28 Luglio 2012

Salta il volo, bloccati per 14 ore

Salta il volo, bloccati per 14 ore

BARI – Prigionieri di un aeroporto per quattordici ore. Un incubo durato tutta una notte, trascorsa seduti per terra, su teli e asciugamani, senza acqua né cibo, in attesa di tornare a casa. Brutta disavventura per 170 passeggeri di un volo Ryanair in partenza dall’ isola greca di Kos e diretto all’ aeroporto di Bari Palese. «Ci hanno trattati come barboni – denuncia una delle passeggere, appena arrivata in aeroporto ieri mattina a Bari – ci hanno lasciati al freddo, senza acqua né cibo». L’ aereo sarebbe dovuto partire alle 23, ma «per un guasto tecnico» hanno riferito dalla compagnia, è dovuto atterrare prima sull’ isola di Rodi e poi a Kos. Soltanto alle 10 del mattino seguente le decine di persone in attesa sono riuscite a partire. All’ arrivo, a Bari, alle 11 e 40, è scoppiata la rabbia. Con i segni della stanchezza ancora sul viso, i passeggeri non appena atterrati in Puglia hanno lamentato il pessimo trattamento riservato da Ryanair che, in una nota, si è scusata con i clienti e si è detta disponibile a rimborsare eventuali spese alberghiere, per chi ha trascorso la notte in hotel. La maggior parte delle persone, tra cui anche bambini e anziani, si sono però dovute arrangiare alla meglio tra le sedie e le panchine dell’ aeroporto greco. Tra i passeggeri infuriati c’ è anche Giulio Rapetti, in arte Mogol, il celebre paroliere di Lucio Battisti. «Dopo un’ ora di ritardo rispetto all’ imbarco annunciato delle 23 – ha spiegato Mogol – l’ unica risposta alle nostre domande è stata che l’ aereo non decollava per la nebbia. In realtà io vedevo a due chilometri di distanza, le condizioni non sembravano affatto proibitive, ma dopo abbiamo saputo che sono stati cancellati praticamente tutti i voli della notte». Una situazione paradossale, resa ancora più assurda dal fatto che «nonostante tra i 170 passeggeri ci fossero molti bambini, una persino di tre mesi, nessuno in oltre dieci ore si è occupato di noi – ha continuato Mogol – né ci hanno offerto di dormire in un albergo, né di mangiare in un ristorante dove potersi riposare un attimo». Il cantautore ha quindi promesso: «La cosa non finisce qui». Gli ha fatto eco un altro passeggero infastidito dalle scarse informazioni fornite dalla compagnia low cost sul perché del disservizio. «Primi ci hanno detto che il velivolo si era rotto – racconta il testimone all’ uscita dell’ aeroporto – poi abbiamo saputo che era finito il carburante. Insomma non si è capito alla fine cosa sia successo». I passeggeri non intendono lasciar correre e vogliono giustizia per i disagi subiti. Tra loro infatti c’ era anche l’ avvocata Marina Venezia, della direzione nazionale di Cittadinanzattiva, che ha raccolto le firme con l’ intenzione di promuovere una class-action o una causa collettiva «per ottenere il risarcimento per i disagi vissuti in aeroporto – ha sottolineato Venezia – e per chi aveva impegni di lavoro in Italia». L’ avvocata ha anche riferito che ieri mattina, dopo la nottata da incubo, ha preteso che la colazione fosse offerta gratis ai passeggeri del volo. Anche il Codacons ha annunciato una class action contro la compagnia low cost. «Delle scuse i passeggeri non se ne fanno nulla – ha detto il presidente Codacons Carlo Rienzi – Ryanair non può cavarsela solamente rimborsando l’ hotel a quei pochi che hanno deciso di non dormire per strada o in aeroporto, ma deve risarcire anche i danni morali subiti dai viaggiatori». Valentina Marzo.

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