Test e numero chiuso Caos a Medicina
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fonte:
- Il Tempo
Natalia Poggi [email protected] È andata come è andata. I test d’ ingresso alle facoltà a numero chiuso di Medicina delle università capitoline sono ormai archiviati. Degli 8.157 partecipanti (suddivisi tra Sapienza e Tor Vergata) ne entreranno 1257. Agli esclusi, la maggioranza, non resterà che riprovare l’ anno prossimo. Magari in qualche altra città se è vero che i controlli ieri mattina alla Sapienza erano così capillari da rendere impossibile qualsiasi mossa furbetta. I candidati, poi, sonos tati ripuliti da zaini e cellulari. Impossibile copiare dai vicini di banco perché le domande sui fogli non erano disposte alla stessa maniera per tutti. Cosa rimarrà dei test d’ ingresso di medicina 2012? Le proteste e le polemiche degli studenti dell’ Udu, del Fronte della Gioventù Comunista e del sindacato universitario Link Roma. Combattono il sistema del numero chiuso e i test d’ accesso. Hanno distribuito finti gratta e vinci con scritto «Tenta la fortuna! Partecipa anche tu alla lotteria più giocata dai giovani del nostro Paese». Ironia e tanta amarezza. Le studentesse e gli studenti di Link Roma hanno poi esposto uno striscione con su scritto «Profumo di Chiuso, conTESTiamolo!» dove la prima parola sta per il cognome del Ministro dell’ Istruzione. «Sono anni che la nostra organizzazione si batte contro il numero chiuso e contro tutte le forme di barriere all’ accesso, che limitano il diritto degli studenti di scegliere liberamente il propriopercorso formativo – ha detto Diana Armento di Link Roma – Contestiamo inoltre il metodo con cui avviene la selezione, sul quale anche gli esperti continuano ad esprimere forti critiche. Se proprio ci dev’ essere una selezione, che avvenga in itinere, dopo che tutti siano stati messi nella condizione di frequentare i corsi». Il successo della protesta ha caricato i suoi organizzatori. «La battaglia contro il numero chiuso non si ferma qui: giovedì (domani per chi legge) saremo presenti davanti alla facoltà di Architettura dove si svolgeranno i test e poi dalla prossima settimana in tutte le altre facoltà a numero chiuso – ha aggiunto Diana Armento – Gli atenei romani hanno imposto dei test d’ ingresso quasi ovunque. Gli studenti e le studentesse di Link Roma saranno presenti per denunciare qual è lo stato in cui versa l’ università pubblica e le politiche di restrizione all’ accesso e di negazione del diritto allo studio». I contestatori rilanciano anche la volontà di tornare il piazza dal 12 ottobre per ribadire il loro no «all’ aumento delle tasse universitarie con il decreto spending review, al raddoppio delle tasse regionali per il diritto allo studio, perchè la prossima introduzione dei prestiti d’ onore sta trasformando l’ università pubblica in un luogo elitario e sempre più irraggiungibile». Insomma ci sono tutte la premesse per un autunno caldo di rivendicazioni anche nel settore (da sempre turbolento ma negli ultimi tempi silente) dell’ istruzione. Solidale con gli studenti l’ associazione dei consumatori Codacons che ha già inutilmente diffidato il ministero dell’ Istruzione ad eliminare il numero chiuso e ora attacca il ministro Profumo «accusandolo di voler difendere la casta dei professionisti». La previsione del numero chiuso, sostiene l’ associazione, «oltre a comportare ingiustificate limitazioni all’ esercizio di una professione, ha l’ effetto di determinare un’ illegittima restrizione della concorrenza tra i professionisti». Insomma c’ è già tanta carne al fuoco perché la guerra ai test universitari non si fermi qui.
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