1 Settembre 2012

L´inflazione cresce, prezzi alle stelle

L´inflazione cresce, prezzi alle stelle

A Milano l´inflazione riprende la sua scalata. E arriva al 2,7 per cento, ricominciando a crescere dopo la flessione che negli ultimi mesi aveva dato un po´ di respiro ai consumatori cittadini. Il valore è più basso rispetto a quello nazionale – in Italia, secondo l´Istat, ad agosto l´indice dei prezzi al consumo si è attestato sul 3,2 per cento – ma comunque in crescita dello 0,4 rispetto a luglio. A preoccupare, è soprattutto il costo dal carrello della spesa, che raccoglie quei prodotti acquistati di frequente e che rappresentano lo “zoccolo duro” dei consumi, su cui è difficile risparmiare. Oggi il carrello costa il 4,3 per cento in più rispetto a un anno fa: guardando allo scorso luglio, l´aumento è dello 0,4 per cento. «Ma di solito in estate il livello dei prezzi si abbassa, visto che in città rimane meno gente e le vendite diminuiscono – dicono dal Codacons – Il fatto che quest´anno, invece, l´inflazione abbia ripreso a salire proprio ad agosto non lascia ben sperare: il rischio è che a settembre per i consumatori ci sia una vera e propria stangata». Nell´ultimo anno è cresciuto il prezzo delle uova (+6 per cento rispetto ad agosto 2011) e dei succhi di frutta (+5,8), della carne (+3,6 per cento) e del cioccolato (aumentato di 3,5 punti). Costa cara la prima colazione: il prezzo del caffè è aumentato del 9,1 per cento rispetto all´anno scorso, quelli di marmellata e latte del 6,5 e dell´1 per cento. Ma il record è quello dei prodotti ortofrutticoli: il costo della verdura fresca è aumentato del 6,7 per cento, quello della frutta del 13,1. «Il rischio – ribadiscono dal Codacons – è che sia solo l´inizio: con il caldo delle ultime settimane, molte colture sono state danneggiate. A questo punto, è probabile che per compensare le perdite i prodotti “superstiti” costeranno di più». L´associazione dei consumatori, calcolatrice alla mano, ha stimato gli aumenti autunnali. Le cifre colpiscono: secondo il Codacons, una coppia spenderà 492 euro in più l´anno per fare acquisti, una famiglia di tre persone 581 in più, mentre un single “solo” 348 euro più del 2011. I commercianti si difendono. E puntano il dito sull´aumento dei carburanti: «I nostri furgoni camminano a benzina, non ad acqua – dice Dino Abbascià, alla guida di Fida, la Federazione dei venditori al dettaglio – Se qualche aumento c´è stato, è da collegare soprattutto all´incremento di carburanti ed energia». Del resto, secondo l´Istat a causa del caro-benzina il prezzo dei trasporti in un anno è aumentato del 6,3 per cento, quello dell´energia e delle utenze del 6,7. «Nell´ultimo anno i coltivatori in media hanno speso il 40 per cento in più per il gasolio di trattori e macchine agricole – spiega Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti milanese – A pesare sono anche i rincari che la merce subisce nei vari passaggi della filiera: in media alla fine il costo quadruplica» .
alessandra corica
 

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