9 Agosto 2012

BCE: RISCHIO INSOLVENZA AUMENTATO PER IMPRESE ITALIANE

BCE: RISCHIO INSOLVENZA AUMENTATO PER IMPRESE ITALIANE CODACONS: BCE SCOPRE l’ACQUA CALDA, MA PREFERISCE NON SCOTTARSI
 
LE BANCHE SI TENGONO I SOLDI O FANNO PAGARE SPREAD ASSURDI!

 
Secondo la Bce  vi è un netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese da parte degli operatori. Per le imprese italiane, in particolare, sono cresciuti i tassi attesi di insolvenza.
Per il Codacons la Bce ha scoperto l’acqua calda, ma ha deciso di non scottarsi. Se, infatti, le imprese sono insolventi è perché le banche stanno strangolando le aziende, negando loro il credito, nonostante la Bce abbia regalato alle banche 116 miliardi a dicembre e 139 a febbraio.
La Bce non intende, però, porre rimedio a questa situazione, né immettendo nuova liquidità nel sistema, nell’ipotesi che le banche siano effettivamente impossibilitate a prestare soldi, con una nuova operazione Ltro, né abbassando il costo del denaro, né scoraggiando le banche dal parcheggiare somme, facendo loro pagare un prezzo, cosa decisamente auspicabile.
Ricordiamo che tra il 2008 e il 2011 gli Stati Europei hanno speso, in aiuti di stato per le banche in crisi, 4.500 miliardi di euro. Che fine hanno fatto?
Le banche, insomma, hanno smesso di fare il loro mestiere, quello di prestare soldi, o negando il prestito o facendo spread pazzeschi che manderanno in tilt i bilanci delle famiglie e delle imprese quando i tassi di riferimento come l’Euribor ricominceranno a salire. Non è tollerabile che le banche concedano oggi mutui a tasso variabile con spread del 3%. Il rischio è che tra qualche anno in Italia si verifichi quanto accaduto con i mutui subprime americani. Ma che stanno facendo le istituzioni, Governo, Bankitalia e Bce, per bloccare questo andazzo? Nulla!
 
 

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