28 Agosto 2012

Auto sempre più cara per gli italiani.

Auto sempre più cara per gli italiani.

Auto sempre più cara per gli
italiani. In 20 anni le spese per il mantenimento dell’ automobile sono
più che raddoppiate, con i carburanti che bruciano quasi la metà dei
costi complessivi. A certificarlo è il Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di
esercizio delle automobili private tra il 1990 e il 2010: una spesa che
per il Codacons ha superato ormai i 4 mila euro all’ anno a carico di
ogni famiglia. Intanto la benzina ieri ha proseguito la corsa al rialzo,
aggiornando il record a 1,928 euro, con punte di oltre 2 euro in alcune
località. Tra carburanti, assicurazione, pedaggi, manutenzione e altro,
la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di
euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’
ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato
di circa 147,205 miliardi (oltre ai costi di esercizio, infatti, 34,576
miliardi sono stati spesi per l’ acquisto di vetture nuove di fabbrica e
8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria). A bruciare quasi la
metà della spesa sono i carburanti, che pesano per circa il 44% (della
spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in
93,934 miliardi). In 20 anni il costo di benzina e diesel è aumentato
mediamente del 170% (nel 1990 la spesa per carburanti era di 15,246
miliardi e costituiva circa un terzo della spesa complessiva). Tra le
voci che più incidono sul portafoglio degli automobilisti ci sono poi
manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e Rc Auto (+202,5%). I
pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti sono
l’ unica voce ad aver registrato un calo. Dopo gli ultimi rialzi della
benzina, per una famiglia media italiana mantenere un’ autovettura costa
ormai 4.010 euro all’ anno: lo calcola il Codacons, che al Ministero
delle infrastrutture chiede di «cercare anche delle soluzioni, visto che
la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal
Governo». Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come in
Francia: tagliare il prezzo di 6 cent – sostengono – permetterebbe un
risparmio annuo di 131 euro. I continui rincari dei carburanti fanno
insorgere anche i gestori, con la Fegica Cisl che parla di «ricatto» dei
petrolieri tollerato dal Governo. Mentre le associazioni degli
agricoltori denunciano contraccolpi insostenibili per il settore. L’
impatto del caro-benzina e del caro-gasolio è del resto sotto gli occhi
di tutti, tanto che il governo, riferiscono gli autotrasportatori della
Cna-Fita, è al lavoro in questi giorni per cercare una soluzione per
calmierare i prezzi.
 

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