28 Luglio 2012

Mazzata contro i fuoricorso: «Tasse doppie»

Mazzata contro i fuoricorso: «Tasse doppie»

Attenti a non finire fuori corso. Qualche mese fa il viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Michel Martone, aveva definito «sfigati gli studenti che si laureano dopo i 28 anni». Ma adesso su chi non riesce a dare gli esami nei tempi previsti si sta abbattendo la spending review. In pratica pagheranno più tasse dei colleghi «bravi» e se la famiglia ha un reddito alto (oltre i 150 mila euro) la cifra rischia addirittura di raddoppiarsi. L’ emendamento dei relatori Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd) è già stato approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. Ma non bisogna generalizzare: l’ incremento non si applicherà infatti agli studenti lavoratori e sarà comunque graduale e progressivo in base al ritardo e al reddito. Per capirci sotto i 90 mila euro di reddito Isee potrà raggiungere al massimo il 25% di aumento. Le reazioni sono state diverse. Al Pd il provvedimento piace, «anche perché – afferma Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca del partito – si cancella la norma del decreto-legge che avrebbe consentito quasi il raddoppio delle tasse agli studenti in corso e un aumento senza limite per i fuoricorso. Inoltre tutte le risorse ottenute sono destinate a diritto allo studio e welfare studentesco, tra cui molte borse di studio». Ma dall’ Udc attaccano: «Gli studenti non sono un bancomat – dice Virgilio Falco, portavoce nazionale di StudiCentro -, siamo anche noi convinti che si debba disincentivare la pratica del parcheggio all’ università, ma non si può penalizzare sempre lo stesso soggetto. L’ Italia è tra i primi Paesi europei per tassazione studentesca mentre nessun ateneo figura tra i primi 100 al mondo». E i consumatori? Il Codacons non si oppone ma chiede che la tassa valga «solo per chi si iscrive ora all’ università».

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