6 Settembre 2012

Stipati in classe come in un pollaio

Stipati in classe come in un pollaio

LUCCA Le chiamano “classi pollaio” e rappresentano una realtà sempre più estesa. Ammassati, con pochi centimetri di autonomia e spazi compressi rispetto ai limiti di legge: le classi in questa situazione sono, per il Codacons, il 30%. In effetti, anche il rapporto Irpet al 31 dicembre 2010 riporta una prevalenza di classi con un numero di studenti tra 22,5 e 27 alle medie e tra 21 e 26 alle primarie. «La situazione – spiega Marcella Zani, Flc Cgil – è pressoché uguale all’ anno scorso, ma non consola. È confermato l’ organico dell’ anno scorso e anche il numero di alunni per classe non cambia. Si oscilla tra 25 e 30 studenti, con problemi di apprendimento e di gestione della classe per i docenti. Il problema grosso sono gli spazi. Le nostre scuole sono vecchie e progettate per altri numeri: l’ affollamento oggi è molto più evidente e va ad incidere sullo star bene a scuola». Le situazioni si complicano in presenza di studenti disabili. «La legge dice che in presenza di alunni certificati – spiega Fabio Lucchesi del coordinamento lucchese scuola bene comune – il numero degli studenti non può superare 20. Ma i casi che raccontano un’ altra realtà sono tantissimi. E le situazioni più gravi si riscontrano in medie e superiori, dove ci sono sezioni con 30 ragazzi anche in presenza di alunni con disabilità. Per questo oggi pomeriggio alle 17,30 ci riuniamo alla Croce Verde. Lanceremo un appello a docenti delle medie e studenti delle superiori perché ci aiutino a raccogliere i dati delle classi pollaio, per lanciare una campagna». Nadia Davini ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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