Napolitano: «Salviamo l’ Ilva»
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fonte:
- Il Cittadino
Taranto «Deve essere possibile» una soluzione che assicuri continuità all’ attività dell’ Ilva di Taranto e insieme porti al pieno adeguamento alle direttive Ue e alle norme a tutela della salute e dell’ ambiente. Lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alla lettera ricevuta dai lavoratori dell’ impianto siderurgico dopo il sequestro disposto dalla magistratura per l’ ipotesi di inquinamento ambientale. «Sono debitore – scrive il capo dello Stato – di una risposta al drammatico appello che mi avete rivolto: anche perché nel lontano 1959-60, da giovane deputato ed esponente politico meridionale, fui convinto sostenitore della necessità – per la rinascita e lo sviluppo del Mezzogiorno – della costruzione di un impianto siderurgico a ciclo integrale nella città di Taranto. Nacque allora una grande realizzazione, una straordinaria esperienza di produzione e di lavoro, che non può cancellarsi, per quanto sia passata attraverso scelte discutibili e abbia conosciuto complessi problemi». Sono intanto formalmente iniziate le procedure di sequestro di sei aree dello stabilimento: «Non siamo stati colti di sorpresa dall’ arrivo dei custodi amministrativi – afferma il presidente dell’ Ilva, Bruno Ferrante – anche se non ci aspettavamo questa tempistica. Non abbiamo nulla da nascondere, non abbiamo mai avuto comportamenti ambigui e alla magistratura contesteremo i dati delle perizie perché crediamo siano parziali, illustrando come abbiamo speso più di un miliardo di euro per l’ ambientalizzazione dello stabilimento e i risultati raggiunti». Per il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, «la città è unita nella difesa del diritto alla salute e del diritto al lavoro. Ma tutto va fatto in modo ragionevole: non possiamo pensare di fare in tre mesi quello che non è stato fatto in 120 anni. Questa scossa, voluta ed apprezzata dalla magistratura, servirà a stabilire dei limiti che non dovranno più essere oltrepassati». All’ inizio della settimana-chiave, con la decisione del Tribunale del Riesame sul ricorso dell’ Ilva attesa per venerdì, il sindaco ribadisce che l’ unica strada utile è quella del dialogo: «Sappiamo che per spegnere gli altiforni ci vogliono 28 giorni e speriamo che in sede di Riesame vengano valutati i fatti concreti che danno garanzie del rispetto delle regole». Intanto sono stati fissati per stamane i primi interrogatori di garanzia delle otto persone sottoposte agli arresti domiciliari nell’ ambito dell’ inchiesta, accusate a vario titolo di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico. Intanto il Codacons ha presentato la propria nomina di parte offesa e un esposto in cui si chiede di «estendere le indagini anche nei confronti dei ministeri dell’ ambiente e della salute, nelle persone dei ministri che si sono succeduti negli anni, e degli enti locali territorialmente competenti».
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