8 Agosto 2012

Schwazer tra pianti e inchieste

Schwazer tra pianti e inchieste

Lui piange, distrutto, e si augura di tornare alla tranquillità. Il padre si tormenta con i sensi di colpa, accusandosi di non essergli stato abbastanza vicino. La fidanzata, la pattinatrice Carolina Kostner, è arrabbiatissima. Ancora condanne che gli piovono addosso, ma anche la difesa di qualche collega che chiede di non metterlo alla gogna. Il day afterdi Alex Schwazer è segnato da emozioni contrastanti e oggi l’ ormai ex marciatore si confesserà in conferenza stampa a Bolzano. Sarà il tribunale nazionale antidoping del Coni a giudicare sul piano sportivo Schwazer per la positività all’ Epo riscontrata nel controllo antidoping del 30 luglio: la sanzione prevista va da due a quattro anni e mezzo. Ma si tratterà di una sentenza in un certo senso inutile, dopo la confessione immediata dell’ atleta altoatesino. Il campione olimpico di Pechino rischia però di finire nel mirino anche della magistratura ordinaria, perchè il doping è reato previsto dalla legge 376 del 2000. In particolare, il suo nome potrebbe essere inserito in un filone dell’ inchiesta presso la procura di Padova su atleti che frequentavano il laboratorio del dottor Michele Ferrari, gurudelle prestazioni sportive al limite. Un’ altra inchiesta potrebbe essere aperta anche dalla magistratura militare poichè il podista appartiene all’ Arma dei Carabinieri. Ho vinto a Pechino senza doping – ha detto in lacrime Schwazer al Tg1 – perchè ero sereno e i miei valori ematici erano perfetti. Ora voglio solo ritrovare la tranquillità, ma all’ atletica non torno. Chi viene coinvolto con il doping non deve. La fidanzata Carolina Kostner vive il dramma del suo Alex nell’ anno in cui era arrivata a coronare il suo sogno: campionessa del mondo, sui pattini, su quel ghiaccio che era tornato a strizzare l’ occhio alla sua grazia. Carolina non si è mossa da Oberstdorf, Schwazer è in Alto Adige, distrutto, disperato e depresso. Sono arrabbiatissimaavrebbe confidato al suo entourage. Erano la coppia bella dello sport: giovani, biondi, fotogenici. E avevano tanti sogni da coronare, insieme soprattutto lontano dallo sport. Adesso che il doping ha rovinato la vita di lui, lei è pronta a starle accanto come donna. L’ atleta però va per la sua strada, distante da inganni e imbrogli. Josef Schwazer, il padre di Alex, non si dà pace. Un padre è qui per parlare e deve capire se c’ è qualcosa che non va. Per fortuna ha fatto solo questo, poteva anche andare peggio, afferma Josef alludendo ad un gesto estremo. Le responsabilità sono mie – continua il padre – perchè se si vede un figlio sta male e si chiude in se stesso, si deve cercare di parlargli. L’ ultima volta che è partito da qui era distrutto. Forse l’ ha fatto per non deludere gli altri. stata sicuramente la prima volta che ha fatto uso di queste sostanze, sottolinea. Su Schwazer, intanto, continuano a piovere le condanne. Da Mario Pescante, membro del Comitato olimpico internazionale, che parla di gesto infame, a quello del Codacons, che preannuncia un’ azione legale per rispondere dei danni arrecati all’ Italia e alla collettività. Ho pianto, è un lutto per lo sport italiano: ma perchè lo ha fatto?, si chiede Josefa Idem, 48 anni, la più longeva donna azzurra ai Giochi. Ma Diego Occhiuzzi, argento nella sciabola individuale e bronzo in quella a squadre, chiede a tutti di non calcare la mano: Evitiamo di metterlo alla gogna, lasciamolo stare.
 

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