Volo in ritardo di dodici ore L’ odissea di 170 italiani
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Gravi disagi per i turisti al rentro dall´isola greca di Kos ROMA Notte di forti disagi, tra giovedì e ieri, per 170 vacanzieri nell’ isola greca di Kos, trattenuti all’ aeroporto «senza assistenza né informazioni» perché il volo col quale sarebbero dovuti tornare in Italia è stato cancellato. Il volo, della Ryanair, è poi partito con oltre 12 ore di ritardo. Nel gruppo dei passeggeri c’ erano anche bambini (uno di appena tre mesi) e il popolare cantautore Mogol che ha parlato della notte come di una vera e propria «odissea». Disagi e proteste Il volo, l’ FR7777, sarebbe dovuto partire, diretto a Bari, l’ altra sera alle 23 (ora locale). Invece è decollato ieri mattina alle 11,15 (ora locale). Fra i passeggeri, anche la legale di Cittadinanzattiva, Marina Venezia, che ha denunciato l’ accaduto. «Abbiamo fatto regolarmente il check-in. Poi abbiamo aspettato tre ore e mezzo senza avere alcun tipo di comunicazione sul perché del ritardo. Per tutta la notte abbiamo bivaccato chi all’ aeroporto chi per strada. Qualcuno è andato in hotel a proprie spese. Solo giovedì sera abbiamo avuto un panino e una bottiglietta d’ acqua. Ma nessuno ci ha comunicato il ritardo né perché il volo non c’ è stato. E soprattutto non c’ è stata fornita dalla stessa Ryanair alcun tipo di assistenza». La legale ha raccolto un centinaio di firme per presentare la richiesta del risarcimento danni contro la compagnia. Da parte sua Ryanair, attraverso una nota diffusa dal direttore della Comunicazione Stephen Mcnamanara, si è «scusata sinceramente con i passeggeri per il ritardo», dovuto a problemi legati alla nebbia, e ha annunciato che «rimborserà la spesa alberghiera dietro richiesta con relativa ricevuta al servizio clienti Ryanair». Insorgono i consumatori Ma l’ associazione dei consumatori Codacons giudica insufficiente e inadeguata la risposta fornita da Ryanair. La compagnia low cost, secondo il Codacons, non può limitarsi solo a rimborsare «l’ hotel a quei pochi che hanno deciso di non dormire per strada o in aeroporto, ma deve risarcire anche i danni morali subiti dai viaggiatori». Altrimenti, avverte il presidente Carlo Rienzi, sarà class action. È l’ assenza di assistenza, l’ aver lasciato allo sbando i viaggiatori, che ha provocato la rabbia dei passeggeri. Un medico di Bari, Marco Della Pianta, ha tenuto a sottolineare «l’ inadempienza del personale dell’ aeroporto e l’ assenza del personale della Ryanair. All’ aeroporto non c’ era un cane come riferimento della compagnia che doveva imbarcarci e che non fa fornito spiegazioni. Nessuno ci ha assistiti in tutte queste ore di forte disagio, soprattutto le famiglie che ne avevano più bisogno». E lo stesso Mogol ha espresso tutta la sua contrarietà mentre si trovava ancora in aeroporto in attesa di partire: «È un disagio terribile quello che stiamo vivendo in queste ore. Ci sono bambini e ci sono persone che hanno dormito addirittura per la strada. Io sono stato in aeroporto fino alle 3,30 di notte e poi a mie spese, ovviamente, ho trovato una sistemazione in un hotel».
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