Ferrante si ripresenta con 90 milioni di euro per l’ ambientalizzazione
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Almeno nell’ immediato la chiusura dello stabilimento Ilva di Taranto a scongiurata, e il rischio paventato ieri mattina dal ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, «se chiudono quegli impianti non riaprono più », sembra per il momento superato. La decisione del Tribunale del Riesame che ha confermato il sequestro degli impianti a caldo dell’ Ilva di Taranto con facolty d’ uso finalizzata alla riduzione dell’ inquinamento ha messo ora la palla nelle mani dell’ azienda che dovry immediatamente realizzare gli interventi per rendere compatibile l’ attivity del siderurgico con la tutela dell’ ambiente e della salute. Il presidente dell’ Ilva, Bruno Ferrante, da ieri nominato anche custode e amministratore delle aree sottoposte a sequestro, in una riunione alla Regione Puglia in mattinata aveva giy concordato gli interventi da realizzare per l’ ambientalizzazione e messo sul piatto 90 milioni di euro. Saranno utilizzati per avviare il monitoraggio lungo il perimetro dell’ Ilva che rilevery le concentrazioni di benzo(a)pirene, polveri e diossina, e per installare la videosorveglianza per il controllo delle fughe all’ apertura delle bocche dei forni. C’ a poi l’ impegno a ridurre del 10% l’ attivity della cokeria nei cosiddetti “wind days “, e a irrorare adeguatamente i parchi minerari per ridurre la dispersione di polveri. Un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo sul fronte occupazionale si a sollevato dal mondo del lavoro, della politica e delle istituzioni. «Il sequestro ai fini del risanamento dy un’ indicazione positiva », ha detto il ministro dell’ Ambiente, Corrado Clini, che a stato in prima linea nei giorni scorsi per scongiurare la chiusura dello stabilimento e che ha guidato con la Regione Puglia la definizione di una intesa con l’ azienda. Intesa che ha aperto la strada all’ approvazione di un decreto legge – ieri alla firma del presidente della Repubblica – che stanzia 336 milioni di euro per il risanamento dell’ area di Taranto con particolare riferimento al quartiere Tamburi che sorge a ridosso dell’ Ilva. Di maggiore «serenity» ma anche di «maggiore responsability per tutti» ha parlato il presidente della Regione, Nichi Vendola, per il quale «l’ idea che probabilmente non c’ a più una spada di Damocle non significa diminuire di un grammo la responsability nostra e dell’ Ilva ». Scongiurato il rischio di drammatiche ricadute occupazionali anche i sindacati hanno accolto con favore il provvedimento del Tribunale: «Può essere occasione per una strada nuova, senza mettere in discussione la salute dei lavoratori », ha detto da Taranto il segretario della Fiom, Maurizio Landini. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, giudica « positivo che il Tribunale del Riesame si sia pronunciato scongiurando la fermata degli impianti siderurgici di Taranto, affinché siano messi a norma », mentre per l’ Ugl, «la decisione del Tribunale del Riesame a incoraggiante. Ora aspettiamo che l’ azienda faccia la sua parte». Tra gli scontenti solo il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che auspicava la chiusura dello stabilimento, e il Codacons che ha bocciato la scelta di individuare come custode il presidente Ilva, Bruno Ferrante.
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