Caro scuola, un conto da 100 euro in più
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fonte:
- Giornale di Brescia
Anno scolastico nuovo, vecchia storia: il 12 settembre suonerà la campanella e le famiglie italiane sono ancora una volta alle prese con il caro libri.
Lo dice un’ indagine del Codacons: dei 100 euro in più, rispetto al 2011, che i genitori italiani spenderanno per mandare i loro figli a scuola, ben 80
se ne andranno per i libri. Il resto per la cartella, ovvero astucci, zaini, penne, matite, quaderni e tutto quello che serve per comporre il kit scolastico.
Secondo l’ associazione dei consumatori, il leit motiv che, purtroppo, a cavallo tra fine agosto e inizio settembre, accompagna la vigilia dell’ apertura
delle scuole, per il 2012 ha un imputato ben preciso: i decreti del Governo, per la precisione il 42 e il 43 dell’ 11 maggio 2012, che impongono agli
istituti di adottare «esclusivamente libri di testo in formato misto, ovvero interamente scaricabili da internet». Cioè che abbiano anche un’ edizione
scaricabile online. In soldoni, sottolinea il Codacons, questo costringe gli insegnanti a cambiare i testi, dato che non tutte le case editrici si sono già
adattate alle nuove regole. Insomma, il «colpo basso» al portafoglio delle famiglie italiane arriva proprio dalla rivoluzione multimediale che dovrebbe
snellire la burocrazia scolastica. Che, nel contempo, secondo il Codacons, «manda in soffitta i libri usati e costringe ad acquistare nuove edizioni.
Molti genitori, ad esempio, nonostante abbiano il figlio minore nella stessa scuola del maggiore, non hanno potuto utilizzare i libri già in loro
possesso e sono stati costretti a ricomprarli». Ecco perché, prosegue l’ associazione, «nonostante gli aumenti dei tetti di spesa dei libri scolastici
fissati dal ministero fossero dell’ 1,5%, che sommato al possibile sforamento del 10%, potevano determinare un aumento teorico massimo di 44
euro, la stangata effettiva è ben superiore. Anche per via dei soliti libri scolastici facoltativi, che facoltativi non sono, e dello sforamento dei tetti».
Per il Codacons, che annuncia il ricorso al Tar contro i due decreti governativi «pro multimediale», «la promessa che il ministero dell’ Istruzione
aveva fatto nel 2009, ovvero che nei successivi tre anni vi sarebbe stata una diminuzione di spesa del 30% per l’ acquisto dei libri scolastici, si è
dimostrata l’ ennesima bufala a danno delle tartassate famiglie italiane».
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