurezza, e con la formazione delle nuove classi annuncia una pioggia di ricorsi contro le “classi pollaio”, ossia quelle dove, a causa dell’ elevato numero di studenti, non si rispettano i limiti di spazio minino per alunno fissati dalla legge. I genitori possono valutare il livello di sicurezza delle scuole frequentate dai propri figli utilizzando l’ apposito questionario pubblicato alla pagina “scuola sicura” del sito www.codacons.it Anche Cittadinanzattiva lancia l’ allarme sicurezza. “Mancano le certificazioni in 3 scuole su 4, la manutenzione ordinaria è diventata un lusso per pochi, le aule sono sovraffollate in un terzo dei casi. Non vorremmo rovinare la festa per l’ inizio dell’ anno scolastico a quasi 9 milioni di studenti e alle loro famiglie, ma anche quest’ anno – dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva – siamo qui a ricordare che almeno un terzo delle nostre scuole è insicuro, soprattutto nel sud del Paese. E a fronte di ciò, gli strumenti e le risorse messe in campo sono davvero inadeguate: ad esempio che fine hanno fatto i 400 milioni di euro dei Fondi Fas destinati prevalentemente a Calabria, Campania, Puglia e Sicilia? Non ha alcun senso procedere alla richiesta di deroga alla normativa antincendio come fatto dal sindaco di Campobasso, che ha ritardato di una settimana l’ apertura delle scuole”. “In un tempo così breve la situazione non cambierà e gli studenti entreranno comunque in aule insicure, anche se il sindaco non avrebbe di fatto più alcuna responsabilità in caso di incendio. Piuttosto ci appelliamo al Ministro – dice Bizzarri – perchè obblighi le scuole a dotarsi entro la fine dell’ anno delle certificazioni, rivedendo i limiti di spesa imposti dal patto di stabilità, e modifichi l’ art.64 della legge 133/2008 che ha previsto l’ innalzamento del numero di studenti per classe e che, di fatto, contrasta con i limiti della normativa antincendio”. Cittadinanzattiva il 20 settembre presenterà il X Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici.

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