9 Agosto 2012

Sul web nomi e indirizzi di chi ha assegni di cura Fiadel: «Uno scandalo»

Sul web nomi e indirizzi di chi ha assegni di cura Fiadel: «Uno scandalo»

TRACCE su internet. Tante, troppe. Soprattutto quando a saltar fuori da un motore di ricerca qualsiasi sono i nomi e i cognomi, con tanto di indirizzo di casa e codice fiscale, di anziani beneficiari di un assegno di cura. Un elenco completo, pagine e pagine di cittadini a cui tutti possono fare i conti in tasca. Morosi compresi. Ed è subito polemica: in tutto questo la privacy dov’ è? A sollevare il caso è la Fiadel (Federazione italiana autonoma dipendenti enti locali). «Come per magia ecco che sul web c’ è tuo papà 80enne o tua mamma 85enne con gravi problemi di salute ? attacca dalla segreteria provinciale Michele Zanirato ?. E sono caricati lì, non si da chi. Ma quello che fa più schifo è che c’ è pure l’ indirizzo di casa oltre alla cifra percepita». Non si tratta proprio di un elenco pubblicato sulla prima pagina del sito internet del Comune, ma incapparci in rete non è poi così complicato. Basta digitare qualche parola chiave, come assegno di cura e servizi sociali, ed ecco che tra i vari risultati della ricerca compare anche un file pdf. Si tratta di una determinazione dirigenziale del gennaio 2011 che contiene i saldi delle liquidazioni degli assegni di cura. Un documento che, anche di fronte alla più severa normativa sulla trasparenza, ha ampiamente superato il numero di giorni per la pubblicazione all’ albo pretorio. E che quindi doveva essere rimosso. «Noi di Fiadel vogliamo aiutare quelle persone che ci hanno segnalato il problema e contatteremo il nostro legale e il Codacons ? continua Zanirato ? per agire contro chi ha caricato in internet dati così sensibili. Anche per fare un abbonamento a Telecom ti chiedono se vuoi essere inserito in un elenco». DI DATI giuiridicamente sensibili non si tratta, ma certo è che le informazioni raccolte in quelle pagine consentono di ficcare il naso nella vita dei cittadini. E di farlo in una misura che travalica il legittimo diritto di sapere come vengono spesi e distribuiti i soldi pubblici che gli assesgni di cura rappresentano. Altre amministrazioni comunali, ad esempio, quando pubblicano gli elenchi dei beneficiari di contributi si limitano alle iniziali dei soggetti. Sentito sull’ argomento, l’ assessore ai servizi sociali Antonio Saccardin ha detto di non essere stato informato, ma che gli uffici «stanno già procedendo per capire cosa è successo». c. d.

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