Rischio obesità per i nascituri esposti a wi-fi
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fonte:
- Denaro.it
Secondo uno studio di Scientific Reports le future mamme farebbero bene a stare alla larga dai campi magnetici L’ esposizione in utero a campi magnetici relativamente forti, come quelli generati dai forni a microonde o dai dispositivi wifi, accresce il rischio di obesità nei bambini. Lo rivela il Codacons, citando come fonte uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Secondo i ricercatori, indica l’ associazione di consumatori, vi sarebbe una crescita del 50 per cento di bambini obesi per le mamme che hanno avuto una esposizione media e dell’ 84 per cento nei casi di esposizione alta, dovuto all’ alterazione del metabolismo del glucosio. Studiosi della Kaiser Foundation Research Institute, California, hanno infatti condotto uno studio prospettico per valutare se l’ esposizione di donne incinta a campi magnetici (Mfs) aumenta il rischio di obesità infantile. Le future madri, 1063 in tutto fra le 5 e le 13 settimane di gestazione, hanno portato con sé un rilevatore di misurazione dei livelli di campi magnetici durante la gravidanza. Tra i neonati, 733 di loro sono stati poi “seguiti” fino all’ età di 13 anni (per raccogliere informazioni cliniche registrate sui modelli di crescita) con in media trentatre misurazioni di peso per bambino. L’ esposizione prenatale ad alto livello è stato associato ad un aumento del rischio di essere obesi nella prole rispetto a un basso livello di onde affrontato. La ricerca ha, in particolare, dimostrato una relazione dose-risposta, ed è stata più forte (più di 2,3 volte maggiore del rischio) tra i bambini che sono stati seguiti fino alla fine dello studio. L’ associazione esisteva solo per i casi di obesità persistente, non in quella transitoria. In definitiva, l’ elevata esposizione materna a onde elettromagnetiche durante la gravidanza può essere un fattore nuovo e precedentemente sconosciuto che potrebbe contribuire all’ epidemia mondiale di obesità infantile o di sovrappeso. La prevalenza di tale patologia nei bambini degli Stati Uniti è vicina al 20 per cento. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha considerato la lotta all’ obesità tra le sfide maggiori per la salute pubblica. Tuttavia, mentre gli sforzi per ridurla si sono concentrati su come cambiare dieta e aumentare l’ attività fisica, le cause dell’ epidemia della stessa nel corso degli ultimi decenni rimangono poco chiari. Il Codacons chiede di interrompere quella che definisce la corsa al wifi che sembra ormai aver intrapreso la maggior parte dei comuni in Italia , che hanno realizzato o stanno realizzando la copertura di tutto il territorio comunale per permettere l’ acceso gratuito alla rete internet a cittadini e turisti (Milano annuncia proprio in questi giorni altri 200 nuovi hotspot gratuiti). Secondo l’ associazione di consumatori andrebbe almeno proibita l’ installazione del wifi in prossimità di asili, scuole, parchi pubblici, ospedali, biblioteche e altri luoghi sensibili frequentati da bambini e donne incinte. Napoli ha intrapreso da tempo una politica di liberalizzazione del segnale wifi, come dimostrano i recenti casi di Bagnoli o di via Caracciolo. La Campania è considerata la regione d’ Italia con il tasso maggiore di obesità o sovrappeso tra i giovani, come dimostrano diverse ricerche al riguardo. Per questo motivo, la Regione ha lanciato il Piano regionale della prevenzione 2010-2012, da cui emergono interessanti dati per gli ultimi anni. In accordo a elementi forniti dai cittadini campani, attraverso una indagine Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), il 47 per cento di essi è affetto da un eccesso ponderale, ovvero il 35 per cento da sovrappeso ed il 12 per cento da obesità. L’ eccesso ponderale aumenta con l’ aumentare dell’ età: è maggiore negli uomini rispetto alle donne (rispettivamente 54 e 39 per cento) e nelle persone con basso livello di istruzione. Rispetto al dato nazionale di sovrappeso ed obesità rispettivamente pari al 31 e 11 per cento, la Campania mostra uno dei più alti livelli nazionali. La percezione del proprio “status ponderale”, in Campania così come anche in Italia, è modesta: tra i sovrappeso, più della metà giudica il proprio peso conforme alla norma. Inoltre, sia gli obesi sia i sovrappeso, nella maggioranza dei casi, giudicano la propria alimentazione abbastanza o completamente corretta. Un altro aspetto, altrettanto importante, riguarda l’ impegno della scuola nel proporre attività salutari ai propri alunni: rispetto al resto del Paese, le scuole primarie campane hanno una mensa nel 48 per cento dei casi (Italia 64 per cento), distribuiscono alimenti salutari nel 3 per cento dei casi (Italia 12 per cento), svolgono le due ore di attività motoria curricolare nel 61 per cento dei casi (Italia 71 per cento).
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