Aspiranti medici la carica dei 77mila
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fonte:
- La Stampa
sono iniziat ieri gli esami d’ ammissione in tutta italia. i risultati arriveranno fra 10 giorni. ma è già polemica.
Per alcuni è stato il giorno più importante della loro vita, per altri soltanto un tentativo come un altro. Per tutti sembra una grande lotteria con una particolarità: in gioco c’ è il futuro dei 77 mila studenti che ieri hanno tentato di superare i test per l’ ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso delle facoltà di Medicina e Odontoiatria. Uno su otto di loro riuscirà ad accedere ai posti disponibili: 10.173 in Medicina e circa 900 in Odontoiatria. Chi ce la farà? E saranno davvero i più meritevoli? I risultati saranno noti fra una decina di giorni ma le perplessità sono numerose e ieri chiunque avesse obiezioni ha trovato il modo di esprimerle. Davanti alle università di tutt’ Italia l’ Unione degli universitari ha organizzato un flash mob con cartelli simili a quelli stradali di divieto d’ accesso ma nella striscia bianca era scritto “Università”. “L’ Udu che da sempre si batte contro il numero chiuso manifesta il completo dissenso a questo sistema di sbarramento all’ accesso al mondo delle università”. È il numero chiuso uno dei due motivi principali di polemica contro i test. Il Codacons ha chiesto al premier Mario Monti e al ministro dell’ Istruzione Francesco Profumo di eliminare il limite, sottolineando che la questione è all’ esame della Corte Costituzionale e che, se i magistrati dovessero accertare l’ incostituzionalità delle prove, sarebbero pronti a far partire una class action per i non ammessi. Le cifre sulle probabilità di successo sono diverse da ateneo ad ateneo. Alla Cattolica di Roma le prove sono tre volte più difficili della media nazionale: un candidato ogni 27 iscritti può sperare di superare i test. Valori piuttosto simili anche al Campus biomedico di Roma (25,3) e al San Raffaele di Milano (22,9), dove il numero di posti a disposizione è molto più basso rispetto alle richieste di ammissione. Nella media l’ Università Federico II di Napoli con 8,8 e la Sapienza di Roma con 8,1 mentre a Varese c’ è un posto ogni quattro iscritti ai quiz, secondo i dati diffusi dall’ Osservatorio della Conferenza Nazionale dei Corsi di Laurea delle Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tra queste differenze si giocano le probabilità di chi tiene in particolar modo ad essere ammesso. “Chi vuole veramente passare i quiz di Medicina – afferma Giorgio, diciannovenne della Basilicata – preferisce provare i test in posti meno ambiti, dove è minore il rapporto tra aspiranti e posti disponibili”. Superare i test è più facile al Sud che al Nord dove il punteggio minimo di ammissione ai test è di nove punti superiore rispetto a quello del Mezzogiorno: si passa dai 47 punti necessari per entrare all’ università di Padova, Verona, Udine e Milano ai 38 di Foggia, L’ Aquila, Catanzaro, Cagliari e Sassari. Il tipo di domande è il secondo motivo di polemica. I ragazzi hanno dovuto misurarsi con quesiti su spread, Imu, poesie italiane, muro di Berlino, un esercizio logico sull’ anno bisestile. “Che c’ entrano con la professione di medico?” hanno chiesto tanti studenti all’ uscita.
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