Concordia/ Schettino torna a bordo. Torso nudo e occhiali da sole
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fonte:
- Affari Italiani
Torso nudo e occhiali da sole, l’ex comandante della Costa Concordia è tornato in mare. Un paparazzo del quotidiano britannico Sun lo ha ‘pizzicato’ con un amico a bordo di un motoscafo, nelle acque al largo di Meta Sorrento, dove Schettino ha l’obbligo di dimora.
“Il capitano della Costa Concordia è tornato a navigare”, scrive il giornale inglese. L’uomo che si trovava a bordo con Schettino ha guidato per un po’ l’imbarcazione; quindi, ha lasciato il timone all’ex comandante.
Il ritorno sotto i riflettori dell’ex capitano scatena subito le polemiche. Da un lato l’avvocato Bruno Leporatti, che difende proprio l’ex comandante della Costa, precisa: “Non ci sono io in barca con il comandante Francesco Schettino. Non possiedo né un motoscafo né un gommone né un pattino, né ho preso a noleggio un’imbarcazione. Tanto meno sono stato in mare con Schettino nella penisola Sorrentina. Escludo che Schettino abbia pilotato il motoscafo, anche se lo potrebbe fare”.
Secondo il Sun, infatti, il motoscafo della foto apparterrebbe proprio a Leporatti, secondo cui Schettino potrebbe “essere salito sopra il motoscafo per fare un bagno in santa pace a 20 metri dal litorale di Meta di Sorrento (dove l’ex comandante ha l’obbligo di dimora, ndr), in modo da evitare commenti, avvicinamenti e additamenti da parte della gente sulla spiaggia”.
Leporatti ha anche ricordato che ‘a Schettino non è stato sospeso il titolo nautico per condurre un’imbarcazione, anche di grossa stazza come una nave da crociera, quindi in teoria avrebbe potuto essere al timone di un motoscafo”.
L’immagine ha però scatenato l’ira del Codacons. “Invece di guardare Schettino sulla barchetta, i media si occupino di come stanno distruggendo le prove delle responsabilita’ sull’incidente della Costa Concordia”, ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.
Secondo Rienzi, “qualcuno manda Schettino a fare queste scene per far dimenticare i morti e i naufraghi che ancora attendono di essere risarciti”.
“E’ gravissimo che la magistratura abbia rifiuttato le istanze dei naufraghi per salvare queste prove e acquisire altri documenti utili per capire come sono morti i passeggeri – aggiunge – Noi il 3 agosto andremo al Giglio per vedere cosa si puo’ ancora salvare”.
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