8 Agosto 2012

Per la Fiom è un nuovo inizio «Ora evitare contrapposizioni»

Per la Fiom è un nuovo inizio «Ora evitare contrapposizioni»

DALLA NOSTRA INVIATA TARANTO – E’ tornato a Taranto nel giorno giusto, Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, a testimoniare, a differenza dei suoi colleghi delle altre sigle sindacali rimasti a Roma, che – per Fiom – la vertenza Taranto è vertenza nazionale. E lo ha ribadito con la sua presenza, ieri, alla Camera del Lavoro (insieme a Gino D’ Isabella, segretario Cgil Taranto), a sentenza del Riesame ormai pubblica, davanti a moltissimi delegati di fabbrica appena ascoltati in una assemblea. «L’ ordinanza del tribunale è un fatto importante – spiega – perchè stabilisce che per risanare l’ Ilva non vanno fermati gli impianti, senza mettere in discussione la salute dei lavoratori e della città. Noi non abbiamo mai considerato la magistratura una controparte, neanche in questa vicenda». E’ la nascita di un nuovo inizio. «E’ finita l’ epoca degli scambi impropri quando si chiudeva un occhio sull’ ambiente in cambio di posti di lavoro. Non sono scambiabili. Ora, ognuno deve tonare a fare il suo mestiere». Quanto alle indiscrezioni sulle intercettazioni che riguarderebbero i sindacati, attacca: «La Fiom non trema, non ha nessuna ragione per farlo. E siamo a disposizione anche per essere ascoltati, se qualcuno vorrà farlo. Diversamente si alimenta un sospetto che genera sfiducia in chiunque». Certo, ammette Landini, «sappiamo che tutti i problemi non sono certo risolti, ma con il nuovo commissario Ilva, Bruno Ferrante, i toni e i comportamenti sono completamente diversi rispetto al passato». Il futuro prossimo? «Evitare contrapposizioni, andare ad incontrare la gente nei quartieri e spiegare che ambiente e lavoro non sono mai stati così insieme; chiedere un tavolo di trattativa con l’ azienda insieme agli altri sindacati, se vorranno. Noi non abbandoniamo la partita, anzi, come si dice nel sindacato, apriremo una vertenza perchè quegli interventi vengano realizzati». Per il segretario nazionale Ugl, Antonio D’ Anolfo «la chiusura dell’ Ilva avrebbe rappresentato una doppia sconfitta per Taranto e per gli operai che hanno pagato con la propria vita il prezzo di un lavoro duro». Rocco Palombella (Uilm) «ritiene positivo che il Riesame si sia promunciato scongiurando la fermata degli impianti, così come è positiva la nomina di Bruno Ferrante a custode delle aree e degli impianti sotto sequestro: così si può agire più concretamente per l’ ambientalizzazione del sito». Giudizio, quest’ ultimo, contestato invece dal Codacons. Per i segretari della Cisl di Taranto e di Puglia, Daniela Fumarola e Giulio Colecchia, «è una buona notizia quella della sentenza. Da tempo la Cisl ha insistito sulla necessità di coniugare produzione e tutela ambientale». E’ arrivato il momento di «ricominciare a lavorare tutti ad un unico obiettivo coinvolgendo gli attori interessati nella Cabina di regia: dalle istituzioni agli enti locali, dai rappresentanti dei lavoratori a quelli degli imprenditori». L. Sar. RIPRODUZIONE RISERVATA

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