Il Codacons: «Tuteliamo i fuoricorso»
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fonte:
- La Sicilia.it
Il Codacons torna all’ attacco evidenziando la “questione fuoricorso e tasse”. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, in una nota scrive: «E’ incredibile che il Governo nazionale invece di affrontare il problema di come mai in Italia ci sono tutti questi studenti fuori corso (il 33% è una percentuale bulgara che non ha eguali in Europa) abbia invece deciso di stangarli e tassarli, quasi fossero polli da spennare, bamboccioni che si devono semplicemente dare una mossa. Una ipocrisia, ad esempio, è fingere di tener conto della condizione di studenti lavoratori, visto che molti, lavorando in nero come la gran parte dei giovani, non possono dichiarare di esserlo. Nessuna considerazione, poi, per i problemi famigliari, come ad esempio la presenza di parenti che richiedono assistenza continua. La verità – spiega Tanasi – è che nelle università italiane chi è fuori corso viene abbandonato a se stesso, mentre negli altri Paesi viene aiutato, ad esempio con un tutor. Il Codacons, comunque, è pronto ad azioni legali a tutela degli studenti tartassati. Le tasse universitarie, infatti, non possono essere raddoppiate dall’ oggi al domani per chi è già iscritto da anni all’ università. Il rischio è che studenti che hanno già pagato le tasse dei fuori corso siano ora costretti ad abbandonare gli studi, non potendo fronteggiare la stangata, e organizzare diversamente la propria vita in così breve tempo. E’ evidente che, a questo punto, avrebbero diritto a riavere quanto inutilmente pagato per anni. Ecco perché le nuove regole – conclude Tanasi – devono valere solo per chi si iscrive nell’ anno accademico 2012-2013 al primo anno di università, in modo che lo studente abbia la possibilità di organizzare i suoi studi e decidere la ripartizione tra il tempo dedicato allo studio, al lavoro e alla famiglia in relazione alle nuove tasse introdotte, sapendo fin dall’ inizio che se non completerà i suoi studi negli anni previsti, sarà stangato. Chi è già oggi fuori corso, invece, è disarmato e costretto a mangiare la minestra o saltare la finestra, ossia rinunciare al completamento degli studi».
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