ANSA/ SCUOLA: SI PREPARA CONCORSO TRA ANNUNCI RICORSI E PROTESTE
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fonte:
- Ansa
TECNICI MIUR AL LAVORO SU BANDO;4 SETTEMBRE PRESIDIO A MINISTERO
(ANSA) – ROMA, 30 AGO – Mentre i tecnici di viale Trastevere
sono al lavoro per predisporre il bando ufficiale del concorso a
cattedre annunciato la scorsa settimana (il bando dovrebbe
‘uscire’ il 24 settembre) cresce il malessere dei precari della
scuola e già si annunciano ricorsi.
Per martedì prossimo, 4 settembre, il Coordinamento dei
precari ha organizzato un presidio davanti alla sede del
ministero, in occasione di un incontro prefissato tra il
ministro Profumo e i sindacati. I precari, oltre a chiedere il
ritiro dei taqli, chiedono assunzioni soltanto da graduatorie a
esaurimento e di merito e il blocco del “concorso truffa”.
“Nessuna decisione può prescindere dalla posizione di chi nella
scuola ci lavora da anni avendo già superato prove concorsuali”
dicono annunciando che intendono portare avanti la mobilitazione
fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate.
Intanto, un gruppo di precari storici ha inviato al ministro
una lettera in cui si spiegano i motivi per cui il concorso a
cattedre non andrebbe bandito e si chiede di immettere in ruolo
tutti i docenti e il personale Ata con almeno 36 mesi di
servizio, conformandosi alla normativa comunitaria.
“Non siamo contrari al concorso in sè come procedura per la
selezione di docenti ‘giovani’, ‘capaci’ e ‘meritevoli’.
Siamo contrari – scrivono i docenti precari dei gruppi Facebook
– all’indizione di un concorso su insegnamenti con graduatorie a
esaurimento strapiene, che significa al contempo togliere posti
di ruolo ai precari in attesa e istituire un eterno doppio
canale che non garantisce nulla a nessuno”. “Per quale motivo
– chiedono – chi ha conseguito l’idoneità nel 1999 dovrebbe
rinunciare per sempre al ruolo, dopo essere stato sfruttato per
anni con le supplenze? Non è di certo colpa sua se dal ’99 a
oggi i concorsi non sono stati più banditi, ma delle scelte
scellerate dei Governi che si sono succeduti. Lo Stato ha
innanzitutto un debito da assolvere con i precari ‘storicì”.
Proteste, ma anche annunci di ricorsi su un testo che è
ancora in gestazione. Il Codacons sta organizzando un
megaricorso al Tar per oltre 50.000 insegnanti non abilitati,
“contro – spiega – l’assurda esclusione dal prossimo concorsone
del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per
anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del
Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né
abilitazioni”. Il Codacons, ricordando che anche le direttive
europee prevedono che un adeguato servizio sia equivalente
all’abilitazione all’insegnamento, spiega che con il ricorso si
chiederà l’annullamento del bando, limitatamente alla parte in
cui non ammette anche i non abilitati al concorso e si chiederà
quindi in via urgente e immediata al Tar l’ammissione con
riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali.
Il “nodo” cruciale del bando riguarda dunque la platea dei
partecipanti (a questo proposito l’ufficio relazioni pubbliche
del ministero è bombardato di telefonate). A questo proposito
il ministro, in un’intervista, si è limitato a dire che al
nuovo concorso per insegnanti potranno accedere gli abilitati.
“Ciò – ha spiegato – consentirà alle persone
di avere un doppio canale, quello delle graduatorie e quello del
concorso. Ci sarà un test iniziale di prescrematura con l’
obiettivo di selezionare docenti che lavoreranno nella scuola
per i prossimi 20/30 anni. Sarà valutata la loro capacità
logica, di comprensione verbale, le loro competenze linguistiche
e informatiche. Poi ci sarà una seconda prova, di competenze e
di settore. Nella terza prova saranno valutate le capacità
dello stare insieme in classe del candidato, quindi una lezione
simulata, una valutazione delle attitudini della persona a
rapportarsi con i giovani”.(ANSA).
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