Buonomo: il mare non bagna i politici In Costiera le firme per il depuratore
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
SALERNO – Forse non ve lo aspettavate, ma il pomodoro marcio e la schiuma giallognola che anche ieri galleggiavano sull’ acqua possono dirci una verità sulla classe politica e sul suo modo di affrontare i problemi. Sentite cosa pensa Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente: «La verità è che il mare interessa solo ai bagnanti. Tempo un mese e la questione finirà nel dimenticatoio fino alla prossima estate. A settembre scemerà l’ attenzione e se ne riparlerà l’ anno prossimo. Non è così per tante altre cose?» Rispondete voi, che magari in questi giorni avete visto una distesa liquida diventare un immondezzaio. Buonomo ha ricevuto segnalazioni dalla Costiera amalfitana, da Pontecagnano (patina bianca schifosa), Salerno (anche ieri rifiuti e strane colorazioni). Insomma, il fronte si allarga e richiederebbe ben altra energia da parte di amministratori che straparlano di turismo e di Europa. Come la sparizione dei bus, la situazione del mare è una riprova di capacità strategiche. Allora, con il presidente di Legambiente proviamo ad assegnare i ruoli. Qual è il compito della Regione? «Deve mettere a punto un programma e costruire i depuratori. Per questo ha le risorse europee e i soldi che paghiamo sulle bollette dell’ acqua». Alla Provincia cosa bisogna chiedere? «Deve effettuare controlli su scarichi e prelievi abusivi. I controlli sul ciclo dell’ acqua sono in buona parte di sua competenza. A tal fine dovrebbe servire la polizia provinciale, che è nata proprio per queste cose, non per controllare patenti e libretti sulle strade. Capisco che bisogna fare cassa, ma si può farla rispettando la vocazione originaria di un corpo di polizia». I Comuni come c’ entrano? «Sono i tutori del territorio. Chi può conoscere meglio di loro industrie insalubri e case abusive?» Il discorso sembra filare. Ma allora perché ci ritroviamo con una situazione che peggiora di anno in anno? La Regione non compra gli spazzamare e non pianifica la depurazione, le ispezioni della Provincia boh, i Comuni non fanno la loro parte. Intanto fiumi e canali convogliano in mare sporcizie che, se pure non inquinano in senso microbiologico, sicuramente provocano il disgusto. Ci vorrebbe una riqualificazione profonda ma nessuno ne parla. «Vero è – riflette Buonomo – che ci sono esigenze strutturali, ma qui non si fa neanche quello che si potrebbe fare subito. Per esempio la vigilanza per scoprire gli scarichi abusivi e un monitoraggio dei corsi d’ acqua». Alfonso Schiavino @OREDROB: #ASCHIAVINO %@% RIPRODUZIONE RISERVATA @BORDERO: #MCINQUE %@%AMALFI – Una petizione contro il mare sporco in Costiera amalfitana per chiedere la depurazione totale delle acque reflue. Italia Nostra, Wwf Costiera amalfitana, Legambiente, Per Minori, Acarbio e l’ associazione Posidonia hanno proposto una task force «nell’ ambito della Conferenza dei sindaci incaricata di fare un’ analisi della situazione e di seguire gli sviluppi dei lavori di realizzazione dei sistemi di depurazione». L’ iniziativa è partita dopo le proteste di turisti e residenti: «Il numero crescente di casi di gastroenterite, infezioni della pelle e, recentemente, di salmonella – si legge nella petizione – non possono più continuare ad essere ignorati. È difficile non fare la relazione tra i rifiuti vaganti sulle acque (feci, assorbenti, preservativi) e certe patologie». Sotto i riflettori i comuni che sono ancora senza depuratore, come Maiori dove c’ era anche un divieto nel «tratto dal lato est del porto turistico fino a 80 metri del lato ovest Foce Reginna Major» ma nessuno se n’ è accorto, e c’ è chi vuol chiedere i danni «Mi rivolgerò al Codacons o a qualche altra associazione di consumatori – dice Ferdinando Conato ingegnere di Bagnoli Irpino -, sto da due settimane qui in vacanza, ma non verrò mai più. Ho una bambina piccola e lì non avevo visto il segnale». «Posso assicurare che i depuratori e le condotte sottomarine in Costa d’ Amalfi sono perfettamente funzionanti – sostiene invece in una nota il sindaco di Maiori, Antonio Della Pietra, che riveste anche il ruolo di presidente della Conferenza dei sindaci – e garantiscono la perfetta depurazione dei singoli comuni. I fenomeni di inquinamento interessanti tutto il litorale amalfitano e non soltanto Maiori sono completamente di natura esogena, dovuti alle correnti che trasferiscono inquinamento dai golfi di Napoli e Salerno sulle nostre spiagge». Alla petizione ha aderito anche l’ associazione Posidonia di Positano: «Il problema dell’ inquinamento pelagico esiste per tutti e ci siamo battuti da sempre – dice il presidente Vito Casola – ma bisogna lottare anche contro le vie del mare che distruggono l’ ecosistema marino provocado ogni tipo di inquinamento con scarichi, fumi, rumori e onde anomale». Michele Cinque.
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