Colosseo, mille giorni per rinascere
Beatrice Bertuccioli ROMA QUELLA massima, ascoltata probabilmente da bambino, non l’ ha dimenticata. «Come diceva mia nonna, chi più ha, più dà», ricorda Diego Della Valle. Ora che è un imprenditore affermato, il numero uno della Tod’ s, non intende tradirla. Anzi, con 25 milioni di euro, il suo gruppo finanzierà il restauro completo del Colosseo. Una «Operazione Paese», come la definisce, e non un modo per farsi pubblicità. I lavori inizieranno a dicembre e termineranno verso la metà del 2015, come annunciato ieri in un’ affollatissima conferenza stampa dal ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, lo stesso Della Valle, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e la soprintendente per i Beni archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera. I LAVORI si svolgeranno in tre fas i e con diverse gare d’ appalto. Nella prima fase, tra i primi di dicembre e giugno-luglio 2013, verranno restaurati i prospetti settentrionale e meridionale e verranno sostituite le cancellate perimetrali. La gara d’ appalto è stata già aggiudicata in fase provvisoria, il 27 luglio (con un ribasso del 25,8 per cento sulla base d’ appalto), per 6,1 milioni di euro e anche una riduzione della durata dei lavori: 965 giorni anziché 1165. Nella seconda fase verrà progettato e realizzato un centro servizi; nella terza, infine, i lavori riguarderanno gli ambienti interni e l’ ammodernamento dell’ impiantistica. Durante i lavori, il Colosseo rimarrà sempre aperto e al termine di tutto il restauro, l’ area visitabile aumenterà del 25 per cento. «Con operazioni come questa, che coinvolgono il ceto imprenditoriale più attivo e lo Stato – sottolinea il ministro Ornaghi – al fine di tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico, noi disegnamo il Paese di domani». Una forma di collaborazione che serve a indicare anche una possibile, diversa via di sviluppo. «Perché il mecenatismo – sostiene ancora il ministro – non è qualcosa d’ altri tempi, ma la premessa per l’ Italia di domani, quella che vorremmo». E assicura l’ impegno, da parte del governo, ad «avviare un ammodernamento normativo, volto soprattutto a defiscalizzare il mecenatismo». Il sindaco Alemanno ricorda che l’ ultimo intervento di restauro complessivo del Colosseo risale a 73 anni fa, al 1938-39. Ma ricorda anche che ci sono voluti tre anni dal primo incontro avuto con Della Valle, per potere annunciare l’ avvio dei lavori. «Tre anni di blocchi giuridici e amministrativi», sottolinea con indignazione Alemanno, alludendo alle azioni del Codacons che ora ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio (contesta la procedura seguita per l’ affidamento della sponsorizzazione alla Tod’ s). Il sindaco promette anche interventi per migliorare il decoro nell’ area intorno al Colosseo, sempre popolata di gladiatori, legionari, venditori di false griffe e ciarpame vario. E annuncia una «parziale pedonalizzazione» della zona: forse troppo poco, però, per il monumento simbolo dell’ Italia, soffocato e inquinato dal passaggio incessante di migliaia di autobus, macchine e moto che ora quasi lo usano come rotatoria e, con una ?parziale pedonalizzazione?, continuerebbero a passargli accanto. In ogni caso, annuncia Alemanno, se ne parlerà non prima della fine dei lavori di restauro. NESSUNA PUBBLICITÀ della Tod’ s sul Colosseo. Ci mancherebbe, assicura Della Valle. «Abbiamo preteso dal ministero di fare una ?Operazione Paese?, senza avere un ritorno aziendale. Crediamo che questo monumento – afferma Della Valle – appartenga agli italiani, anzi ai cittadini del mondo, e sarebbe assurdo che qualcuno potesse invadere e imbrattare un oggetto così importante». Si limiteranno a raccontare i lavori in corso sul monumento, attraverso la Fondazione ?Amici del Colosseo?. Alla fine lancia un’ esortazione, e una frecciata: «Occupiamoci di queste cose, facciamo in modo che il mondo ci guardi per le nostre bellezze e un po’ meno per le brutte macchine che facciamo».
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