Libri di testo: digitale al palo, vola il mercato dell’ usato
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fonte:
- Corriere del Trentino
TRENTO – Il momento di tornare sui banchi si avvicina e, come ogni anno, incombe anche il «caro scuola»: se l’ inizio dell’ anno scolastico per gli studenti segna inevitabilmente la fine dell’ estate, per le tasche delle famiglie italiane si annuncia come l’ ennesima stangata. Secondo un’ indagine del Codacons, quest’ anno ogni nucleo spenderà in media cento euro in più rispetto al 2011 per mandare i figli a scuola. Ma se l’ irrinunciabile «corredo scolastico» – cui ogni studente che si rispetti riserva la massima cura – graverà sui bilanci familiari per venti euro in più rispetto all’ anno precedente (aumento più che doppio rispetto all’ inflazione media italiana) la parte del leone la faranno i libri di testo: secondo l’ associazione dei consumatori, infatti, la spesa per l’ acquisto dei testi scolastici sarà in media di circa ottanta euro superiore a quella dell’ anno precedente. La ragione di tale aumento, stando all’ indagine, è da ricondurre all’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare esclusivamente libri a stampa, che avrebbe costretto gli insegnanti a cambiare libro di testo oppure l’ edizione dello stesso: da qui la stangata, «vero colpo basso per il risparmio delle famiglie» secondo il Codacons. Anche in Trentino una delibera provinciale approvata in marzo ricorda che «secondo l’ impostazione assunta a livello nazionale, a valere dall’ anno scolastico 2012-2013 i libri di testo adottati devono essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in forma digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet»: sembrerebbe essere così vanificato il blocco delle edizioni, con conseguente disincentivazione del mercato dell’ usato. Ma è davvero così? «In realtà il mercato dell’ usato funziona molto qui da noi – commenta Walter Imoscopi, della libreria «Il papiro», punto di riferimento cittadino per gli studenti di ogni ordine e grado – complice anche il vincolo di adozione degli stessi testi per almeno cinque anni. L’ unico problema che avremo quest’ anno sarà con le classi terze della scuola superiore, in seguito alla riforma dei percorsi scolastici che, dopo il primo biennio, ne introdurrà un altro con il quinto anno che sarà considerato a parte. I libri del primo biennio, ad esempio, sono gli stessi dell’ anno scorso». In effetti, vendendo un proprio testo in buone condizioni, lo studente può ricavare fino al 50% del suo valore; intorno al 25-30% se lo stato di conservazione non è ottimale. Il mercato dell’ usato, dunque, non sembra in crisi e «il prezzo dei libri nuovi in alcuni casi è calato». E la «rivoluzione digitale»? Secondo il libraio di via Grazioli è ancora di là da venire: «Per i prossimi cinque o sei anni – dice – credo che la forma che andrà per la maggiore sarà quella mista, cartacea e digitale, con cd oppure codice di attivazione». I libri digitali, in ogni caso, «costano circa il 20% in meno rispetto a quelli cartacei». In Provincia di Trento, poi, i libri di testo per le scuole medie e il primo biennio delle superiori sono in comodato d’ uso, fatto che alleggerisce in maniera consistente la spesa delle famiglie trentine. Che non subirà ulteriori aumenti anche secondo Francesco De Pascale, preside del Liceo «Rosmini» di Rovereto: «Ci siamo adeguati alla delibera provinciale e nazionale – conferma il dirigente scolastico – ma questo non ha comportato un totale cambiamento dei testi: abbiamo rinnovato quelli per cui abbiamo previsto nuove adozioni, ma quelle precedenti non le abbiamo eliminate, a meno che non fosse strettamente necessario». Erica Ferro RIPRODUZIONE RISERVATA.
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