13 Agosto 2012

Traghetto piccolo, rissa sfiorata, Nicolini: «I danni?»

Traghetto piccolo, rissa sfiorata, Nicolini: «I danni?»

Porto Empedocle. C’ è voluto il tempestivo intervento dei poliziotti del locale commissariato per evitare che il personale ex Siremar, oggi Compagnia delle Isole venisse pestato dagli aspiranti viaggiatori del «traghettino» diretto nelle Pelagie. Uno squallido film già visto negli anni scorsi, mezzo in soffitta dodici mesi fa grazie all’ utilizzo del mastodontico Palladio, più capiente e veloce. Ma siccome il Palladio è fermo a Porto Empedocle perché uno dei suoi due motori è andato in tilt, ecco che la compagnia ha «infiocchettato» l’ antidiluviano e piccolo traghetto Veronese, per surrogare l’ assenza momentanea dell’ imbarcazione titolare della linea Pelagie – Porto Empedocle. Risultato: le centinaia di persone che avevano prenotato mesi fa il proprio posto sul Palladio, si sono ritrovate dinanzi al rischio di rimanere a terra, perché sul Veronese possono salire al massimo in duecento, stando anche stretti. Quello che tutti avevano temuto quando un motore del Palladio ha fatto flop si è materializzato sabato sera. Il Veronese era partito alle 17 dallo scalo di Lampedusa, giungendo a Porto Empedocle intorno alle 2, anche leggermente dopo. La baraonda sulla banchina empedoclina si era già consumata nelle ore precedenti. Il professore Angelo Tricoli quando andrà in pensione potrà aggiungere alla propria «biografia» anche la notte di ordinario terrore che ha vissuto, insieme a un paio di colleghi tra l’ undici e il 12 agosto 2012. L’ uomo, al cospetto di una folla di esagitati (giustamente) incazzati perché vedevano fallire la partenza verso le vacanze a Lampedusa, ha telefonato alle forze dell’ ordine per evitare che la faccenda sfociasse nel sangue. C’ è voluto l’ intervento degli agenti del commissariato agli ordini del vice questore Cesare Castelli e del sostituto commissario Livio Argento per ripristinare un minimo di «calma». Alla fine è stato trovato il peggiore degli accordi possibili, ma comunque un accordo, in nome dell’ ordine pubblico. Il Veronese è stato caricato come una sorta di carro bestiame, con precedenza di fruizione delle cabine riservata a donne, bambini e anziani. Tutti gli altri si sono arrangiati. In pochi se ne sono andati. Alle 4 il «battello» ha mollato gli ormeggi alla volta delle isole Pelagie. Tra il «bestiame» a bordo c’ era una rappresentante del Codacons moglie di un finanziere, il quale ha preannunciato che la propria associazione trarrà le conclusioni su quanto sta accadendo a cavallo di Ferragosto. Come del resto sta facendo il sindaco di Lampedusa e Linosa Giusy Nicolini, la quale ha preannunciato che avanzerà richiesta di risarcimento danni, alla Regione e/o alla compagnia delle isole. E non è ancora finita. F. D. M. 13/08/2012.
 

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