8 Agosto 2012

«Concordia partì con le porte stagne dimenticate aperte»

«Concordia partì con le porte stagne dimenticate aperte»

Forse, «nonostante lo squarcio
di settanta metri nello scafo, la Costa
Concordia non sarebbe affondata tanto
velocemente», scrive il sito de Il Tirreno.
«Se le paratie della nave non fossero
state aperte, la nave avrebbepotuto
reggere qualche ora in più, in attesa
dei soccorsi di fronte all’Isola del Giglio.
Ma alcune di quelle porte stagne, che
durante la navigazione devono essere
tenute chiuse, non hanno potuto frenare
l’avanzare dell’acqua. Come
avrebbero fatto se le procedure fossero
state rispettate».
La ricostruzione arriva da Bruno Neri,
professore della facoltà di Ingegneria
a Pisa. Grazie al ritrovamento della scatola
nera il superconsulente del Codacons
avrebbe verificato che almeno
due paratie erano state lasciate aperte
durante la navigazione. E da lì l’acqua
avrebbe invaso la sala generatori, bloccando
i motori e lasciando la nave in
avaria, in preda al naufragio. È una notizia
che era già trapelata un mese fa,
ma non aveva ricevuto conferma. Ma
questa nuova perizia, se fosse confermata,
metterebbe ancora più nei guai il
comandante Francesco Schettino.
A dare man forte a questa tesi sembra
esserci anche una registrazione di una
comunicazione di bordo avvenuta alle
22.25 di quel 13 gennaio. Ciro Ambrosio,
primo ufficiale di coperta, direbbe
alla radio che «c’è acqua che entra dalle
porte tagliafuoco». E sempre secondo
una testimonianza di Ambrosio sarebbero
state addirittura cinque le paratie
aperte. È la convenzione internazionale
Solas, una legge del mare, a dire che le
porte stagne devono restare chiuse durante
la navigazione, proprio per evitare
che l’acqua, in caso di incidente, possa
invadere i locali interni della nave.
Unnaufragio che forse si poteva evitare,
quello della Costa Concordia. Lo si
era detto sin dalle prime ore dopo l’in –
cidente. Già la sera stessa si era capito
che le normali procedure di navigazione
non erano state rispettate. Troppo
vicino il passaggio al Giglio per l’inchi –
no all’isola. Ma con il passare dei mesi
sono arrivate altre notizie,comequella
delle carte a bordo della nave che non
sarebbero state a norma. E ora forse anche
le paratie aperte.
Conil recupero del relitto dellaConcordia
potrebbero saltare fuori nuove
informazioni utili per i giudici di Grosseto
che stanno indagando sul disastro
che ha portato alla morte di 32 persone.
 

 

 

 
 

 

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