1 Agosto 2012

A luglio la corsa dei prezzi si ferma

A luglio la corsa dei prezzi si ferma

Emanuele Scarci MILANO L’ energia rallenta la corsa e frena, a luglio, la febbre dei prezzi al consumo anche se per i prodotti a maggiore frequenza di acquisto rimane alta, al 4 per cento. In frenata, a giugno, anche i prezzi alla produzione dei prodotti industriali. Secondo le stime preliminari, l’ indice dei prezzi al consumo di Istat registra una variazione congiunturale nulla ma in crescita del 3% rispetto a luglio 2011 (era +3,3% a giugno): l’ incremento più basso dall’ ottobre del 2011. L’ inflazione acquisita per l’ anno resta inchiodata al 2,8%. Nell’ area euro invece l’ inflazione media rimane più fredda, stabile al +2,4% su base annua. L’ indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali registra in Italia invece una contrazione dello 0,1% rispetto al mese precedente e un aumento del 2,1% rispetto tendenziale. Per l’ ufficio studi di Confcommercio «la dinamica dei prezzi al consumo mostra una condizione di stabilità e ciò conferma che buona parte dell’ aumento dei prezzi dell’ ultimo anno sia imputabile alla componente importata dei beni energetici e degli interventi attuati negli ultimi dodici mesi sul versante delle imposte indirette, Iva e accise. Preoccupano però la dinamica dei prezzi di alcuni servizi obbligati, come assicurazioni e servizi bancari, che hanno mostrato, a luglio, una significativa tendenza all’ accelerazione». «Il rallentamento dell’ inflazione è una buona notizia – commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – e auspichiamo che possa continuare anche nei mesi prossimi, ridando alle famiglie il potere d’ acquisto che gli è stato progressivamente eroso». Per i consumatori del Codacons «é inevitabile che, man mano che ci si avvicina a settembre, ossia a un anno esatto dall’ aumento dell’ Iva dal 20 al 21%, si esaurisca l’ arrotondamento sui prezzi che fece schizzare l’ inflazione dal 2,8% dell’ agosto 2011 al 3,4% di ottobre, con un rialzo dello 0,6%. Questo scarto d’ inflazione rispetto agli altri europei, si traduce ogni anno in un’ invisibile tassa aggiuntiva equivalente, per una famiglia di 3 persone, a 206 euro». Tornando ai dati Istat, rispetto a luglio 2011, i maggiori tassi di crescita riguardano bevande alcoliche e tabacchi (+7,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,9%) e trasporti (+5,1%). Quelli più contenuti riguardano le divisioni servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%) e ricreazione, spettacoli e cultura (+0,7%). In flessione su base annua risultano i prezzi delle comunicazioni (-0,9%). Su base mensile invece rallentano gli alimentari (-0,9%) e l’ energia (-0,2%). Secondo Coldiretti «il calo dell’ 1,5% dei consumi alimentari ha allentato la morsa dei prezzi con la frenata del carrello della spesa. La crisi ha portato a una revisione del carrello degli alimentari, con più pasta (+3%) e meno bistecche (-6%)». Calano in quantità anche gli acquisti di pesce (-3%) e ortofrutta (-3%), mentre salgono quelli di pane (+3%) e lievemente quelli di carne di pollo (+1%). «Abbiamo apprezzato – aggiunge Cobolli Gigli – la decisione del Governo di rimandare il previsto aumento dell’ Iva da ottobre di quest’ anno a luglio 2013. Questa decisione non solo contribuirà a non rilanciare l’ inflazione per i prossimi mesi, ma ridarà un po’ di fiducia alle famiglie, già duramente provate dagli impatti delle più recenti manovre economiche». Tuttavia ora «diventa necessario – conclude Coldiretti – scongiurare il rischio del previsto aumento dell’ Iva dal 21 al 23% che costerebbe agli italiani oltre un miliardo solo per le spese alimentari, con effetti ulteriormente depressivi sui consumi a tavola». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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